CREATORE DI UNIVERSI: L'INTERVISTA COMPLETA CON KEVIN J. ANDERSON!


NOTA : Pubblico l'intervista con lo scrittore americano Kevin J. Anderson, con questo post festeggiamo i due anni di attività bloggeresca ( bloggatoria? bloggatrice? ) di Nocturnia.
Per la verità, il giorno del compleanno sarebbe stato il 17 ma ogni occasione è buona per festeggiare.
Ringrazio il mio ospite per la sua disponibilità e per la sua gentilezza. Come sempre al termine della versione in italiano i lettori di lingua inglese potranno trovare la versione originale in inglese.
Ulteriori informazioni su Kevin J. Anderson  le potrete trovare  QUI


La settimana prossima comunque prometto di dedicare un ulteriore post della serie TALKING ABOUT dedicato a KJA e alle edizioni italiane dei suoi libri.
Buona lettura a tutti! Aspetto i vostri commenti e le vostre opinioni.

NOTE:  Today I present to my readers an interview with the American writer Kevin J. Anderson.
Today we are celebrating two years of life Nocturnia blog, and today's guest is doubly welcome.
I thank Kevin J Anderson for his kindness at the end of the Italian language version you can find the original version in English
Happy reading
Have fun.


Nick:  Grazie per aver accettato questa intervista. Per cominciare ti chiedo di raccontarci come è nata la tua passione per la fantascienza.
Quali sono gli scrittori che hanno più ti hanno influenzato come lettore prima ancora che come scrittore? Naturalmente  puoi anche parlare di film, fumetti o serie TV.

Kevin J Anderson:  Da ragazzo, ho scoperto le opere di HG Wells (dopo aver visto i film de La Guerra dei Mondi  e The Time Machine). Ho letto un sacco di fumetti, ha visto un sacco di film. Ho visto Star Trek, poi infine sono giunto a leggere DUNE di Frank Herbert.


Nick:  Adesso invece ti chiedo di raccontarci i tuoi esordi come scrittore. Nel 1988 pubblichi il tuo primo romanzo RESURRECTION INC, in cui  descrivi una società che utilizza i morti risorti come manodopera. Nel testo mescoli horrore alla critica sociale. In seguito hai  parzialmente abbandonato la critica sociale, come mai?

KJA:  Ancora adesso amo aggiungere profondità e critica sociale in molte delle mie opere, in particolare nei romanzi della serie di DUNE scritti assieme a Brian Herbert, nella mia SAGA OF SEVEN SUNS, in CLOCKWORK ANGELS, CAPTAIN  NEMO e anche nella mia nuova divertente serie di orrore DEATH WARMED OVER. Penso anche che sia molto importante  raccontare una grande storia con personaggi di cui i lettori amino voler leggere. Se un autore pensa di essere troppo importante, il suo lavoro di solito diventa noioso.


Nick:  Una domanda particolare: ti andrebbe di raccontarci del momento in cui hai deciso di diventare uno scrittore a tempo pieno?

KJA:  Ho sempre voluto diventare scrittore a tempo pieno. Questa è stata la mia passione fin da quando ero un ragazzino, e io avevo questo desiderio quando ho iniziato a essere  pubblicato. Ma in America, dobbiamo pagare per la nostra salute, per la nostra pensione, e per molte altre cose. Quando avevo un lavoro a tempo pieno con una società, tali benefici venivano pagati dalla società stessa.  Ma diventando uno scrittore, avrei dovuto pagare io stesso per tutto quanto. È una cosa molto difficile. Mia moglie ha così mantenuto il suo posto all'interno del suo luogo lavoro in modo da poter mantenere tali benefici. ( Lo so che tutto ciò può sembrare strano ai lettori italiani!) Poi però ho iniziato a scrivere libri molto popolari su STAR WARS  e anche i miei libri personali sono diventati ancora più popolari, e infine ho scritto per X-FILES. Sono riuscito finalmente diventare un scrittore a tempo pieno e da quel momento sono passati quindici anni e non ho più smesso di scrivere.


Nick:  Leggendo le tue opere noto che la tua è una fantascienza molto classica di cui dimostri di conoscere perfettamente tutti i meccanismi del genere. Soprattutto in opere come THE SAGA OF SEVEN SUNS (purtroppo inedito in Italia) sembri gradire molto le narrazioni  che privilegino le storie generazionali con più personaggi e più trame narrative che si intrecciano. E 'una ricostruzione sbagliata questa mia ?

 KJA:  Mi piace raccontare  GRANDI storie. La fantascienza è un universo molto grande, con molti pianeti,  società,  razze, e IO voglio scrivere libri con storie abbastanza complete che possano comprendere tutto questo. Non voglio comporre solo un piccolo racconto con uno o due personaggi principali. I miei libri di  DUNE realizzati assieme  a Brian rispondono a questo requisito e, soprattutto lo fa la mia  SAGA OF  SEVEN SUNS e  anche la trilogia della TERRA INCOGNITA   (Per cui mi piacerebbe riuscire a trovare degli editori italiani !) Questo mi permette di esplorare in modo soddisfacente gran parte della storia, per vederne tutti gli aspetti.


Nick:  Puoi dirci per caso se è prevista in futuro una traduzione in Italia di  SAGA OF SEVEN SUNS?

KJA: Per il momento no, non abbiamo ancora trovato un editore italiano. La serie è divenuta molto popolare, non solo negli Stati Uniti e in Inghilterra, ma anche in Germania, Francia, Bulgaria, Repubblica Ceca e Polonia. Mi auguro che un giorno la possano leggere anche i lettori italiani.


 Nick:  Il primo lavoro tuo che ho letto è stato il romanzo breve ASSEMBLERS OF INFINITY  ( in Italia tradotto come COSTRUTTORI DI INFINITO su ANALOG  # 2 Anno 1994  Edizioni Phoenix ) del 1992 , in particolare ho apprezzato molto il personaggio di Celeste McConnell.  In seguito sono arrivati i fumetti dedicati a STAR WARS, in particolare TALES OF THE JEDI con personaggi come Ulic Qel-Droma e Exar Kun. Su questa base mi sembra di aver notato che ti trovi particolarmente a tuo agio lavorando su personaggi magari nati come personaggi positivi ma che col tempo si trasformano in malvagi. Per la seconda volta ti chiedo se è solo una mia interpretazione sbagliata.

KJA: No, hai ragione. Mi piace vedere come le circostanze possano modificare un personaggio. A volte i  miei personaggi cominciano animati dalle migliori intenzioni, ma diventano sempre più negativi mano a mano che la storia procede. D' altro canto, però, in molti altri casi ho anche creato personaggi che iniziano il loro percorso come cattivi, o per lo meno come figure molto sgradevoli, però che poi si dimostrano capaci di cambiare e di imparare a redimersi. (Ulic Qel-Droma ad esempio attraversa in un senso e nell'altro praticamente tutte queste fasi!)

Nick:  Una parte consistente del tuo lavoro è costituita da   novelizzazioni e tie-in del franchise di saghe famosissime come DUNE, STAR WARS,  TITAN AE e X-FILES trovi che ci sia differenza tra scrivere concetti propri ed intervenire su saghe di altri autori in cui tutte le regole, i concetti e le ambientazioni sono già predefiniti in partenza ?

KJA :  Un bravo scrittore è colui che ha una buona immaginazione e può raccontare storie in entrambe le circostanze.  Io sono anche un grande fan di fantascienza, quindi è stato un grande onore per me il poter lavorare in alcuni dei miei universi preferiti  - come Star Wars e Dune. Cerco sempre di catturare nelle mie storie la stessa esperienza del film originale o del libro originale.
 I lettori hanno dimostrato di esserne molto soddisfatti.


Nick:  Un altro punto fermo della tua produzione è rappresentata dalle collaborazioni. Tra gli altri hai lavorato con Doug Beason, con tua moglie Rebecca, e con Brian Herbert  Con chi ti sei trovato meglio e che metodo di lavorazione applichi nei casi di collaborazione ?


KJA:  Scrivo molti libri per conto mio, e molti altri libri in collaborazione con altri.  Mi piace lo scambio di idee, il brainstorming, il poter sviluppare una storia e dei personaggi insieme ad altri. Ovviamente, il segreto è andare d'accordo con le persone con cui si collabora, anche al di fuori del lavoro*: assieme Doug Beason  ho realizzato otto romanzi, con Brian Herbert siamo a quota 13, e in collaborazione con  Rebecca ne abbiamo realizzati più di 20 insieme ... e siamo sposati da 21 anni.

Nick:  Vorrei soffermarmi adesso in particolare su alcune delle saghe su cui hai lavorato e che ci raccontassi le tue esperienze in proposito.
Cominciamo con DUNE Cosa ha significato entrare a far parte di quel mondo sopratutto sapendo che andavi a riprendere una serie rimasta incompiuta a causa della morte dello scrittore che aveva creata creato?

KJA:  DUNE è sempre stato il mio  romanzo di fantascienza preferito, e l'ho letto e riletto  più volte- e ho fatto lo stesso con tutti gli altri libri di Frank Herbert . Come fan, volevo davvero  riuscire a leggere il finale della serie, ma questo mi era impossibile perché Frank Herbert era morto. Però esistevano  i suoi appunti, e oltretutto lui aveva lavorato con il figlio sul suo ultimo romanzo, così io e il   figliodi Herbert abbiamo deciso di affrontare la sfida insieme.  E' stato molto emozionante per me poter leggere  i suoi appunti e scoprire verso quali  direzioni voleva dirigere la serie. Adesso io e Brian stiamo finendo il manoscritto per MENTATS OF DUNE.

Nick:  All'inizio della tua collaborazione con Brian Herbert sui sequel e prequel di DUNE,  molti hanno aspramente criticato i nuovi romanzi di Dune. Dopo qualche anno e dopo molti dei vostri romanzi pensi che questi sentimenti siano stati smorzati o sono rimasti tali e quali? Cosa ne pensi al riguardo ?

KJA : Abbiamo avuto molti reclami anche prima che il nostro primo libro fosse pubblicato, perché la gente non VOLEVA farselo piacere. Dopo che il nostro primo libro, CASA ATREIDES, è stato pubblicato, abbiamo ricevuto delle lettere da parte di alcune delle stesse persone che in precedenza si erano si lamentate   che invece dopo aver letto il libro si  scusavano con noi. Ogni volta che un nuovo volume veniva pubblicato, sempre più persone finivano con l'apprezzare i libri. Sono diventati bestseller internazionali e hanno vinto alcuni dei più alti riconoscimenti  esistenti per la scrittura. La maggior parte delle persone che si erano inizialmente lamentate adesso si sono tranquillizzate. Nessuno potrà mai prendere il posto di un così grande maestro come Frank Herbert, ma  siamo riusciti lo stesso a portare un gran numero di lettori alla serie DUNE.


Nick:  Continuiamo il ragionamento sulle serie a cui ha contribuito parlando di X- FILES, i tre romanzi che hai scritto per la saga, nel momento in cui la serie viveva in televisione  il suo periodo di maggior successo succedono a quelli di Charles Grant. Personalmente ho trovato i tuoi romanzi più corrispondenti alla psicologia e alla verosimiglianza della serie rispetto a quelli di Grant. Ora la licenziataria dei diritti di X-FILES ( la Fox Corporation ) che notoriamente ha fama di essere molto rigida su queste materie, ha espresso parole di elogio sui tuoi libri. Vorrei che tu ci raccontassi la tua esperienza in proposito per il tuo lavoro sui romanzi della serie: come ti sei approcciato ai personaggi, le difficoltà eventualmente riscontrate e il lavoro di documentazione che c'è dietro a tutto quanto.

KJA:  Chris Carter, il creatore di X-Files, aveva letto i miei romanzi di STAR WARS  e  li aveva apprezzati parecchio. Mi ha chiesto se mi piaceva il suo show e se fossi stato  interessato a scrivere dei romanzi anche su X-Files.  Naturalmente ho detto sì, e mi sono incontrato con lui a Hollywood. Mi hanno dato tutti i nastri degli episodi che era stati realizzati fino a quel momento, e ho cominciato a studiare profondamente  la serie. Ho anche compiuto ricerche sul' FBI, ho effettuato anche un tour nella vera sede dell' FBI a Washington, DC,  in più ho avuto dei veri agenti  FBI  che mi hanno aiutato nelle mie ricerche.
Lo staff di X-Files, Chris Carter compreso, è stato molto disponibile con me e so  anche che hanno apprezzato  i libri che ho scritto. (Vorrei poterne scrivere altri, ma temo che la licenza  adesso sia scaduta .)


Nick:  Hai contribuito anche a STAR WARS, per questa saga hai scritto sia romanzi molto apprezzati che comics epocali come i già ricordati TALES OF JEDI, a questo proposito ti chiedo quale attività preferisci . Se come autore di romanzi o sceneggiatore di fumetti, o se per te fanno parte del medesimo atto
creativo?


KJA:  Sono più conosciuto come scrittore di romanzi. La maggior parte della mia attività di narratore consiste nella creazione di volumi, ma scrivo anche racconti e, come ho detto nella mia prima risposta, sono cresciuto leggendo fumetti. Ho scritto molti fumetti di Star Wars, X-Files, Predator, supereroi DC, e alcune opere originali. Ho un nuovo fumetto di fantascienza di prossima uscita, scritto con Steven L Sears, chiamato STALAG X. Mi piace lavorare con gli artisti e vedere il modo in cui disegnano i personaggi e le  scene che scrivo.

Nick:   Sono molto incuriosito dal concorso Writers of the Future di cui sei uno dei giudici, ti andrebbe di parlarne ai lettori di Nocturnia ?

KJA:  Il concorso  Writers of the Future  è uno dei contest di scrittura di maggior successo nella fantascienza. Quando ero uno scrittore debuttante, vi ho partecipato diverse volte, sperando di vincere, ma poi sono diventato uno scrittore professionista ... e allora mi sono offerto volontario per insegnare ad alcuni dei loro studenti vincitori, e infine sono diventato uno dei giudici del concorso. Mi trovo molto bene con questo concorso perché ha aiutato un gran numero di  giovani scrittori a raggiungere il successo. Chiunque, da qualsiasi parte del mondo provenga, può parteciparvi in maniera assolutamente gratuita. http://www.writersofthefuture.com


Nick:  I tuoi romanzi sono diventati best -sellers, sei stato candidato ai maggiori premi come il Nebula e il Bram Stoker Award, ma quale tra i tuoi romanzi consideri più riusciti, quale consiglieresti come esemplificativo della tua scrittura a chi non ha ancora letto la tua narrativa e quali consideri meno riuscito (o che comunque oggi scriveresti in maniera diversa) ?

KJA:  Credo che la mia  mia miglior serie sia la SAGA OF SEVEN SUNS,  indubbiamente la mia opera migliore. Mi piace molto anche il mio primo romanzo RESURRECTION INC.
 Ho pubblicato molte storie, la maggior parte all'inizio della mia carriera ... alcune tra queste non corrispondono al livello con cui potrei scriverle adesso. Ma questo è il percorso di uno scrittore - si cerca sempre di crescere, di rendere migliore la propria scrittura e di arricchire le proprie storie. In questo modo i romanzi successivi dovrebbero essere migliori di quelle iniziali.
Aggiungo anche che molti dei miei libri sono disponibili in edizione eBook in tutto il mondo (in inglese)  a condizioni molto economiche (meno di 5 dollari USA) a questo recapito:
 http://www.wordfire.com/view-all-ebooks

Nick:  Da più parti, Italia compresa, si dice che la fantascienza letteraria sia in crisi, principalmente una crisi di idee, qual'è la tua opinione in proposito ?

KJA:  Non sono d'accordo. Ci sono molti grandi libri di fantascienza e si producono molte  buone storie (e  buoni film)   ... certo ci sono anche aspetti negativi, ma ci sono sempre stati. Le idee nate nella fantascienza sono sempre più diffuse, magari mescolate con la politica, la realtà, anche con la fantasy.-
 Ci sono un sacco di ottimi libri libri in circolazione.

Nick:  Mi dai Una tua definizione di "Fantascienza"?

KJA:  La fantascienza è le letteratura che esplora le idee,  il futuro della società e anche la tecnologia, e ispira il lettore verso quello che potrebbe essere.


Nick:  Programmi futuri: di cosa ti stai occupando in questo momento e cosa ci dovremmo aspettare nel futuro da Kevin J. Anderson ?

KJA:  Brian Herbert e  io stiamo lavorando a una nostra nuova trilogia di fantascienza,i cui primi due volumi s'intitoleranno  HELLHOLE e HELLHOLE AWAKENING. La serie ci permetterà di esplorare un  nostro universo originale, e quindi, non legato a Dune, anche se abbiamo in cantiere almeno due nuovi romanzi su Dune. Sto anche iniziando una nuova trilogia di fantascienza: THE SAGA OF SHADOWS, ambientata nello stesso universo narrativo della SAGA OF SEVEN SUNS.
Ho appena pubblicato un fantasy steampunk: CLOCKWORK ANGELS, scritto insieme a Neil Peart, il batterista dei Rush basata sul nuovo album dei Rush ( la rock band dei Rush è conosciuta in Italia? Qui in America sono molto famosi ). C'è anche una meravigliosa nuova serie un Mistery umoristico : Dan Shamble, Zombie PI ... una serie poliziesca divertente con mostri, fantasmi, vampiri e zombie - i primi titoli usciti sono, tra gli altri : DEATH WARMED OVER, UNNATURAL ACTS, STAKEOUT AT THE VAMPIRE CIRCUS. ( Dovremmo averli disponibili sul nostro sito di  eBook tra un mese o due.)
Ciao a tutti! Grazie mille per questa chiacchierata!


INTERVIEW WITH KEVIN J  ANDERSON! THE ENGLISH VERSION !

Today I am publishing the full interview with Kevin J. Anderson.

I thank very much the writer for his kindness and availability.
Talk to KJA means moving a large part of the history of the science fiction world.
I wish you good reading.





Nick:  Thank you for accepting this interview. For starters I ask you to tell us how your passion for science fiction did.
What were the writers who have most influenced you as a reader more than as a writer? Of course you can also mention movies, comics or TV series.

Kevin J Anderson:  As a boy, I read the works of HG Wells (after seeing the movies of War of the Worlds and The Time Machine). I read a lot of comics, saw a lot of movies. I watched Star Trek, then finally read Frank Herbert’s DUNE.


Nick:   Now I ask you to tell us about your beginnings as a writer. In 1988 publish your first novel RESURRECTION INC, in which you describe a company that uses the dead resurrected as manpower. In the text you mix horror to social criticism. Then you have a little abandoned them, why?

KJA:  I still add depth and social criticism in many of my works, especially the Dune novels with Brian Herbert, my Saga of Seven Suns, Clockwork Angels, Captain Nemo, and even my new funny horror series Death Warmed Over. I also think it is very important to tell a great story with characters that readers will want to read. If an author thinks he is too important, his work is usually dull.

Nick:  A particular question: would you like to tell us about the time when you decided to become a full-time writer?

KJA:   I always wanted to become a full-time writer. That has been my passion since I was a little boy, and I had hope when I started to get published. But in America, we have to pay for our health care, for our retirement, and for many other things. When I had a full-time job with a company, those benefits were paid for. Becoming a writer, I would have to pay for all that myself. It is very hard. My wife stayed working at her job so we could keep those benefits. (This may all sound strange to Italian readers!) But when I started writing very popular Star Wars books, and my other books got more popular, and then I wrote for the X-Files. I could finally be a full-time writer and I have not stopped writing in fifteen years since.

Nick: Reading your works, I note that yours is a very classic science fiction which you proves to know all such mechanisms. Especially in works such as THE SAGA OF SEVEN SUNS ( unfortunately unpublished in Italy) you seem to like very much narratives that privilege generational stories with multiple characters and more narrative plots that intertwine. It 'a wrong reconstruction this mine?

KJA:   I really like to tell BIG stories. Science fiction is a very big universe, with many planets, societies, races, and I want to write books with stories big enough to encompass all that. I don’t want just one small tale with one or two main characters. My Dune books with Brian are like that, and especially my SAGA OF SEVEN SUNS and my TERRA INCOGNITA trilogy (I wish I had Italian publishers for those!) It lets me explore so much of the story, to see it ALL.

Nick:   Can you tell us if the case is scheduled for a future in translation in Italy THE SAGA OF SEVEN SUNS?

KJA:  Not yet, we are still looking for an Italian publisher. That series has been very popular, not just in the USA and UK, but also in Germany, France, Bulgaria, Czech Republic, and Poland. I hope it can be brought to Italian readers someday.

Nick:   The first work of yours I read was the short story the ASSEMBLERS OF INFINITY (1992)  in particular, I really liked the character of Celeste McConnell. Then came the comic book dedicated to STAR WARS in TALES OF THE JEDI especially with the likes of Ulic Qel-Droma and Exar Kun. On this basis I seem to have noticed that you feel particularly at ease maybe working on characters created as positive characters but with time become evil... For the second time I ask you if it's just my misinterpretations.

KJA:   No, you are right. I like to see how circumstances change a character. Sometimes, characters start out with the best of intentions, but they get more and more evil as the story goes on. Conversely, however, I also have many instances of characters who begin as evil, or at least very unlikeable, but they also change and learn how to redeem themselves. (Ulic Qel-Droma goes the whole circle!)


Nick:   A large part of your job is in novelizations and tie-in of the franchise famous sagas as DUNE: STAR WARS, TITAN AE and X- FILES. Do you think there is a difference between writing own concepts and act on Sagas of other authors in which all the rules, concepts and environments are already pre-defined?

KJA:   A good writer has a good imagination and can tell stories in either circumstance. I am also a big fan of science fiction, so it was a great honor to work in some of my favorite established universes--such as Star Wars and Dune. I try to capture in my stories the same experience of the original movie or book. The readers have found them to be very satisfying.


Nick:   Another cornerstone of your production is represented by collaborations, among others you've worked with Doug Beason, with your wife Rebecca, and Brian Herbert. With whom have you found better and what method of processing in force for collaboration?

KJA:   I write many books on my own, and other books with collaborators. I enjoy the exchange of ideas, brainstorming, developing a story and characters together. Obviously, I get along with my collaborators even after working with them: Doug Beason and I wrote eight novels together, Brian Herbert and I are on our 13th book, and Rebecca and I did more than 20 together…and we’ve been married for 21 years.

Nick:   I would like to talk about in particular on some of the sagas you worked and to ask you to tell us your experiences in this regard.
Let's start with DUNE. What did it mean to be part of that world especially knowing you were going to take a series left unfinished because the death of the writer who has created it?

KJA:  DUNE was always my favorite science fiction novel, and I read it--and all of Frank Herbert ’s other books--several times. As a fan, I really wanted to see how the series would end, but Frank Herbert had died. He did leave his notes, and he had worked with his son on his last novel, so we took the challenge together. Looking over his notes and seeing where he wanted to take the series was very exciting for me. We are now finishing the manuscript for MENTATS OF DUNE.

Nick:  At the beginning of your collaboration with Brian Herbert on the sequel and prequel  of DUNE, have strongly criticized the new Dune novels. After a few year and before many of your novels do you think that these feelings have been muted or stayed the same? What do you think about that?

KJA:  We had many complaints even before our first book was published because people didn’t WANT to like them. After our first book, HOUSE ATREIDES, was published, we received letters from some of the same people who complained, and they apologized to us. As each book was printed, more and more people liked the books. They became international bestsellers and won some of the highest awards for writing. Most of the complainers have grown quiet now. No one is as great a master as Frank Herbert, but we have gotten a great many readers for the Dune series.


Nick:   We continue the argument on the series you have helped, talking about X-FILES, the three novels that you have written for the saga, when the series was living in television its most successful period and happen to those of Charles Grant. Personally I found your novels corresponding a psychology and the likelihood of serious than those of Grant.
Now the licensee of the rights to X-Files (Fox Corporation) that notoriously has a reputation for being very stiff as a licensee of its rights has expressed words of praise on your work. I'd like you to tell us your experience in regard to your work on the novels of the series: how did you approached the characters, the problems that arise and the work documentation that is behind everything.



KJA:   Chris Carter, the creator of the X-FILES, had read my Star Wars novels and very much liked them. He asked me if I liked his show and if I would be interested in writing X-Files novels. I said Yes, and I met with him in Hollywood. They gave me all the tapes of all the episodes that had been done so far, and I really studied the series. I also researched the FBI, took a tour of the real FBI headquarters in Washington, DC, and had real FBI agents helm me with the research. The X-Files people, including Chris Carter, were very helpful and I know they were pleased with the books I wrote. (I wish I could do more, but I think the license is finished now.)

Nick:   You have also contributed to STAR WARS. For this saga you have written both novels appreciated and momentous comics like TALES OF JEDI already mentioned. In this regard I ask what activity do you prefer? Author of Novels or comic book writer? Do you think they belong to the same act creative?

KJA:  I am more known as a novel writer. I do most of my writing as novels, but I also do short stories and, as I said in my first answer, I grew up reading comic books. I have written many comics for Star Wars, X-Files, Predator, DC superheroes, and some original works. I have a new science fiction comic coming out soon, written with Steven L Sears, called STALAG X. I enjoy working with the artists and seeing how they draw my characters and scenes.


Nick:   I'm very intrigued by the Writers of the Future contest of which you are a judge, would you like to talk about to the readers of Nocturnia?

KJA:  The Writers of the Future contest is one of the most successful writing contests in science fiction. When I was a new writer, I submitted entries again and again, hoping to win, but I eventually became a professional writer…so then I volunteered to teach some of their winning students, and then I became a judge. I feel very good about the contest and how many new writers it has helped to become very successful. Anyone can enter from around the world, and it is free. http://www.writersofthefuture.com


Nick:  Your novels have become best-sellers, you have been nominated for six more Awards including the Nebula and the Bram Stoker Award, but which of your books do you consider the most successful, what would you recommend as an example of your writing to those who have not read your narrative and which do you consider less failed (or today you’d write in a different way)?

KJA:  I think my  SAGA OF SEVEN SUNS is my best series, my most excellent work. I also really like my first novel, RESURRECTION INC. I have published many stories, a lot of them early in my career…some are not as good as I could write them now. But that is the path of a writer--you always try to improve, to make your writing better, your stories improved. So the later novels should be better than the early ones.

I should say, many of my books are available as eBooks all around the world (in English) for very cheap (less than $5 US) at http://www.wordfire.com/view-all-ebooks

Nick:   In many quarters, including Italy, it is said that science fiction literary is in crisis, mainly crisis of ideas, what is your opinion about it?

KJA:  I don’t agree. There are many great science fiction books and stories (and films) being produced…and there are many bad ones, as always. Science fiction ideas are growing broader, mixed with politics, reality, even fantasy. There are plenty of good books.

Nick:   Give me your definition of "Science Fiction".

KJA:   Science fiction is a literature that explores ideas, the future of society as well as technology, and inspires the reader to what could be.


Nick:   Future Plans: what are you working on right now and what should we have to expect in the future from Kevin J. Anderson?

KJA:  Brian Herbert and I have a new original science fiction trilogy, with HELLHOLE and HELLHOLE AWAKENING being the first two books. This allows us to explore our own universe other than Dune, although there will be at least two more Dune novels. I am starting a new science fiction trilogy, THE SAGA OF SHADOWS , also set in the same universe as the SAGA OF SEVEN SUNS. I just published a steampunk fantasy, CLOCKWORK ANGELS, coauthored with Neil Peart, the drummer from Rush based on the new Rush album (is Rush a popular rock band in Italy? They are extremely popular here). And I have a wonderful new humorous mystery series featuring Dan Shamble, Zombie PI…a funny detective series with monsters, ghosts, vampires, and zombies—DEATH WARMED OVER, UNNATURAL ACTS, STAKEOUT AT THE VAMPIRE CIRCUS, and more. (We will have them up on our eBook site in another month or two.)

Thank you very much for this opportunity!

18 commenti:

Massimo Citi ha detto...

Davvero interessante che un autore di questa notorietà non disprezzi affatto, anzi sia ben lieto di partecipare, a sequel, prequel, concorsi per esordienti, serie televisive ecc. ecc. Forse noi italiani avremmo qualcosa da imparare, se non fosse che la nostra editoria è in coma profondo.

Frank Spada http://www.frankspada.eu ha detto...

Nicola nonché Nick, se penso che cliccando un link sul Cannocchiale che ho inserito il... non mi ricordo quando, tempo al tempo ché se una mano lava l'altra sono senza dita, se invece... ecco, arrivo casualmente qui con 10...?!
Buona giornata.

Ariano Geta ha detto...

Interessante, e molto istruttivo vedere la disponibilità di un autore famoso a rilasciare un'intervista a un blog straniero. Roba che certe "star" della nostra editoria non farebbero mai.

Nick Parisi. ha detto...

@ Max
Infatti quello che mi stupisce ogni volta è la massima disponibilità di questi scrittori stranieri. In passato su venti che ne ho contattato finora solo uno si è comportato male, invece gente come KJA, Moody; McDevitt, Dunyach e anche tutti gli altri intervistati si sono dimostrati fantastici e disponibilissimi.

Nick Parisi. ha detto...

@ Frank Spada
Cose che capitano, quando si ricorderà...ce lo dirà.
Grazie per il commento. ;)

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Abbiamo tutto da imparare, sopratutto dalla disponibilità di questi grandi autori.

Narratore ha detto...

Intervista bellerrima, e intervista davvero intrigante e disponibile.
Bravi!

Ps: ho linkato il tuo articolo di oggi sulla pagina ufficiale del nuovo blog come "post del giorno". ;)

Nick Parisi. ha detto...

@ Narratore
Grazie amico mio. Passo subito a trovarti. ;)

Salomon Xeno ha detto...

Mi piacerebbe leggere qualcosa di suo, estraneo al franchise. Io ho letto solo i due volumi conclusivi di Dune, che però poggiano molto sulla marea di prequel che sono usciti (e stanno ancora uscendo). Forse è questa l'unica critica che posso muovere, mentre forse avrei preferito che il romanzo (anche unico) fosse la diretta continuazione di "Chapterhouse: Dune". Al di là di questo piccolo peccato, e all'ovviamente impossibile paragone con il capolavoro di Herbert - del resto, la stessa esalogia conosce alti e bassi - non posso dire che se la sia cavata male.
Insomma, bella intervista!

E comunque, continuo a tifare Leto II...

Nick Parisi. ha detto...

@ Salomon Xeno
Di estraneo al franchise in Italia credo sia stato pubblicato il racconto breve Costruttori di Infinito dalla Phoenix di Daniele Brolli per il numero 2 dell'edizione italiana di ANALOG, la rivista però è durata molto poco ed è praticamente introvabile, ti posso garantire che in quel frangente il nostro (assieme a Doug Beason ) se l'è cavata benissimo.
So che sei stato uno dei delusi della ripresa di DUNE, delresto credo che effettivamente ci siano stati troppi sequel e troppi prequel.

occhio sulle espressioni ha detto...

Evvai, lunga vita a Nocturnia!
Molto "standard" Anderson, ma quel tipo di approccio classico alla sci-fi che forma la base del tutto, senza il quale non ci sarebbero derive, cross-over e dintorni.

Eddy M. ha detto...

Wow. Mi ispira alquanto, soprattutto per la disponibilità a entrare di testa in tutto quello che lo ispira, da vero fan!
Ma e per iniziare vado con Resurrection?
E poi rimango sempre stupefatto del loro aprirsi verso il web di nicchia, anche in zone poco avvezze al "grande pubblico". Fantastico.

Nick Parisi. ha detto...

@ Occhio
Ciao Luigi!
Sacrosante parole! Gli autori d'ispirazione classica sono fondamentali ai fini della narrativa, grazie alla loro opera noi possiamo godere anche della presenza degli innovatori.
Riguardo Nocturnia, non so quanto ancora rimarrà attiva, sto notando un ulteriore aggravamento della diminuzione di commenti e di partecipazione, forse la maggior parte degli utenti sta migrando verso altre piattaforme, non so.
Dal momento però che non sono mai stato uno di quelli che sostiene di scrivere solo per me stesso ma per essere letto probabilmente il blog andrà incontro ad una nuova sospensione.
Ad ogni modo amico mio staremo a vedere.

Nick Parisi. ha detto...

@ Eddy
Io direi di cominciare da quello, comunque il primo ad essere sorpreso della grande disponibilità di questi autori stranieri (anche se posso testimoniare anche per un paio di sgradevoli eccezioni ) sono io.

angie ha detto...

Fantastica la tua intervista e fantastico anche lui, lo scrittore...sei incredibile....come hai fatto?
A forza di interviste a personaggi famosi...stai diventando famoso caro Nick ed io sono felice per te. Promuovi questo articolo più che puoi....
Bravissimo un abbraccio
Angie

occhio sulle espressioni ha detto...

Ué ué, quale sospensione, non facciamo zantraglia! Oé!

Nick Parisi. ha detto...

@ Angie
Grazie come sempre per l'apprezzamento,l'intervista ha riscosso un certo apprezzamento all'estero al punto di essere linkato qui: http://roqoodepot.com/2013/03/22/around-the-web-30/
In Italia, invece sono giorni strani e qui mi fermo...

Nick Parisi. ha detto...

@ Occhio
Ne parleremo con più calma.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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