LE STREGHE DI TRIORA. - Prima Parte


"Non è necessario credere in una fonte sovrannaturale del male: gli uomini da soli sono perfettamente capaci di qualsiasi malvagità"
Conrad.






Quale forma possiamo dare al male?
Qual'è il volto che dovremmo dare al nemico, all'avversario, a colui che potrebbe distruggere tutto ciò che abbiamo di più caro?
Forse, una risposta esiste.
Però potrebbe non piacerci.

Triora oggi è un tranquillo borgo del Ponente Ligure, uno di quei posti dove il tempo sembra essersi fermato, un comune tranquillo e silenzioso, come ce ne sono a migliaia disseminati nel territorio italiano.
Non è stato sempre così.




Anno 1587.
Non sono anni facili per l'Europa, non sono anni facili nemmeno per la Liguria.
Triora si trova in una posizione strategica al centro delle linee commerciali tra Genova, la Francia e il Piemonte.  Per difendere gli interessi genovesi, da tempo una guarnigione fortificata è presente all'interno del piccolo borgo. 
Ma le truppe armate possono essere utili contro nemici umani, non contro la carestia che nell'estate di quell'anno si abbatte su tutta la zona.
Muoiono uomini, muoiono bambini, muoiono animali.
E a quel punto arriva anche un altro nemico molto insidioso.
La paura.


Di voce in voce, di casa in casa tra gli indeboliti abitanti di Triora
nasce una convinzione: la carestia, la fame hanno un origine umana, qualcuno deve aver lanciato un maleficio, molti cominciano a sostenere che tra gli stessi abitanti del villaggio si nascondono delle
bagiuè ( o baggiure ) cioè delle streghe.
La superstizione fa il resto, tutti sono convinti di conoscerne almeno una, partono le prime denuncie.
In particolare si punta il dito contro un quartiere: la Cabotina, la zona più povera di Trioria.
( “Era la località...orrida e deserta, detta Cabotina. In tale luogo si sarebbero svolti i convegni notturni delle streghe, le quali avrebbero giuocato a palla con bambini in fasce, palleggiandoseli da un albero all'altro fra quei radi albero di noce...)”


Sono anni in cui l' ignoraza vige sovrana, non solo tra il popolino ma anche tra i maggiorenti, tra le "cosiddette persone istruite". 
Non fa eccezione il locale Consiglio degli Anziani e non costituisce eccezione nemmeno  Stefano Carrega il podestà locale, che stanzia cinquecento scudi per istituire una caccia alle streghe.
Carrega chiede aiuto ai Vescovadi di Albenga e  di Genova, entrambi i Vescovi decidono di inviare dei loro vicari in qualità di inquisitori.
Mai scelta sarà più sbagliata.
Perché da quel momento le cose non faranno altro che precipitare.


 Girolamo Del Pozzo uno dei due inquisitori, appena messo piede in paese, convoca l'intera popolazione di Triora all'interno della locale chiesa, il sermone che Del Pozzo rivolge  agli abitanti passerà alla storia; a suo modo e con toni esagitati l'uomo avverte i triolesi sulle pratiche, sui rituali e sui malefici che le streghe compiono sotto l'influsso del maligno.
In pratica un invito alla delazione.
Gli abitanti fiaccati da due anni di carestia, consumati dalla paura gli danno ascolto.
Ricominciano le denunce, anche in forma anonima..
Esattamente come è capitato decine di volte nella storia, come capiterà anche a Salem un centinaio di anni dopo, basta essere degli emarginati oppure godere semplicemente di qualche antipatia tra i vicini per ritrovarsi denunciati.


Gli inquisitori sequestrano alcune abitazioni dentro cui vengono rinchiuse le prime venti sospette "streghe"
Partono anche i primi processi e le prime torture.  Tra le mura di "Ca' de Baggiure ( Casa delle Streghe ) e di "Ca' di Spiriti" sono condotte tredici donne, quattro ragazze e perfino un ragazzino.
Tutti loro fanno altri nomi.



Il clima di reciproco sospetto creatosi tra gli isterici abitanti  fa si che tra i nuovi denunciati finisca una gran parte delle donne del paese: contadine, emarginate, prostitute e perfino delle esponenti della nobiltà.
A questo punto i membri del Consiglio degli Anziani si spaventano: troppe "nobildonne" cominciano a finire dietro le sbarre assieme alle popolane, il fanatismo di Girolamo Del Pozzo comincia a stancare i triolesi.
Contemporaneamente due delle presunte "streghe" muoiono dietro le sbarre; la sessantenne Isotta Stella muore a causa delle torture subite:
(“…dopo essere stata tormentata più volte alla corda, nonostante che fusse vecchia più di anni sessanta, un giorno fra li altri quasi disperata, chiamato a sé il vicario di monsignor vescovo confessò aver complici di quanto era sospetta, perché indi a presso nodrita di pane e acqua, straciata di tormenti, se ne è morta in confessa et senza ordini di chiesa”).
Un altra donna il cui nome rimarrà sempre anonimo, dimenticata anche dalla Storia, precipita da una finestra durante un tentativo di evasione:
(“…una notte, poco doppo che fu presa, tentata dal diavolo si procurò la fuga con guastare una sua veste che aveva indosso e accomodarla a guida di benda, ma non essendole riuscito il disegno, cascò subito che fu fuori dalla finestra et essendosi stropiata con pericolo di vitta, confessò subito tutto e chiedendo misericordia a Dio sen’è poi morta ultimamente confessa et per quanto si poteva scorgere contrita”).



Numerose proteste giungono fino al Vescovo di Albenga,
il porporato invia una missiva al suo inquisitore chiedendogli ragione del suo operato. Del Pozzo ufficialmente si giustifica
sostenendo la sua convinzione che il Maligno risieda a Triora
e che le donne prigioniere siano il tramite dell'infestazione.
In segreto però l' inquisitore promette di non processare più le esponenti della nobiltà. Di concludere i processi cominciati e di non perseguitare più la locale popolazione



L'uomo però manterrà solo una parte delle sue promesse. Il processo s'impantana, i tempi si allungano, sopratutto nessuna prova definitiva viene trovata.  Numerose saranno le richieste da parte dei maggiorenti del luogo per arrivare ad una rapida conclusione del processo.
Numerose ed infruttuose.
All'alba del 1588 la popolazione di Triora assiste alla partenza di Girolamo Del Pozzo e dell'altro inquisitore.
I due uomini non  lasciano dietro di loro grandi rimpianti, sopratutto la loro fuga certifica il fallimento di tutta l' indagine.
Eppure Del Pozzo rimarrà sempre convinto delle sue idee: fino alla morte sosterrà che il Demonio ha visitato quel piccolo paese ligure, nemmeno rinnegherà mai le vessazioni compiute ai danni di donne indifese o le torture inflitte per strappare una confessione (sincera o fittizia che fosse ) .
Ma anche se la tortura  viene considerata una pratica normale in quel periodo quello che colpisce (e spaventa ) i suoi stessi contemporanei è che mai, mai in nessun momento Del Pozzo abbia dubitato di essersi sbagliato o che non abbia mai pensato che le donne prigioniere potessero essere innocenti.


Ma la storia è ben lungi dall'essersi conclusa: le donne accusate di stregoneria rimangono dietro le sbarre, secondo alcuni racconti solo le esponenti della nobiltà vengono liberate al momento della partenza dei due stranieri  mentre secondo altre testimonianze, più credibili, ad essere scarcerata sarebbe stata solo una ragazza di tredici anni.
Sia come sia, la maggior parte delle "presunte streghe" resta prigioniera in attesa dell'arrivo di nuovi inquisitori che dovranno decidere del loro destino.
Inquisitori che, purtroppo, si comporteranno perfino peggio di Girolamo Del Pozzo.
( Continua.....)

NOTA: sulla figura delle streghe in generale vi consiglio l'ottimo articolo di SALOMON XENO uscito proprio oggi.

20 commenti:

Maxciti ha detto...

Dovresti mandare questa storia, davvero appassionante, a RAI Storia, dove da qualche tempo stanno mandando un programma sull'inquisizione. In ogni caso, anche senza la RAI, continuerò a leggerti molto volentieri.

Nick Parisi. ha detto...

@ MaxCiti
Cercherò quel programma su RAI Storia, grazie per la dritta. ;)

TIM ha detto...

bellissima e coinvolgente narrazione! mi ha fatto venire in mente il processo alle streghe di Nogaredo, sede di un tribunale d'inquisizione, raccontato dalla bellissima canzone di Fossati "Lunario di Settembre" (https://www.youtube.com
/watch?v=TnPnoeAmvKI)

Nick Parisi. ha detto...

@ TIM
Grazie TIM, anche per aver citato le streghe di Nogaredo, magari un giorno parleremo anche di loro su Nocturnia.

Marcella Andreini ha detto...

La ricerca dell'origine del male, grande dilemma a cui risponde proprio la frase di Conrad che hai messo all'inizio: è tutto dentro di noi. Complimenti, aspetto il seguito!

Nick Parisi. ha detto...

@ Marcella Andreini
Grazie! In vita mia ho raggiunto poche certezze, ma tra queste indubbiamente c' è questa: il bene come il male sono entrambi dentro di noi non ci sono cause esterne, sta a noi scegliere.

Eddy M. ha detto...

Periodo oscuro... ottimo spunto per una storia di Marolla ;)

Nick Parisi. ha detto...

@ Eddy
Vedrei bene anche Danilo Arona...del resto quelli della Liguria sono territori anche geografici che frequenta spesso all'interno delle sue storie.

Donata Ginevra ha detto...

beh che dire, e meno male che chiami me "maestra" ma mi sa che qui ho io da imparare parecchio! gran bel post, ottimamente scritto e pieno di curiosità storiche, grande! Tra interviste e storia questa Nocturnia ea xè 'na bomba, ostrega! ;)

Nick Parisi. ha detto...

@ Donata
Beh...ti chiamo maestra perché sei tu la "signora dei fantasmi".
A proposito, a quando un nuovo post ?

Melinda ha detto...

Un signor post Nick! E quel "Continua..." mi piace assai!
Hai fatto bene ad avvisarmi, queste storie mi affascinano da morire. E come si può vedere i ricchi hanno sempre la meglio sulla povera gente, che ingiustizia!
A presto :D

Nick Parisi. ha detto...

@ Melinda
Purtroppo a volte pare che le cose non cambino mai, chi ha "santi in paradiso" riesce sempre ad avere un trattamento di favore...nel 1600 non era poi così diverso da oggi.
Se tutto va bene, lunedì pubblicherò la seconda parte.
A presto. :D

Lady Simmons ha detto...

Molto spesso le cosiddette "streghe" erano donne che vivevano da sole perchè vedove, o non maritate. Per una donna a quei tempi vivere da sola, con le proprie forze era più che uno scandalo, era un abominio.
Queste donne spesso si rifugiavano ai margini dei paesi, cercando di nutrirsi come potevano dalla natura. Non potendo lavorare cercavano di fare di tutto per sopravvivere.Anche cercare rimeti erboristici non potendoci permettere altro e a cui gli stessi cittadini denuncianti attingevano a piene mani.
E' una lunga storia, quella delle streghe. Grazie a solerti cittadini che denunciavano queste donne troppo indipendenti per il loro gusti, accusandole di qualsiasi cosa pur di liberarsi di queste figure che mettevano in discussione il ruolo della donna nella società.
In questo modo sono state messe a tacere tante pionere, altro che streghe.

Nick Parisi. ha detto...

@ Lady Simmons
Concordo cara Lucrezia.
Le donne che vivevano a contrada Cabotina a Triora non facevano eccezione: molte erano vedove impoverite,prostitute per necessitá, donne che non erano riuscite a sposarsi, purtroppo anche se non facevano male a nessuno la loro presenza infastidiva molti cosidetti" benpensanti" dell'epoca.
Molte per sopravvivere utilizzavano rimedi erboristici solo perchè non potevano permettersi cure mediche...e da questo è nato il grande equivoco della stregoneria.

Salomon Xeno ha detto...

Di ingiustizie ne sono state commesse molte, in nome della caccia al maligno, per mera ignoranza. Ha ragione chi dice che sai rendere appassionante una storia!
(E grazie per la citazione!)

Nick Parisi. ha detto...

@ Salomon Xeno
Il caso di Triora è stato paradigmatico di come nel corso dei secoli tante, troppe vittime siano state sacrificate in nome dell'ignoranza.
Grazie per i complimenti!
Domani uscirà la seconda parte del post.

Babol ha detto...

Bellissimo post, molto molto interessante!
Appena trovo il tempo leggerò anche la seconda parte, anche perché sono stata spesso a Triora, sia per Halloween che in altre occasioni, ed è sicuramente una delle località più suggestive della mia bella Liguria ^^

Nick Parisi. ha detto...

@ Babol
La storia era troppo interessante per non parlarne, in più Triora è lo sfondo giusto.
Un abbraccio a te e alla bella Liguria. ;)

Romina Tamerici ha detto...

Meraviglioso questo post, Nick!
Adoro le vicende storiche legate a streghe e presunte tali... purtroppo troppo spesso si tratta di donne innocenti. Ora vado a leggere la seconda parte!

Nick Parisi. ha detto...

@ Romina
Felice di ricevere i tuoi complimenti!
Amo molto narrare questo tipo di vicende sia perchè la storia quella vera, quella con la S maiuscola è fatta da persone semplici non certo da re o eroi, sia perchèmi lermette di ricordare tante vittime innoocenti della stupidità e dell' ignoranza umana.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...