INTERVISTA CON SILVIO SOSIO DELLE EDIZIONI DELOS.

Da oggi fino a quasi tutto il mese di marzo Nocturnia dedicherà quasi tutti i suoi interventi al mondo del fantastico italiano (principalmente sulla fantascienza - settore di cui da noi si è sempre detto tutto ed il contrario di tutto-  ma con qualche sporadico intervento anche per quanto riguarda fantasy ed horror). Mi sembrava non solo interessante ma anche giusto cominciare con Silvio Sosio  (conosciuto in rete anche come S*) nella sua duplice veste di appassionato e di editore.
In particolare voglio soffermarmi un attimo sul secondo ambito, quello di editore.  Nel 1994 il nostro crea assieme  a Luigi Pachì la rivista online Delos Science Fiction, di cui ne è anche curatore editoriale a lungo, anche se oggi  continua a mantenerne il ruolo di direttore responsabile. Nel 1996 invece è stato fondatore del sito Fantascienza.com. Un altro anno importante è il 2003, quando Sosio ( assieme a Luigi Pachì e a  Franco Forte ), costituisce Delos Books, che lavora come associazione culturale e casa editrice, pubblicando così diversi testi di  fantascienza, fantasy ed horror. E che tra le altre cose pubblica quella Robot di cui parlo spesso
Ringrazio Silvio Sosio, per la sua gentilezza e per essersi prestato al fuoco di fila delle mie domande.
Il risultato della nostra chiacchierata lo state per leggere adesso.
Spero che sia di vostro gradimento!

Nick:  Bene Silvio, è un piacere averti ospite di Nocturnia. Se sei d'accordo vorrei dividere l'intervista in due versanti diversi:vorrei partire con il Silvio Sosio appassionato e poi finire con il Sosio editore. Cominciamo con l' appassionato. Mi piacerebbe sapere quando è nata in te l' amore per la narrativa fantastica e perché?

Silvio Sosio (S*) : Ciao Nicola, grazie per l’ospitalità. I miei primi contatti con la fantascienza risalgono davvero alla notte dei tempi, avevo credo otto anni quando ho letto per la prima volta Cronache marziane di Bradbury, seguito poi dal ciclo della Fondazione. Poi mi capitò di leggere la Storia della fantascienza di Jacques Sadoul, un libro fondamentale non solo perché fornisce una mappa dei migliori autori e testi del genere ma perché è capace di stimolare in modo incredibile quel “senso” particolare che noi fantascientifici condividiamo, il senso del meraviglioso.





Nick:  Quali sono gli autori che ti hanno più colpito come lettore?

S* :  Isaac Asimov è stato senz’altro l’autore che mi ha introdotto al genere. Ancora oggi lo considero una delle migliori sintesi del genere fantascienza. Più avanti ho amato molto anche autori ai confini del genere, come Jack Vance o Kurt Vonnegut. Oggi in qualità di curatore di riviste e di collane ho la possibilità di trasformare le mie preferenze in pubblicazioni, quindi sono sotto gli occhi di tutti: Nancy Kress, Robert Sawyer, Paul Di Filippo, Charles Stross, Aliette de Bodard.

Nick:  Quando poi ti è capitato di incontrare e di conoscere personalmente (magari in veste di professionista, giornalista o editore) alcuni degli scrittori che avevi conosciuto da appassionato., a livello umano quali sono state le maggiori sorprese? (sia in senso positivo che negativo)

S*:  Quelle in senso negativo non le dico. Ma sono state comunque rare; una cosa che si scopre con piacere è che gli scrittori americani o britannici sono spesso molto più disponibili o alla mano degli autori europei. Alcune persone sono davvero squisite, come Kathryn Rusch, o Sawyer, Di Filippo, Tanya Huff, Mike Resnick. O anche superstar come Neil Gaiman.

Una delle sorprese più positive, se vogliamo, è stata quella di Harlan Ellison. Che ha una fama di piantagrane, pronto a fare causa a chiunque; ma è uno degli autori che ho adorato e gli ho chiesto un racconto. Nell’occasione è stato gentilissimo, e anzi volle lasciarmi un suo pensiero per Vittorio Curtoni, che all’epoca era scomparso da poco e che lui ricordava bene.

Paul Di Filippo e Silvio Sosio.
Nick: Il momento in cui hai scoperto l'esistenza di un mondo fatto di altri appassionati come te?

S*: Quando ero ragazzo non c’era internet, ma c’era il bollettino dell’Editrice Nord, il Cosmo Informatore, che pubblicava regolarmente notizie sulle attività degli appassionati. Nel 1980 andai alla mia prima convention, l’Eurocon di Stresa, ma non conoscevo nessuno. Poi nel 1981 venni a sapere di questo club di appassionati costituitosi a Milano, il club City, mi iscrissi e lì fu davvero l’inizio di molte cose.

Nick: Veniamo adesso al "Sosio professionista del settore". La trasformazione comincia con la fanzine "La Spada Spezzata" negli anni 80s e poi con la fondazione assieme a Luigi Pachì della rivista online "Delos Science Fiction" nel 1994. Ormai da tutti sei identificato come " l'uomo della Delos", che nel frattempo si è trasformata in vera e propria casa editrice. Che bilancio tracci di questi anni di esperienza? C'è qualche cosa che oggi non ripeteresti? E cosa invece ti ha dato maggiore soddisfazione?

S*:  È stata una bella cavalcata… a parte un breve periodo di allontanamento, sono più di trent’ anni di attività fantascientifica. Abbiamo fatto infinite cose e anche molti errori, ma sempre in buona fede. Abbiamo esplorato tante strade, spesso in anticipo sui tempi, come con la prima rivista online e i primi ebook, pubblicati già nel 1996.

Ci sono molte cose che non rifarei col senno di poi - per esempio l’esperienza della Solid, la prima casa editrice fondata nel 2001 lasciando troppe responsabilità a un amministratore che non fu capace di onorarle - ma d’altra parte anche gli errori servono per imparare, no?

Io ho sempre detto che la cosa più difficile è tenere duro e andare avanti. Le cose che mi danno più soddisfazione sono aver pubblicato ben 170 numeri di Delos Science Fiction, di uscire tutti i giorni con una nuova edizione di Fantascienza.com da più di quindici anni, di aver pubblicato 33 numeri di Robot. Per non parlare dei circa quaranta ebook che pubblichiamo ogni mese con Delos Digital ormai da oltre un anno.


Nick:  La "Delos" ha ormai al suo attivo diverse pubblicazioni interessanti, cito ad esempio la rivista "Robot", la "Collana Odissea fantascienza" e "Odissea Zombie" Quali sono le collane che vendono di più e quali i singoli volumi che potete considerare come i più venduti?

S*:  I nostri libri più venduti sono di gran lunga quelli della serie di Sookie Stackhouse di Charlaine Harris. Dopo di essi credo ci sia Il Prontuario dello Scrittore di Franco Forte. I libri di fantascienza più venduti sono Gli Esiliati di Ragnarok di Tom Godwin e la Trilogia Steampunk di Paul Di Filippo. Tra gli italiani credo Mondo9 di Dario Tonani e Nessun Uomo è Mio Fratello di Clelia Farris.


Robot ha un andamento incredibilmente stabile; viceversa, come sai, il mercato librario e in particolare la fantascienza sono crollati negli ultimi anni. All’inizio gli Odissea Fantascienza vendevano quasi tremila copie, con gli ultimi volumi eravamo scesi sulle seicento copie. Ora abbiamo fatto una lunga pausa sui libri stampati, probabilmente nel 2015 riprenderemo con qualche uscita, più che altro di fantascienza.

Nick:  Sin dal 1993 sei stato uno dei primi a tentare di diffondere la fantascienza (ma anche la narrativa fantastica in generale) in rete. Com'è cambiata in questi anni la percezione dei lettori verso la lettura in digitale? E quali vantaggi porta l'editoria in digitale rispetto a quella tradizionale?

S*:  Ricordo quando, nel 1995 mi pare, io e Luigi Pachi abbiamo tenuto una conferenza a una convention di fantascienza sulla sf in rete. Potrei fare l’elenco delle persone presenti nel pubblico: non erano più di cinque o sei. Un paio d’anni dopo Fantascienza.com era di gran lunga la testata di fantascienza più letta in Italia (lo è tuttora, direi). Ormai la gente comunica quasi solo via internet, anche se negli ultimi anni Facebook si è appropriato di quasi tutta l’attività sociale, spogliandone i forum e i blog.

Nel frattempo sono arrivati gli ebook: noi siamo stati tra i primi in questo settore, che piano piano anche in Italia sta cominciando a fare numeri interessanti. C’è stato un lungo periodo in cui ogni volta che dicevi “ebook” scattava in automatico la risposta “ah io ho bisogno di sentire l’odore della carta”. Ora accade più di rado, e d’altra parte comincia a esserci una sostanziosa produzione solo in digitale, quindi anche i più reticenti stanno cominciando a leggere in entrambi i modi.

La fantascienza ha sempre goduto di una base di collezionisti sui quali contare quando si pubblicava qualunque libro cartaceo. Con gli ebook questo non funziona. Eppure, a quanto sembra, tra i lettori di ebook la percentuale di persone interessata alla fantascienza è maggiore che non tra i lettori normali. Un buon segno per il futuro del genere?

Silvio Sosio e Robert J. Sawyer.

Nick:  Invece quali sono i maggiori limiti dell'editoria digitale rispetto a quella tradizionale? Ti faccio tutte queste domande perché recentemente sul numero 71 di Robot hai annunciato di voler lentamente ridurre le pubblicazioni in cartaceo a vantaggio del digitale

S*:  Dunque, i limiti dell’editoria digitale sono molti. Per esempio, non puoi usare i libri digitali per regolare la gamba di un tavolo che traballa, per schiacciare le mosche, per tirarli in testa a una persona che dice che la fantascienza è un genere infantile. Inoltre come ben sanno i fan della carta c’è tutta una aromatologia della carta che viene a mancare.

Chi usa i libri per leggerli invece tendenzialmente li apprezza. Gli ebook non ti costringono a uscire di casa per far loro posto, non ti spezzano la schiena quando ti porti le letture in vacanza, ti permettono di ingrandire il carattere per leggere comodamente anche se sei presbite, eccetera.

Da un punto di vista editoriale certo, vendono ancora un po’ meno dei libri. Anche se in realtà hanno un ciclo di vita molto diverso: il libro vende tutto nei primi due mesi, poi sparisce; l’ebook parte piano ma continua a vendere. Per esempio del nostro libro Gli Esiliati di Ragnarok abbiamo venduto più ebook che copie stampate.

Certo, il libro stampato è un disastro. È difficile vendere le copie e anche quando le hai vendute non sai mai se resteranno tali, per il perverso meccanismo delle rese. Hai costi di magazzino, devi strozzarti con gli sconti sempre più elevati imposti dalle grandi catene di librerie, costi logistici di spedizione, eccetera. È un mondo affascinante, ma anche difficile.

Nick:  Sempre nell'editoriale del numero 71 di Robot hai chiamato in causa i lettori (definiamola come una sorta "di chiamata alle armi" ) come aiuto contro la cris.i Dal mio l punto di vista di lettore vorrei dire la mia: personalmente mi piacerebbe poter sostenere di più il settore ma sono in cassa integrazione (non certo per colpa mia ma a causa del proprietario dell'azienda che si è mangiato tutto con la squadra di calcio ) di conseguenza mi tocca limitare le mie scelte ed i miei acquisti. Come me credo ci siano tanti lettori. Inoltre quando cerco di ordinare un libro se non lo trovo in libreria non sono certo aiutato dalla burocrazia, l' IVA, i disservizi postali e altro.

Allora, quindi la mia domanda è: come si potrebbe uscire dalla empasse del settore ? O se non altro per invertire la tendenza?

S*:  Dubito che l’ IVA possa causarti problemi, i libri non vengono fatturati al cliente finale, che l’ IVA non la vede nemmeno. Noi vendiamo libri online da oltre dieci anni e la percentuale di libri persi è minima (e in ogni caso sempre a carico nostro, perché rispediamo quello che non arriva).

Per quanto possa dispiacere, perché tutti amiamo le librerie, bisogna rendersi conto che chi è interessato a libri di nicchia non può più pensare di comprarli in un negozio. Acquistare online è più conveniente e la disponibilità delle librerie online non può essere eguagliata nemmeno dalle librerie più grandi.

Sento spesso lettori di fantascienza lamentarsi dell’assenza di nuove uscite, ma la realtà è che per pubblicare un libro è necessario un numero minimo di acquirenti. I libri costano, devono essere tradotti, ci sono da pagare anticipi agli autori. Se i lettori di fantascienza spendono i loro soldi solo in Urania usati sulle bancarelle (per tacere di quelli che gli ebook se li procurano solo piratati) è evidente che la macchina non gira.

Siccome i lettori di fantascienza sono ormai piuttosto pochi, occorre rendersi conto che i lettori hanno una responsabilità nei confronti della sopravvivenza dell’editoria in questo settore.


Nick: Ecco, vorrei  soffermarmi ancora un attimo sull'argomento IVA. Fino a poco tempo fa esisteva una differenza di tassazione tra il libro cartaceo (che era al 4%) ed il digitale ( posta al 22%). Adesso da pochi mesi questa disparità è stata cancellata ed entrambi i supporti sono stati portati al 4%. Sarebbe interessante conoscere l' opinione di un editore in proposito.

Silvio Sosio: I libri godono di un regime fiscale agevolato; si è portati a pensare che questo sia stato fatto per promuovere la cultura, ma in realtà il motivo va cercato nella "curiosissimo" - dove per curiosissimo intendo allucinante... - modo in cui vengono venduti i libri: l'editore vende il libro alla libreria, la libreria lo paga, lo tiene un po' lì, se non lo vende lo restituisce all'editore che rende i soldi. In sostanza un editore non sa mai quanti libri ha venduto: può essere convinto che un libro vada benissimo perché le librerie ne comprano tante copie, al punto magari da esaurirlo e farne una ristampa; poi le librerie non vendono e rimandano indietro tutto. Non c'è da stupirsi se tanti editori poi vanno a gambe all'aria. È comprensibile comunque che questo meccanismo con un'aliquota IVA normale sarebbe ancora più difficile da gestire.
Gli ebook non hanno questi problemi. Tuttavia, negli anni l'aliquota IVA è stata estesa ad altri settori che funzionano in modo del tutto diverso, come i periodici o i fumetti. È diventata quindi una vera e propria imposta ridotta per motivi culturali. A questo punto era corretto che anche gli ebook ne usufruissero.

Nick:  Fantascienza in Italia e Fantascienza italiana, due rapporti non sempre idilliaci: secondo te perché?

S*:  La fantascienza è un genere nato e prosperato in USA e Gran Bretagna, questo è evidente. Tuttavia, mentre in altri paesi si è cercato di incoraggiare gli autori locali, in Italia è avvenuto il contrario. Sarò esplicito: la colpa di questo ritardo è di Fruttero e Lucentini, che hanno diretto Urania nel periodo d’oro della fantascienza in Italia scoraggiando sistematicamente e programmaticamente gli autori italiani. Che hanno trovato qualche spazio altrove, spesso dimostrando le loro qualità, ma tagliati fuori dalla principale vetrina del genere. Quando è finita l’era F&L ed nato il Premio Urania le cose hanno cominciato a cambiare. Purtroppo ormai gli anni d’oro sono finiti.

Nick:  Recentemente sono venuti a mancare molte persone fondamentali per il nostro settore, faccio fatica perfino a citarli tutti, ne ricorderò alcuni: Vittorio Curtoni; Riccardo Valla; Gianfranco Viviani; Lino Aldani; Inisero Cremaschi; E. Vegetti; Frederik Pohl; Giuseppe Pederiali . Mi rendo conto che parlare di ognuno di loro non sarebbe possibile, ti quindi andrebbe di tracciare un ricordo di alcune di queste persone, diciamo di quelle che hai conosciuto meglio?



S*:  Vegetti, Curtoni e Viviani per me sono stati importantissimi, dei mentori dai quali ho imparato moltissimo. Vegetti ha tenuto assieme il fandom in un’epoca molto travagliata, era una persona di grande onestà intellettuale e un grande senso delle istituzioni, che lui applicava alla World SF e al Premio Italia; se i nostri politici si applicassero con la stessa serietà alla gestione della cosa pubblica l’Italia sarebbe un paese molto migliore. Curtoni con la sua Robot è stata di ispirazione per me (come per molti altri fanzinari) fin dai tempi della Spada Spezzata; si può dire che negli anni ho sempre teso a replicare Robot, finché non sono arrivato a fare, proprio con lui, Robot stessa. Aveva una grandissima umanità. Gianfranco Viviani mi ha insegnato il mestiere di editore: quasi tutto quello che so l’ho imparato da lui. Era uno straordinario artigiano, uno al quale piaceva il mestiere di editore dalla A alla Z, uno sempre pronto a darsi da fare, anche a costo di mettersi a spostare scatole. Cremaschi non l’ho mai conosciuto, Aldani e Pederiali purtroppo solo di sfuggita. Valla era un piacere chiacchierarci insieme, un caleidoscopio intellettuale. Frederik Pohl per me era l’incarnazione della fantascienza: fan, scrittore, editore, curatore, agente. Sapeva l’italiano e ogni tanto rispondeva alle mie email con frasi nella nostra lingua. Amichevole e disponibile in modo incredibile.

Nick:  Quali sono i romanzi e gli autori italiani e stranieri che in questi ultimi anni hanno convinto sia il Sosio lettore che il Sosio editore?

S*:  Be’, tutte le cose che pubblico mi hanno convinto, altrimenti non le avrei pubblicate… Sono particolarmente contendo gli autori italiani che abbiamo pubblicato negli ultimi anni, come Dario Tonani, Francesco Verso e Davide Del Popolo Riolo, come pure del romanzo breve di Clelia Farris La Madonna delle Rocce.

Nick:  Progetti futuri: a cosa stai lavorando adesso e cosa ci dobbiamo aspettare da Silvio Sosio e dalla Delos nel prossimo futuro?

S*:  I fronti sono come sempre molti. Personalmente sto lavorando ai restyling dei siti web (Fantascienza.com, Fantasymagazine eccetera), a un rilancio della collana Odissea Fantascienza (anche stampata) e a un’espansione delle attività di Delos Digital. Ci sono molte idee, vediamo cosa ne verrà fuori!

Nick: Bene, Silvio è tutto, ti ringrazio per esserti sobbarcato questa lunga intervista. Nel salutarti ti rivolgo l'ormai classica domanda finale di Nocturnia: esiste una domanda alla quale avresti risposto volentieri e che io invece non ti ho rivolto?



S*:  Hai fatto un’intervista molto esaustiva e completa; un argomento aggiuntivo su cui avrei detto qualcosa volentieri sono le varie saghe di fantascienza che abbiamo pubblicato nelle nostre collane Delos Digital, come Mechardionica, Tecnomante, Red Psychedelia, I Necronauti, Chew-9, La Guerra di Ain, o le due steampunk che sono in attività e che proporranno ancora bellissimi episodi nei prossimi mesi, Trainville di Alain Voudì e Il Circolo dell’Arca di Roberto Guarnieri. Costano poco e sono serie ben scritte e decisamente divertenti: dategli una possibilità, non ve ne pentirete.

40 commenti:

AleK ha detto...

Interessante...
Peccato avere i gusti letterari così diversi dai suoi. ^^'

Nick Parisi. ha detto...

@ AleK
Si, ho visto che almeno per quanto riguarda la de Bodard la pensate in maniera estremamente diversa.

Ivano Landi ha detto...

Lettura lunga ma ne è valsa la pena :)
Cosmo informatore! Mi ero dimenticato della sua esistenza. Me lo gustavo come se fosse una rivista da edicola ;)
Ma: Mechardionica, Tecnomante, Red Psychedelia, I Necronauti... sembra un elenco di gruppi di musica metal! :O

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Effettivamente la "track" metal sembra esserci in alcune di queste saghe, se non altro a livello di influenza.

Eddy M. ha detto...

Quasi quasi comincio a leggere Fantascienza... ;)

animadicarta ha detto...

Bella intervista, complimenti. Poi io sono una grande fan di Robert Sawyer, mi piace molto il suo approccio alla fantascienza.

Nick Parisi. ha detto...

@ Eddy M.
E faresti anche bene. ;)

Iguana Jo ha detto...

Conosco Silvio dai tempi della Mailing List (roba del secolo scorso…), siamo stati spesso d'accordo, altre volte abbiamo discusso, anche animatamente, ma una cosa è sicura: ha fatto più lui per la fantascienza in Italia di chiunque altro io abbia mai conosciuto.

Nick Parisi. ha detto...

@ animadicarta
Ciao e benvenuta sul mio blog. :)
Sawyer è anche uno dei miei preferiti, inoltre dal momento che ho avuto il piacere di conoscerlo via mail quando l'ho intervistato :
http://wwwwelcometonocturnia.blogspot.it/2012/03/intervista-robert-j-sawyer.html ti posso garantire che è una persona molto gentile e disponibile.

Nick Parisi. ha detto...

@ Iguana Jo
Credo che complimento migliore non avresti potuto fare al nostro intervistato di oggi.

animadicarta ha detto...

@ Nick
Wow, deve essere stata una bella emozione! Corro subito a leggere l'intervista :)

Nick Parisi. ha detto...

@ animadicarta
E' stata davvero una bellissima sensazione, anche perchè avevo appena cominciato con le interviste e vedere uno scrittore così importante come lui che dava ascolto ad un oscuro blogger italiano mi sembrava (e mi sembra ancora) una cosa meravigliosa.

Juan Segundo ha detto...

interessante, soprattutto per la parte più personale (ma anche quella 'editoriale' ci sta benissimo). Conoscere e far conoscere gente mi ha sempre affascinato, anche se solo da dietro una tastiera!

Nick Parisi. ha detto...

@ Juan Segundo
E' una cosa davvero molto affascinante, magari anche solo dietro una tastiera però è bello conoscere e far conoscere gente.
A proposito, nel fine settimana inserisco nel blogroll il tuo nuovo blog.

Massimo Citi ha detto...

Davvero interessante, complimenti. Purtroppo è mancato il tempo e lo spazio per una presentazione un pò più ampia e articolata del rapporto di S* con gli autori italiani e della sua politica in proposito. Sono perfettamente d'accordo sul suo giudizio su F&L, autori e curatori mooooolo sopravvalutati e spesso i problemi di S* sono i problemi che deve affrontare chiunque tenti di lavorare in un settore ghettizzato (e autoghettizzato) come la sf. Non vedrei male una successiva puntata, anche tra qualche mese, dove mettere a confronto la politica nei confronti degli autori italiani di Sosio, di Iguana, dell'editore Gargoyle e di altri possibili candidati. È un bel mazzo, lo so, ma credo meriterebbe.

Nick Parisi. ha detto...

@ Massimo Citi
Si potrebbe pensare -ma molto più in là- ad un articolo in cui mettere effettivamente a confronto la politica dei vari editori, magari chiedendo ad ogni editore una dichiarazione. In quel caso stai pur sicuro che chiederò una dichiarazione anche a te.
Ma per questo ci vorrà tempo, non voglio prendermi adesso un altro impegno, anche perché non sarei sicuro di riuscire a rispettarlo.

Per quanto riguarda Fruttero e Lucentini . non saranno stati i soli certamente, ma sono stati tra i maggiori responsabili della situazione di sottovalutazione e di ghettizzazione della fantascienza in Italia (e anche delle censure di Urania)
Sicuramente hanno avuto anche dei meriti, ma se a suo tempo F&L avessero praticato una politica diversa nei confronti degli autori italiani oggi staremmo a raccontarci una storia diversa.

Dario Tonani ha detto...

Ciao a tutti. Davvero interessantissimo. I posteri ricorderanno Silvio Sosio come lui fa con i grandi nomi del passato: Vegetti, Curtoni, Viviani… ;-) Mi fa molto piacere apprendere che Silvio ha debuttato nell’ambiente della fantascienza alla stessa convention – l’Eurocon di Stresa del 1980 – in cui mi sono affacciato anch’io. Non lo sapevo. Eravamo comunque due pivellini e come ha detto anche lui non conoscevamo nessuno. Da allora però (e da City) non ci siamo mai più persi di vista. Grazie, Silvio, delle graditissime citazioni. A presto!

Nick Parisi. ha detto...

@ Dario Tonani
Ciao Dario, interessante questo ricordo condiviso, mi piacerebbe sapere quale fosse il clima che si respirava a quelle Eurocon quali quella del 1980, che speranze, che aspettative ci fossero tra quegli appassionati.
E' bello vedere che alcuni di quegli appassionati siano riusciti oggi in qualità di professionisti ( tu, Sosio e chi sa quanti altri ) a realizzare delle cose nel settore che amavano.
E' altrettanto bello vedere come quel cammino stia continuando anche grazie a quei nuovi appassionati e lettori che oggi continuano a tenere accesa la fiamma.
Speriamo di poter avvicinare smepre più lettori alla fantascienza (all' horror e alla fantasy ) made in Italy.

A.H.V. ha detto...

Molto bella questa intervista, intanto condivido pienamente l'apertura verso il digitale. I collezionisti saranno sempre affascinati dall'oggetto materiale, ma il contenuto dei testi esiste a prescindere e ha valore a prescindere dal supporto attraverso il quale viene trasmesso: l'epopea di Gilgamesh l'ho letta su internet e non mi pare questo abbia ucciso il il suo messaggio :°D così come alcuni fumetti!

Non essendo esperta del settore conosco poco delle cose e dei testi di cui parla, ma mi ha attirato la Trilogia Steampunk! Di che si tratta? :D

Ariano Geta ha detto...

Io onestamente non colgo tutti i riferimenti essendo - come sai - un non appassionato di SF.
Ho trovato interessante la constatazione sul digitale: in effetti ormai credo che il cartaceo sia destinato lentamente a sparire.

Nick Parisi. ha detto...

@ A.H.V
Ciao, io credo che i due supporti possano convivere tranquillamente, ognuno dei due ha dei pregi e dei difetti. Certo, da collezionista ci sono cose che preferisco acquistare in cartaceo ed altre in digitale, però l'importante è l'operazione della lettura in sè stessa, il supporto è secondario.

Venendo ora alla tua domanda: lo Steampunk è un filone fantascientifico che immagina che lo sviluppo tecnologico sia avvenuto grazie al vapore e non all'elettricità. Quindi s'immagina spesso e volentieri un'ambientazione vittoriana però con uno sfondo tecnologico.
La Trilogia Stempunk è una raccolta di tre romanzi brevi ( o racconti lunghi) nati dalla penna dello scrittore italo-americano Paul di Filippo. Di Filippo è uno scrittore molto satirico e creativo, tanto per farti capire nel terzo romanzo i protagonisti sono le versioni steampunk di Emily Dickinson e Walt Whitman.
Spero di aver risolto almeno una parte dei tuoi dubbi, se hai altre domande sono qui.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Credo che il digitale sia destinato a prendere sempre più piede. Però se il cartaceo dovesse sparire definitivamente un poco mi dispiacerebbe, non certo però per motivazioni stupide quali "il profumo della carta" quanto semplicemente per motivi più personali di collezionista.

A.H.V. ha detto...

Chairissimo Nick! :D
Lo Steampunk lo conosco perché nel mondo dei giochi di ruolo e video ludico è molto gettonato e piace molto anche a me a livello estetico, trovo affascinante la scelta dell'ambientazione storica, così come tutti i 'gingilli' utilizzati per i vestiti, le armi, etc! ma, ecco, non avevo mai letto nulla che fosse ad ambientazione steampunk, quindi tengo a mente questa trilogia! ;D

Nick Parisi. ha detto...

@ A.H.V
Ultimamente lo Steampunk è diventato di gran moda, quindi penso che avrai solo l'imbarazzo della scelta.
Se sei interessata, ti linko la mia vecchia intervista con uno dei tre padri dello Steampunk: http://wwwwelcometonocturnia.blogspot.it/2012/05/james-p-blaylock-lintervista.html

Marco Lazzara ha detto...

Vegetti (visto che viene citato) ha avuto il grandissimo merito di aver creato un catalogo che è un vero punto di riferimento per l'appassionato lettore del fantastico. Grazie a lui sono riuscito a sapere tutte le pubblicazioni in Italia di un autore e in quale antologia andare a scovare i suoi racconti.

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
Rendiamo onore al merito al "Catalogo Vegetti" che ancora adesso rimane il migliore catalogo sulla fantascienza pubblicata in Italia.
Vegetti era una persona gentilissima, io ho avuto modo di scambiarci qualche mail poco prima che venisse a mancare, mi dispiace non aver avuto modo di conoscerlo meglio.

Michele il menestrello pignolo ha detto...

Intervista lunga, e per fortuna! Perché molto interessante.
Per me è stato tutto un "Cerca con Google" per titoli e persone... e mi son segnato qualche autore e libro ^^

Nick Parisi. ha detto...

@ Michele il menestrello pignolo
Mi rendo conto che le mie interviste sono molto lunghe ( forse troppo rispetto alla media di quanto fanno gli altri intervistatori) però almeno danno la possibilità agli intervistati di poter esprimere meglio il loro parere sulle più disparate questioni, così come forniscono la possibilità ai lettori di poter scoprire qualcosa di nuovo.
Felicissimo di averti fatto scoprire qualcosa di nuovo. ^^

Michele il menestrello pignolo ha detto...

@Nick Parisi: Troppo lunghe dipende, forse per chi conosce l'argomento, ma per chi è totalmente all'oscuro, più informazioni riceve e più è soddisfatto, perché ha letto una intervista utile, per questo, non fai bene, ma strabene a fare tante domande ^_^

P.S. Ho riscritto il commento perché nel fare Anteprima è scomparso :/

Nick Parisi. ha detto...

@ Michele il menestrello pignolo
Succede alle volte, purtroppo. :/
Grazie per i complimenti.;)

Glò ha detto...

Uau! L'intervista è davvero molto bella! Che esperienza ha Sosio alle spalle! Davvero una figura straordinaria, e trasmette la passione per quello che fa.
Mi sono piaciute molte le considerazioni relative all'editoria e al rapporto sopravvivenza dei generi di nicchia-digitale-lettori appassionati.
Mi ha invece fatto sorridere quando dice che
C’è stato un lungo periodo in cui ogni volta che dicevi “ebook” scattava in automatico la risposta “ah io ho bisogno di sentire l’odore della carta
È assolutamente ancora così nella stragrande maggioranza dei casi XD Si leggono a proposito cose imbarazzanti :D
La questione dell'amore per le librerie, purtroppo oggi deve fare i conti anche con quello che sta accadendo: il discorso è complesso e lunghissimo. Ci sono tanti fattori in ballo e anche concause.
Certamente, la recente notizia della presunta (?) acquisizione di RCS da parte di Mondadori, non mi fa ben pensare per il panorama italiano. O forse sarà la volta buona perché emergano i settori (generi, editori) più nascosti ora?
Grande Nick! *__* Buon week end e alla prossima! ^^

P.S.: arrivo in ritardo, ma volevo leggere e rispondere con calma!

Nick Parisi. ha detto...

@ Glò
Sei arrivata perfettamente in tempo!^^
Sulle librerie è indubbio che-facendo salve le esperienze meritorie come la Miskatonic University a Reggio Emilia, la purtroppo defunta CS aTorino e altre- soprattutto le grandi catene si siano trasformate in qualcos'altro tese solo a presentare best seller commerciali. Io amo ancora andare per librerie però è indubbio che rispetto a quindici - venti anni fa l' esperienza sia meno bella e varia, così come amo ancora il cartaceo però è giusto che ci sia il digitale.

Angie Ginev ha detto...

Ottimo Nick..., e poi la fantascienza l'amo lo sai, la tua intervista è importante..., a proposito come stanno andando i lavori a casa?

Un abbraccio Nick...

Nick Parisi. ha detto...

@ Angie Ginev
Sono quasi finiti per fortuna.
Dai, il peggio é passato.

Belushi ha detto...

Grande Nick. Dare voce ai veri appassionati e professionisti del settore è la cosa migliore che un blog possa fare. Grandissimo lavoro. Eh, pure io ho cominciato a "utilizzare" il digitale, credo che sia inevitabile e comunque importantissimo per il futuro, per quanto io sia sempre tendente al pessimismo cronico, ahah. Però è anche vero che i libri settanteschi della Fanucci mi si stanno praticamente sciogliendo in mano. Ciao!!!

Nick Parisi. ha detto...

@ Belushi
Ciao amico ! Lieto che tu abbia apprezzato!
Penso che il digitale sia parte del futuro, anche se penso che ci saranno cose che la maggior parte di noi vorranno sempre nel formato classico del libro.
Almeno spero perché se il cartaceo dovesse sparire del tutto me ne dispiacerebbe davvero moltissimo.
Ciao!!!

Salomon Xeno ha detto...

Qualcosa avevo intuito ascoltando Sosio ai Delos Days... nel 2013? Sicuramente una figura importante, così come le varie iniziative editoriali a cui ha collaborato o dato vita lo sono nella scena del fantastico in Italia. A proposito, ci saranno anche nel 2015?

Nick Parisi. ha detto...

@ Salomon Xeno
Credo che alcune di esse verranno ripetute, tra parentesi sarei curioso di sapere anche io qualcosa a proposito dei Delos Day, magari se li fanno potrei conciliarli con la mia eventuale venuta a Milano di cui stiamo parlando da un pezzo.

Salomon Xeno ha detto...

Temo però che saranno in estate, se si organizzano come la scorsa volta!

Nick Parisi. ha detto...

@ Salomon Xeno
E allora no, io vorrei fare questo mese o ad aprile, comunque sto scrivendo un post che riguarda anche te, poi capirai tra qualche ora quando lo pubblicher;.

Ricordando il passato

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