DOSSIER "STRINGS" - UN FILM INDIPENDENTE ITALIANO

Sono giorni in cui risulta difficile stare attaccati davanti ad un computer: il caldo martella inclemente, la maggior parte dei miei contatti sono in ferie e quindi internet 1.0 somiglia sempre più ad un condominio che si appresta a svuotarsi, quindi credo che anche io interromperò presto la programmazione. Dopotutto questi ultimi mesi sono stati particolarmente pesanti per il sottoscritto, tra la ricerca di un lavoro stabile che mi accompagna sin dai tempi del triste fallimento della ditta presso cui lavoravo e alcuni problemucci di salute che si sono ripresentati non è certo stato un periodo facile. Voi non ve siete accorti e non lo potete sapere, anche perché da tempo ho scelto di non parlare più dei "fatti miei " sul blog, preferendo destinare Nocturnia ad attività recensorie ed escapiste. Uno dei risultati di questi miei problemi è stato il rallentamento di tutta una serie di attività, come - per l'appunto- la segnalazione di iniziative interessanti come il film indipendente "Strings", un film realizzato da un gruppo di filmakers di Bolzano ed avente argomento fantascientifico. Alessio Vasarin mi contattò mesi fa ma io -e mi scuso- solo adesso riesco a parlare compiutamente della sua pellicola.

Oggi, troverete quindi il comunicato ufficiale contenente la trama, l'intervista che realizzai due anni fa con Alessio per la blogzine Il Futuro è Tornato e , per concludere, l'intervista realizzata poco tempo fa con lo stesso Alessio Vasarin a riprese terminate.
Buona lettura!


Sinossi:
David, studente di fisica, viene in possesso di uno strano oggetto che consente un salto in un'altra dimensione, del tutto simile alla nostra, ma nella quale le relazioni tra le persone sono rette da regole inquietanti. Sembra uno strano gioco senza particolari conseguenze, fino a quando qualcuno non cercherà in ogni modo di impedire che tutto questo accada. Agenti inviati dal futuro del mondo parallelo avranno il compito di fermare David e gli spostamenti dimensionali, i quali avrebbero come conseguenza la distruzione dell'ordine sociale del loro mondo

Note dei Registi:
Strings è un lungometraggio di fantascienza della durata di 104 minuti. Costato poco meno di 4.000 euro, è stato interamente autoprodotto e autofinanziato. E' il frutto di tre anni di lavoro, da settembre 2012, data di inizio scrittura della sceneggiatura, a ottobre 2015. Le riprese, terminate ad ottobre 2014, hanno coinvolto circa 15 attori nei ruoli principali e circa 70 comparse. È seguito un anno di lavoro per la composizione di musiche originali, per il montaggio e per la post-produzione, considerando gli effetti speciali da realizzare.

É stata un’avventura straordinaria, proprio per l'azzardo che conteneva. Tentare una produzione fantascientifica a bassissimo budget ha obbligato gli autori a lavorare molto sul piano della sceneggiatura, per costruire un intreccio che risultasse avvincente e convincente sul piano narrativo, senza dover ricorrere all'apparato visivo che normalmente associamo a film di questo genere. Il tema del tempo, delle variabili, del doppio e, in parallelo, i temi del destino, dell'irreversibilità delle scelte e degli avvenimenti sono gli ingredienti essenziali di una trama che - nel suo sviluppo - ha forti elementi di originalità.



I personaggi sono complessi, ambivalenti: danno origine a relazioni che non risultano mai appiattite sugli stereotipi dell'eroe positivo o dell'antagonista malvagio. La loro vicenda si snoda sullo sfondo di una realtà distopica, di un mondo parallelo dominato da un sistema logoro e ottuso che considera i sentimenti un ostacolo all'ordine stesso della società. Tema questo non nuovo per la fantascienza, ma ripensato in una chiave estremamente umana e non tecnocratica. L'architettura della vicenda, con continui colpi di scena e leggere distorsioni spiazzanti, si lascia decifrare poco alla volta, fino a rivelare un disegno complessivo dove nessun dettaglio è lasciato al caso. Su tutto domina una fotografia leggermente livida e malinconica che ci restituisce ancora una volta - come già nelle produzioni precedenti ma ad un livello decisamente più maturo - una visione inconsueta della nostra città (Bolzano) e degli ambienti, anche naturali, del nostro territorio (Alto Adige). Alessio Vasarin, Sandro Tarter – Registi di Strings – novembre 2015)


CREDITS Titolo originale STRINGS Regia ALESSIO VASARIN, SANDRO TARTER Produzione ALESSIO VASARIN, LUCA DE MARCHI , MICHELA PARLAVECCHIO interpreti LUCA DE MARCHI, ARIANNA AMBROSETTI ,LAURA PAN, STEFANO PANFILO, MATTEO RAFFAELLI, GRAZIANO HUELLER Sceneggiatura SANDRO TARTER, ALESSIO VASARIN Soggetto SANDRO TARTER ,ALESSIO VASARIN MICHELE CAGOL, AMEDEO SARTORI Direttore della fotografia ALESSIO VASARIN Montaggio ALESSIO VASARIN, SANDRO TARTER Musiche originali MICHELE CAGOL, ROBERTO VIANELLO   “STRINGS” scritta, composta ed eseguita da SIMONE GELMINI Suono in presa diretta MICHELE CAGOL, MARINA BALDO, MAURIZIO VESCOVI MORGANA TINEBRA, AARON LARCHER Scenografie MARINA BALDO, ALESSIO VASARIN, SANDRO TARTER Costumi MARINA BALDO, ALESSIO VASARIN Trucco LISA ZANIRATO, MORGANA TINEBRA Segretaria di edizione MORGANA TINEBRA, LISA ZANIRATO Oggetti di scena ALESSIO VASARIN, SANDRO TARTER Location manager ALESSIO VASARIN, SANDRO TARTER, MICHELA PARLAVECCHIO Effetti visivi digitali FRABIATODIGITAL Supervisione effetti speciali ALESSIO VASARIN



Fabio Tarter e Alessio Vasarin 
I due registi di Strings

L'INTERVISTA REALIZZATA NEL 2014.

La prima volta che sentii parlare di Strings, fu nel 2014 quando venni contattato dai ragazzi della FrabiatoFilm. Vasarin & soci, all'epoca cercavano di far conoscere i loro sforzi contattando tutti i mezzi di informazione dedicati dalla fantascienza. Non so come, ma una copia della loro mail finì anche nella mia cassetta della posta. Trovai subito il progetto interessante: una pellicola indipendente di fantascienza, realizzata in Italia
Ed oltretutto lontana dalle  maggiori rotte produttive !
Bisognava parlare del progetto, indipendentemente da come sarebbe andato a finire!
Nel 2014 ero stato coinvolto da altri blogger nella redazione di una blogzine chiamata Il Futuro è Tornato( in gergo IFET)  e ritenevo che quello fosse il luogo giusto per parlare di Strings.
Ma IFET di lì a poco avrebbe chiuso i battenti e tutto il materiale pubblicato al suo interno  sarebbe stato messo offline.
 Compresa l'intervista che adesso vi propongo e che fu da me  realizzata quando l la pellicola non era ancora terminata.Ve la propongo oggi a testimonianza di un periodo ben definito ma anchee degli sforzi che bisogna compiere nel nostro paese per mettere in piedi una produzione artistica, di b qualsiasi genere essa sia



Nick:  Ciao, benvenuti ragazzi, vi va di presentarvi ai nostri lettori e di presentare anche la FrabiatoFilm?

Alessio Vasarin:  Ciao Nicola e a tutti i lettori del blog, e grazie per quest'intervista.
Mi chiamo Alessio Vasarin, ho 25 anni e da un paio faccio il filmmaker di professione. Sempre da due anni esiste FrabiatoFilm, produzione video attiva a Bolzano.

Nick:  Come e quando è nata l'idea di metter su una struttura come la vostra? E per quali motivi?

Alessio Vasarin:  FrabiatoFilm nasce nella primavera del 2012 quando ho deciso di lasciare il mio lavoro da barista per potermi dedicare esclusivamente a lavori legati al video. Insieme a Michele Cagol, che si occupa principalmente di audio e musiche, abbiamo deciso di darci un nome e creare un piccolo marchio con il quale firmare i nostri lavori da lì in avanti.
In questi due anni di prove e tentativi abbiamo raccolto parecchie esperienze lavorative, collaborando con diversi professionisti del settore.
Noi crediamo molto nell'arte di arrangiarsi, che non significa avere la presunzione di saper e poter fare tutto. Semplicemente cerchiamo di lavorare su un progetto a 360 gradi, lavorando su tutti gli aspetti, dall'idea, alle riprese, al montaggio.
Per questo motivo riusciamo ad accogliere tutte le proposte che ci vengono fatte e che sono, per natura e contenuti, molto diverse fra loro.
In definitiva l'idea è quella di costruire una struttura solida che possa produrre in autonomia i propri progetti e quelli dei clienti.

Nick:   Quali sono state le vostre maggiori influenze? (sia come registi, che come attori e quant'altro vi venga in mente)

Alessio Vasarin:   Da cinefilo sfegatato questa domanda trova a fatica una risposta. Una grossa influenza l'hanno avuta un regista e un film in particolare: Alfred Hitchcock e L'esorcista. Dovessi andare su un'isola deserta col minimo indispensabile mi porterei dietro la filmografia di Hitchcock e il film di Friedkin (da guardare esclusivamente di giorno).
Nei lavori di Hitchcock trovo geniale l'equilibrio fra storia girata e storia montata: ovviamente una buona sceneggiatura, messa in scena e recitazione fanno sì che il film funzioni, ma senza il montaggio, senza il giusto susseguirsi delle inquadrature, rimarrebbe tutto inespresso (penso, ad esempio, a Psycho e all'inseguimento in macchina fra Marion Crane e il poliziotto). E' col montaggio che si costruisce un film, col montaggio che una scena girata bene diventa ottima e una scena girata male puoi ancora salvarla.


Luca De Marchi
David
nel film


Da L'esorcista e Friedkin ho imparato che il buon cinema rimane sottotono. Credo sia la definizione giusta. Cosa intendo con questo? Non c'è bisogno di ostentare alcunché in un film. Una buona storia, un buon dialogo, un bravo attore funzionano naturalmente, senza forzature. Compito del regista e del montatore sarà poi mettere insieme il tutto, anche qui in maniera naturale. Quanto una scena funziona te ne accorgi, scorre, ti prende. Ecco, il metro ultimo di giudizio per valutare qualcosa di buono è “se riguardi qualcosa per l'ennesima volta e alla fine ti chiedi ancora 'come andrà avanti?' allora stai lavorando bene”.
Poi ripeto, c'è tanto altro cinema che ci ha influenzato, ma a raccontarlo non finirei più.

Nick:  Voi provenite da una città come Bolzano che ha delle sue peculiarità, non ultima la convivenza tra abitanti di lingua tedesca e di lingua italiana. In che modo questo influenza la vostra attività? In particolare m'interessa sapere come i vostri concittadini si rapportano con la vostra iniziativa...in parole povere: cosa significa (nel bene e nel male) provare a fare del Cinema a Bolzano?

Alessio Vasarin:  Per noi fare cinema qui a Bolzano o da qualche altra parte assume la stessa dinamica.
La posizione geografica ci vede lontani dai principali centri produttivi (Roma e Milano), anche se da qualche anno la Film commission altoatesina stanzia dei fondi per far venire qui produzioni di vario genere. Questo ha consentito la nascita di un piccolo gruppo di tecnici e professionisti attivi sul territorio. Ne conosco molti, ho lavorato su qualche set con loro, ma poi ho deciso di mettermi in proprio.
Più che altro c'è da chiedersi cosa significa provare a fare cinema essendo dei Signor nessuno. Per me significa vivere dentro una piccola contraddizione: il fatto di non essere una produzione con un budget, piccolo o grande che sia, ci consente di passare inosservati e di non attirare su di noi le attenzioni che normalmente un set con attori e registi più o meno famosi attira. Insomma, si lavora meglio e senza dare nell'occhio.
Però il fatto di non apparire, a prima vista, come una produzione vera fa si che spesso la credibilità nei nostri confronti non sia altissima. Ci troviamo a dover giustificare quello che facciamo per far capire che l'equazione “più soldi hai, più sei un professionista” non è sempre vera.
Ma credo sia normale. La nostra sfida è dimostrare che low-budget può essere sinonimo di prodotto di qualità.

Laura Pan
Alice nel film

Nick:  Quanti film avete già prodotto e come sono stati accolti?

Alessio Vasarin:  Con FrabiatoFilm questo è il primo lungometraggio che produciamo e realizziamo, ma in realtà abbiamo già parecchi lavori alle spalle. Nel 2006 è uscito il nostro primo lungometraggio, Cecità, seguito nel 2009 da Anila e nel 2011 dal documentario Breaking – Equilibri al limite. Questi tre lavori, i più lunghi in termini di durata e di impegno, sono stati realizzati all'interno del laboratorio Effetto Notte, nato al liceo classico G. Carducci di Bolzano da un'idea del prof. Sandro Tarter (insieme a me regista e sceneggiatore di Strings). Un miracolo, pensando in che condizioni di ristrettezza di mezzi sono stati realizzati. Io da studente ho iniziato proprio con Cecità, avevo 16 anni.
Oggi il laboratorio esiste ancora e si dedica ad attività per i giovani legate al cinema e al video, e io sono uno dei responsabili del progetto. L'eredità continua.

Nick:  Parliamo di Strings.
Come mai avete scelto di realizzare un film di fantascienza?

Alessio Vasarin:  Perché fondamentalmente sia io che Sandro siamo degli eterni bambini e fare un film di fantascienza ci sembrava un'idea fantasmagorica. Probabilmente se abitassimo vicino al mare avremmo provato a fare un film di pirati.
Scherzi a parte, l'idea è nata un po' per caso. Eravamo in pizzeria io, Sandro e Michele quando ad un certo punto salta fuori la domanda: e se ci fosse la possibilità di spostarsi nel tempo e nello spazio? Cosa faresti? Modificheresti quello che non ti piace? Modificheresti il corso della tua vita? A questa idea di base, che è il nocciolo del film, abbiamo affiancato e immaginato un complesso e intricato intreccio.

Arianna Ambrosetti
Irin nel film

Nick:   Eravate già appassionati del genere in precedenza o vi state avvicinando adesso?

Alessio Vasarin:   Sandro viene dalla generazione che ha potuto vedere 2001:Odissea nello Spazio e Blade Runner al cinema, e credo che questo abbia segnato il suo immaginario cinematografico.
Io adoro i vecchi film di fantascienza anni 40-50 e la serie Ai Confini della Realtà.
Tutti e tre (io, Sandro, Michele) siamo affascinati e interessati a questioni che riguardano il tempo, lo spazio, l'universo, la fisica.
E' stato quasi naturale unire tutti questi puntini per lavorare in maniera seria e intelligente alla backstory del film.

Nick: Di cosa parla in particolare Strings?

Alessio Vasarin:  Strings parla di viaggi spazio-temporali, di universi paralleli, di un governo distopico, di agenti speciali senza scrupoli, di teoria delle stringhe e fisica quantistica. Insomma, parecchia carne al fuoco.
Per la trama, mi permetto di riportare alla lettera quella che usiamo per tutti gli articoli scritti. Non per pigrizia, ma perché l'intreccio è molto difficile da riassumere diversamente.

David, studente universitario di fisica, viene in possesso di uno strano oggetto che consente uno spostamento dimensionale in un'altra Terra, del tutto simile al nostro pianeta.

L'unica, sostanziale differenza fra i due mondi fa decidere a David di non effettuare più questo passaggio dimensionale, ma un evento accidentale lo costringe, suo malgrado, ad utilizzare l'oggetto un'ultima volta.

La storia di David si intreccia a quella di Irin, un'agente che viene dal futuro del mondo parallelo, con l'obiettivo di fermare David e gli spostamenti dimensionali, che avrebbero come conseguenza la distruzione dell'ordine di governo del mondo parallelo.

Giordano Di Stazio
Agente G

Nick:  Come sono stati scelti gli attori?

Alessio Vasarin:  La maggior parte degli attori è stata scelta all'interno del laboratorio Effetto Notte. Tutti gli altri sono stati scelti fra amici, conoscenti, amici di amici. Ovviamente non abbiamo potuto rivolgerci ad agenzie di casting o ad attori professionisti, per mancanza assoluta di budget.
Questo non significa che la recitazione sia scadente, anzi. Siamo molto contenti ed orgogliosi dei nostri attori protagonisti, insieme a loro siamo riusciti a dar vita a dei personaggi credibili e che funzionano.
Abbiamo imparato moltissimo su come si dirigono gli attori. Anche in questo caso è stato tutto un work in progress, cercando di imparare dai nostri errori.

Il mio personaggio preferito è Vargas, interpretato dal bravissimo Stefano Panfilo, alla prima esperienza come attore. Anche il trio dei protagonisti, David (Luca De Marchi), Irin (Arianna Ambrosetti), e Alice (Laura Pan), si sono dimostrati capaci di interpretare personaggi a volte vicinissimi e a volte molto distanti dal loro carattere. Se teniamo conto che tutti quanti hanno recitato dedicando il proprio tempo libero a questo progetto, la questione diventa ancora una volta miracolosa.

Nick:   A che punto siete della lavorazione?

Alessio Vasarin:  Ad oggi(10 aprile 2014), su circa 130 scene ne mancano 34, un po' più di un quarto di film. Ovviamente, sono le scene più complicate da girare. Contiamo di chiudere con le riprese principali a fine maggio, tenendo in coda alcune scene secondarie che non coinvolgono gli attori principali.

Nick:  Il Cinema italiano, si sa, è in crisi da anni, in particolar modo quello di genere. Secondo voi quali sono stati i motivi che hanno portato alla crisi di questo settore un tempo così florido? E quali sono i mali peggiori, ma anche i migliori pregi dell'attuale ambiente cinematografico nostrano?

Alessio Vasarin:   Dal mio punto di vista (quello di chi vive lontano dai circuiti produttivi tradizionali) credo che si sia creato un bel circolo vizioso che ha fatto sì che il cinema di genere si estinguesse. Purtroppo noi italiani abbiamo il vizio di vivere un po' di rendita, continuando a crogiolarci con un passato cinematografico che ovviamente non va dimenticato, ma che va interpretato e volendo riportato in auge. Penso ad esempio a filoni come il poliziesco, il giallo, il thriller, l' horror all'italiana: siamo riusciti a fare scuola in tutto il resto del mondo, ma qui in Italia? Perché dobbiamo aspettare che sia Tarantino a rispolverare Quel Maledetto Treno Blindato e Lucio Fulci?

Oltre a questo c'è stata una saturazione da importazione: anche ad occhio ci accorgiamo che la maggior parte dei film e delle serie TV che girano in Italia sono principalmente produzioni USA o comunque non italiane. Questo ha viziato l'occhio dello spettatore medio, che preferisce guardarsi CSI piuttosto che Carabinieri. I produttori italiani hanno paura ad investire, e allora producono progetti sicuri (per loro). E via di cinepanettoni, commedie che fanno discutibilmente ridere, drammi familiari triti e ritriti, serie TV che guarda forse mia nonna.

Ecco, io non dico che questo non si debba fare, il cinema è democratico proprio perché spazia dal prodotto più di consumo che esista al capolavoro del secolo. Però l' Italia può essere più di questo. Tanti dicono “bisogna andare all'estero per lavorare davvero nel cinema”. Ma io amo il mio paese, perché non posso lavorarci qui? Ed ecco che l'alternativa è provarci con le proprie forze, autoproducendosi.


Nick:  Quali sono le maggiori difficoltà per un giovane che voglia intraprendere la strada del Cinema?

Alessio Vasarin:  Ho avuto modo di lavorare qui in Alto Adige su un paio di set, nulla di gigantesco. Bellissima esperienza, ma se vuoi crescere dall'interno la strada non è in salita, nemmeno in verticale, devi proprio camminare a testa in giù.
L'alternativa valida (almeno per me), è stato mettere insieme le mie forze e quelle di pochi altri che ci credono e tentare di arrangiarsi e di autoprodursi. E poi ci vuole una buona dose di fortuna (ma quella purtroppo non si può comandare).

Nick:  Secondo voi qual'è la ricetta giusta per invertire la tendenza?

Alessio Vasarin:   Viviamo in un'epoca in cui le tecnologie sono disponibili a costi relativamente bassi. Da questo punto di vista è possibile, ma non facile e semplice, fare un film vero praticamente senza budget.
E poi c'è internet, che va usato con intelligenza. E' una vetrina che ti consente di relazionarti con tutto il mondo, ed è completamente gratuito. Se il progetto vale e se ci si rimbocca le maniche per promuoverlo bene, si può arrivare molto lontani.
Insomma, bisogna essere flessibili e inventare da capo un nuovo modo di fare e vedere il cinema.

Nick:   Avete già qualche contatto per presentare Strings a qualche festival?

Alessio Vasarin: E' una parte del progetto sulla quale stiamo cominciando a lavorare. Il fatto che il film sia di genere ci consente di proporlo e mandarlo a concorsi dedicati alla fantascienza (penso al Fantafestival di Roma o al Science+fiction di Trieste, per citarne due). Ovviamente lo proporremo un po' a tappeto in Italia. E poi contiamo in una distribuzione un po' più ambiziosa all'estero, chissà, magari il Sundance. La partecipazione a concorsi è una parte della lavorazione di un film importantissima, che purtroppo con gli altri lavori abbiamo seguito poco e male.

Oltre ai festival abbiamo intenzione, partendo da Bolzano, di proiettarlo in alcune sale cinematografiche e di organizzare proiezioni in tour. Purtroppo questo ultimo step non è possibile mandarlo avanti senza un budget dedicato. Stiamo anche pensando ad una campagna di fundraising per la distribuzione. Ci sono parecchie idee sul tavolo.


Nick:  Progetti futuri: cosa farete dopo Strings? Farete ancora qualcosa di fantascientifico?

Alessio Vasarin:  Di fantascientifico non saprei, credo che resteremo sul film di genere, spostandoci questa volta sul thriller. Abbiamo nel cassetto una sceneggiatura molto interessante, ambientata in un piccolo paesino di montagna qui in Alto Adige, a Solda. L'auspicio è che a questo prossimo film si possa lavorare un po' più da professionisti, con un budget che ci consenta di compattare le riprese e di retribuire chi ci lavorerà. Speriamo che Strings ci dia questa opportunità.

 L'INTERVISTA REALIZZATA NEL 2016 DOPO LA CONCLUSIONE DELLE RIPRESE.

Invece questa seconda intervista è stata da me realizzata poco tempo fa, subito dopo la conclusione delle riprese e dopo la partecipazione di Strings ad alcuni festival nazionali ed internazionali. Nelle mie intenzioni iniziali queste ulteriori domande avrebbero dovuto integrare la precedente intervista nella sua riproposizione su Nocturnia, però in ultima analisi ho preferito mantenere separate le due interviste a testimonianza di un "prima" e un "dopo" la conclusione del progetto.
Ritengo che così funzioni meglio, voi invece che dite?

Nick:  Adesso che il film è concluso quali sono le sensazioni che maggiormente provate?

Alessio Vasarin:  Sicuramente possiamo ritenerci molto soddisfatti e quasi fortunati ad essere arrivati fino in fondo ad un progetto ambizioso e pieno di ostacoli come Strings. Lavorare ad un lungometraggio è già di per se un'avventura pazzesca; lavorare ad un lungometraggio, sull'arco di tre anni e mezzo, con risorse e mezzi inesistenti, è davvero un azzardo pazzesco.



Nick:   Presenta gli attori di "Strings" ai lettori di Nocturnia e dedica  qualche parola per ognuno di loro.

Alessio Vasarin:  Tutti gli attori che hanno recitato nel film non sono professionisti. Possiamo, anche su questo frangente, ritenerci complessivamente soddisfatti del loro lavoro.
Luca De Marchi, che interpreta David, è sicuramente l'attore con cui abbiamo più lavorato e che più si è impegnato, cercando di capire davvero il personaggio, rendendolo vero e sincero. Questo risultato lo ha quasi messo in secondo piano rispetto ad altri personaggi più caratterizzati e coerenti con un film di questo genere. David è un personaggio molto lontano da Luca, che però è riuscito a far sua la parte e a comprendere e capire David, quasi affezionandosi a lui.

Arianna Ambrosetti, nei panni di Irin, è riuscita in qualche modo a rendere l'apatia del suo personaggio, un personaggio che si confronta per la prima volta con emozioni forti, amore, rabbia, vendetta. E' il personaggio che più è emerso grazie al montaggio. Siamo infatti riusciti a costruire, attraverso gli ottimi fuori campi di Irin, alcuni momenti molto intensi, dove il dramma che sta vivendo emerge appieno.

Laura Pan è invece quella che più assomiglia al suo personaggio, Alice. In fase di scrittura abbiamo infatti cercato di costruire il suo personaggio partendo proprio dal carattere di Laura. E' anche il personaggio che abbiamo sacrificato di più in fase di montaggio, dovendo sacrificare parte della sua storia e della storia d'amore con David per restare più aderenti alla trama principale (quasi 20 minuti di tagli nella versione definitiva).

Il personaggio invece riuscito meglio, e che continua tuttora a stupire e a stupirci e Vargas, interpretato dal bravissimo Stefano Panfilo. Con Stefano è riuscito proprio un lavoro di caratterizzazione, lavorando al personaggio di Vargas quasi fosse un personaggio di un film di Sergio Leone. Ed è infatti, a detta del pubblico, il personaggio che più resta impresso guardando il film, nonostante non compaia in molte scene.

Un grandissimo aiuto ci è arrivato da Max Meraner, che interpreta l'istruttore degli agenti nel futuro del mondo parallelo. Nonostante compaia solo in tre scene, abbiamo affidato alla sua ottima recitazione tutto il racconto filmico del mondo parallelo che, per questione di mezzi e budget, non saremmo stati in grado di rendere altrimenti.



Nick:  Il film è stato presentato in diversi festival internazionali e ha ottenuto anche alcuni risultati interessanti. Quali sono stati i festival dove ha ottenuto maggiore attenzione e di quali riconoscimenti voi della Frabiato siete più soddisfatti?

Alessio Vasarin:   Sicuramente il festival che più ci ha soddisfatto a livello personale è stato il Science+Fiction Festival di Trieste, sia perché qui ha avuto luogo la prima proiezione pubblica del film, sia per il confronto avuto con il pubblico del festival, che è stato positivo.
Il riconoscimento invece che ci rende più felici è sicuramente il premio alla Miglior Sceneggiatura ricevuto al Singapore Film Festival. Un premio inaspettato ma forse il più appropriato, che sottolinea come l'unico aspetto slegato da budget e risorse (la sceneggiatura) sia in realtà molto solida ed avvincente.

Nick:   In Italia invece come è stato accolto?

Alessio Vasarin:  Il film è stato replicato al cinema per ben 6 volte a Bolzano, portando in sala circa un migliaio di persone (la sala è stata sempre piena). Abbiamo incontrato l'interesse della RAI locale, che ha deciso di acquistarne i diritti televisivi (locali) per un passaggio in televisione. Stiamo al momento aspettando un feedback da parte del Fantafestival di Roma, a cui abbiamo iscritto il film. Abbiamo però l'impressione che un prodotto del genere possa stimolare ed interessare quasi di più all'estero che non in patria.




Nick:   Ci sono possibilità sul fatto che possa venire distribuito in grande stile?

Alessio Vasarin:  A fine marzo 2016 abbiamo firmato un contratto di distribuzione con una piccola casa di distribuzione indipendente canadese, la Intellect pictures. Certo, non ci aspettiamo che il film venga distribuito al cinema come le sue controparti milionarie, ma questo interesse da oltreoceano ci fa ben sperare che qualcuno possa effettivamente interessarsi al progetto, alla storia, intuendone le potenzialità anche commerciali.

Nick:   Parliamo in maniera più generale: da qualche tempo il Cinema di genere italiano sta dando qualche timido segnale di ripresa, grazie alla presenza di alcune pellicole interessanti. Voi come vedete lo stato di salute del nostro Cinema?

Alessio Vasarin:  Non c'è dubbio che nell'ultimo anno, con l'uscita di titoli come Lo Chiamavano Jeeg Robot o Veloce come il Vento, il cinema italiano stia dando dei deboli segnali di ripresa. Dal nostro punto di vista bisognerebbe scommettere un po' di più e azzardare storie con un respiro più internazionale, tenendo sempre conto della bontà della storia, ma senza dimenticare che poi se qualcuno ci mette dei soldi per realizzare il film significa che sta investendo in un prodotto commerciale, che deve essere visto (e venduto). Le idee ci sono, le possibilità economiche anche (penso a finanziamenti, contributi, coproduzioni), bisogna solo fidarsi un po' di più di nuovi autori e registi. A noi piacerebbe davvero molto poter riprendere in mano la storia e l'universo di Strings, potendo disporre di mezzi e risorse adeguate alla sua realizzazione in grande stile (stiamo già pensando ad una trilogia!).

Per quanto riguarda la visione del film, stiamo lavorando insieme ad una piattaforma di streaming per poter condividere ufficialmente il film online. Su questo aspetto ti tengo aggiornato perché potremmo a brevissimo aver tutto pronto.



Per chi fosse interessato:

- Il link di Strings alla pagina ufficiale di FrabiatoFilm

-Il trailer ufficiale di Strings

6 commenti:

Fumetti di Carta (Orlando Furioso) ha detto...

IntervistE molto, molto interessanti!
Dopo l'intervista sono subito andato a guardare il trailer e sebbene io personalmente abbia sempre qualche problema con gli attori/attrici "non professionisti" (comunque la differenza di recitazione ahimé spesso si sente; non parlodi questo film, dico in generale...) mi piacerebbe molto vedere "Strings"! :)
Anche se non ho legami con quella città, io comunque a Bolzano ci sono nato - anche se sempre siciliano resto! - e ci ho vissuto i primi 7 anni e mezzo della mia vita, ne conosco un po' l'aspetto e i dintorni (ci sono poi tornato diverse volte nei quasi 50 anni successivi) e mi piace molto l'idea che da quella città partano delle iniziative creative: mi dicono che Bolzano negli ultimi 10-15 anni sia diventata un posto in cui la creatività e le iniziative fermentano copiose e questo mi fa molto piacere.
Poi leggere che Alessio Vasarin va matto per Hitchcock e The Exorcist non può che suscitarmi una subitanea simpatia! :D
Spero davvero di riuscire a vedere questo film, il plot mi intriga molto e sono veramente curioso :)
Grazie Nick, ci fai sempre scoprire cose interessantissime!!!
p.s. ...e inboccallupo per tutto quanto, dal profondo del cuore.

Nick Parisi. ha detto...

@ Fumetti di Carta (Orlando Furioso)
Mi sembrava infatti di ricordare che tu fossi nato a Bolzano, se non ricordo male la cosa uscì fuori ai tempi del vecchio blog di Elvezio, quando -sempre se ricordo bene- tu ti facevi chiamare mastro Criceto ( ricordo male, vecchio amico?)
Bolzano è una città che mi ha sempre affascinato molto, anche se -purtroppo - non ci sono mai stato. Sarà per la sua natura di posto dove s'incontrano ( e a volte si scontrano) due culture, quella italiana e quella di lingua tedesca. Penso che proprio per questa sua natura sia diventata un luogo molto creativo.
In quanto alla recitazione degli attori non professionisti in questi ultimi anni il confine tra professionisti e non professionisti è divenuto molto labile, basta vedere la qualità di certe fiction televisive, di casa Rai e Mediaset, ad ogni modo ho avuto il piacere di vedere alcune scene di "Strings" e devo dire che col budget a disposizione sono riusciti a far meglio (o comunque non peggio) di molte di quelle fiction che ricordavo prima.
Da quello che so i ragazzi di Frabiato stanno cercando di mettere il film in streaming, avremo quindi modo di riparlarne
Crepi il lupo e a presto amico mio. :)

Ariano Geta ha detto...

Interessante. Quindi, è possibile che la Rai lo passi una di queste sere, magari in quarta serata verso le due di notte? Lo si registra e poi si vede ;-)

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Da quello che so i contatti con la Rai finora avevano riguardato solo la sede di Bolzano per una trasmissione solo locale, ma conoscendo l'emittente di stato non mi stupirebbe se prima o poi non ci ritroviamo di fronte ad una bella trasmissione notturna come quella da te descritta.
Magari su Rai Movie o su Rai Tre come alternativa a Fuori Orario, senza avvisare nessuno, senza pubblicità e senza nemmeno spiegare di cosa si tratti.

Marco Lazzara ha detto...

4000 euro?
E pensare che con milioni di dollariil reboot dei Fantastici 4 è uno schifo.

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
Già, in quel film non ne hanno azzeccata una.
A cominciare dagli attori scelti per interpretare i Fantastici 4.
Pessimi, veramente pessimi.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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