Nessuno delle migliaia di comitati scientifici che studiano il fenomeno ormai da tre giorni è addivenuto a conclusioni precise sulla sua natura, che pertanto si può considerare ancora sconosciuta".
Una volta quando il mondo della televisione era costituito solo da due canali RAI veniva spesso programmata una serie britannica di natura antologica intitolata Tales of Unexpected basata sui racconti di Roald Dahl, da noi fantasiosamente ribattezzata come Il Brivido dell' Imprevisto: racconti su persone normali, a volte anche banali nelle quali alla fine anche se non si voleva si finiva sempre per riconoscersi.
Figure perfino anonime se volete, persone dalle vite ancora più normali o banali come potrebbero essere i nostri conoscenti, il nostro vicino di casa, perfino noi stessi,
nelle quali però irrompeva - per l'appunto - qualche fattore imprevisto che presto finiva per sgretolare tutte le convinzioni acquisite ed ogni residuo di "normalita"
Ecco, a pensarci bene il racconto lungo di cui parliamo oggi, questo La Macchia potrebbe tranquillamente essere utilizzato come sceneggiatura per un episodio di quella serie se ancora esistesse.
Però, che colore possiamo attribuire all' "Imprevisto"?
Che forma potremmo attribuirgli ?
Evidentemente per lo scrittore piemontese Maurizio Cometto l' "imprevisto" ha il colore bianco lattiginoso della nube, anzi della macchia che compare da un giorno all'altro. In quanto alla forma invece, beh... ritengo di non compiere nessuno spoiler dannoso se dico che la forma assunta dalla macchia e cioè dall'elemento imprevisto ed imprevedibile dalle iniziali fattezze fungiformi piano piano assumerà la forma di una freccia.
Rivolta oltretutto verso una direzione ben precisa.
Ma come reagire di fronte all'imprevisto?
Cometto dà, una risposta ben precisa: i suoi personaggi cercano di continuare a vivere come se niente fosse, tentare di mantenere una sorta di parvenza di normalità.
Senza successo.
Intendiamoci, il fenomeno della "macchia" è globale, le conseguenze che comporta la sua apparizione ( e credetemi, conseguenze ci saranno) sono globali, alle orecchie dei personaggi arrivano le teorie internazionali sulla natura del fenomeno tramite giornali, telegiornali, programmi televisivi ma tutto questo resta confinato alle chiacchiere dei personaggi stessi.
Maurizio Cometto sceglie infatti di confinare l'azione nello specchio ristretto di un piccolo paese della provincia di Cuneo, realtà che lo scrittore conosce bene.
E quel micrococosmo diventa lo specchio di tutto il mondo.
Tutto in 27 pagine, per niente poche, visto che risultano zeppe di avvenimento l'uno conseguenziale agli altri; 27 pagine all'interno delle quali si alternano stralci di documenti ufficiali quali verbali delle sedute del consiglio comunale ( una delle espressioni massime della burocrazia che possano esserci) del paese di Magniverne a scene quotidiane della vita dei protagonisti de La Macchia
In tutto questo assistiamo ad una progressiva deflagrazione della realtà, ma fatta con toni affabulatori, delicati, con un linguaggio quasi da fiaba. L'autore dimostra in questo senso di aver appreso non solo la lezione di Roald Dahl ma anche quella di Dino Buzzati rendendo irreale la quotidianità, normale l'anormale e credibile l'inaspettato.
E, in un certo senso, quelle di Cometto sono un poco tutte fiabe moderne, ne hanno l'aspetto per struttura, per immagini, per costruzione e specialmente per un altro non trascurabile fattore.
Considerate la presenza dei bambini all'interno delle opere di Cometto, considerate la presenza dei bambini in "questa" opera di Cometto e vi renderete conto di come le vicende che l'autore piemontese imbastisce siano tutte a misura di bambino (anche di adulti che non abbiano perso l'immaginazione e la passione tipica di quell'età, ma principalmente di bambino, storie il cui sono loro i bambini i protagonisti; i deus ex machina; i destinatari ultimi della narrazione.
Tutto avviene con una progressione invidiabile ed anche i particolari che sembravano più insignificanti, anche quelli più apparentemente inspiegabili troveranno senso all'interno della narrazione, tutti i pezzi disseminati all'interno del racconto.
Perché consiglio la lettura di questa opera breve?
Perché, come ripeto da tempo, il genere fantastico molto spesso riesce a produrre i suoi risultati migliori principalmente nella dimensione della narrativa breve.
Questo La Macchia ne è, per l'appunto uno degli esempi.
Maurizio Cometto è nato a Cuneo il 29.09.1971.
Tra i suoi libri pubblicati, il romanzo Il costruttore di biciclette (Il Foglio 2006), la raccolta L’incrinarsi di una persistenza e altri racconti fantastici (Il Foglio 2008), e il romanzo per istantanee Cambio di stagione (Il Foglio 2011). Nel febbraio 2016 è uscito il racconto lungo La macchia, per Acheron Books. Sempre nel 2016 esce il romanzo Michele e l' Aliante Scomparso in formato Kindle per la collana Odissea Digital della Delos.
Ha pubblicato numerosi racconti in antologie compresa l'ultima ALIA EVO 2.0, siti internet e riviste. Laureato in Ingegneria Meccanica, vive a Collegno.
AUTORE: MAURIZIO COMETTO
TITOLO: "LA MACCHIA"
COLLANA: "EUFEMIA"
EDITORE : ACHERON BOOKS
- EAN: 9788899216580
- VERSIONE DIGITALE: EPUB / KINDLE
PREZZO: 0,99 EURO
Link: IBS
Link: Amazon
Altre recensioni sullo stesso argomento:
- La Nostra Libreria
- Cronache di un Sole Lontano
- Un Blog senza Pretese.
- La Bottega del Barbieri.
- Clarke è Vivo.
28 commenti:
Ho letto «La macchia» in anteprima per un'eventuale pubblicazione su ALIA. Di comune accordo si è poi scelto «L'urlo» ma posso confermare il valore assoluto de «La macchia», un quieto incubo dove Cometto sfida la sospensione di incredulità del lettore uscendone assoluto vincitore. Ottimo racconto.
Mi permetto di segnalare la mia ricerca sulla splendida serie "Il brivido dell'imprevisto" che citi ;-)
@ Massimo Citi
Non conoscevo questo particolare, sto leggendo con colpevole ritardo l'ultimo ALIA proprio in questi giorni e conto di recensirlo prima o poi. Devo dire che "La Macchia" è davvero come dici tu un quieto incubo che sfida la sospensione dell'incredulità del lettore uscendone vincente.
@ Lucius Etruscus
Hai fatto benissimo, prima o poi comunque ne parlerò anche io di quella serie, anzi entro la fine dell'anno arriverà la mia recensione in proposito.
Recensione ottima tua + commento positivo di Massimo Citi = l'ho comprato subito! :)
Un saluto, a presto!
@ Fumetti di Carta (Orlando furioso)
Grazie per i complimenti che hai fatto alla recensione, il fatto che tu abbia comprato un libro subito dopo la mia recensione m'investe di una responsabilità bellissima. :)
A presto
E fammi sapere le tue impressioni dopo la lettura.
Ammetto che non mi ricordavo più di quella serie tivù. Sono sicuro di averla vista, però... chissà se riesco a trovare qualcosa in rete.
Su "La macchia" non posso dire ancora nulla. L'ho comprato già ai tempi della recensione su "La nostra libreria" di Glò e soci, ma è ancora lì in attesa del suo turno (il che è piuttosto vergognoso visto che 27 pagine portano via giusto il tempo di uno starnuto...)
@ Obsidian M
Succede amico mio succede, pensa che io ho in coda di lettura ancora dei libri comprati all'ultima StraniMondi, quindi come vedi non sei certo il solo. ;)
Grazie Nick, recensione splendida che coglie molti punti che considero essenziali della mia produzione. Poi essere citato insieme a Roald Dahl, che considero uno dei più grandi autori di racconti mai esistito (insieme anche a Buzzati), come si dice, "non ha prezzo".
Ricordavo solo di nome la serie "Il brivido dell'imprevisto", e mi avete fatto venire voglia di vederla. Non sapevo fosse coinvolto Roald Dahl. Esiste versione doppiata in italiano da qualche parte, anche in dvd?
Ringrazio tutti quelli che hanno acquistato l'ebook. Spero possa regalarvi tre quarti d'ora di inquietudini varie, e un po' di sano godimento artistico. ;-)
@ Maurizio
Benvenuto su Nocturnia!
Sono felice di aver individuato i punti precisi della tua produzione.
In quanto a "Il Brivido dell' Imprevisto" spesso viene dimenticata perché appartenente ad un periodo di transizione della nostra televisione. Inoltre le trame di molti episodi sono davvero una doccia fredda di cinismo e di cattiveria uniche nella televisione di quegli anni.
Se non ricordo male Dahl - oltre ad essere autore delle sceneggiature di tutti gli episodi delle prime stagioni per un certo periodo ne fu anche il presentatore( una cosa simile a quella fatta da Rod Serling per "Ai Confini della Realtà") In seguito quando si esaurì il materiale scritto da Dahl e si cominciò ad usare racconti di altri scrittori l'autore venne sostituito anche come host.
Altre info in proposito dovrebbero arrivare presto
Ottima recensione!
Serena giornata.
@ Cavaliere Oscuro del web
Anche a te, grazie per essere passato.
Ti aspetto, pronto a linkarti ^_^
@ Lucius Etruscus
Ed io linkerò te! Con molto piacere.
Sono due i racconti che mi ha fatto venire in mente questo racconto:
La sanguisuga di Sheckley
La finestra di Leman
Tutti racconti dove appare all'improvviso un qualcosa di strano nel mondo.
@ Marco Lazzara
Me li ricordo, sopratutto il primo. Due ottimi racconti, diciamo che questo "La Macchia" somiglia più allo spirito di Scheckley che all'altro.
Di più non aggiungo, però ci sei andato vicino.
Questo racconto mi è piaciuto moltissimo, la prima opera letta di Maurizio: bella la tua riflessione, Nick. In effetti si tratta di una storia con molteplici piani, perché è interessante capire la (mancata) reazione al fenomeno da parte degli adulti, lo svelamento che si attua attraverso o grazie agli occhi di una bambina, il contesto "burocratico" e soffocante...
Davvero consigliatissimo *__*
Ti ringrazio per aver linkato il mio post, gentilissimo!
Sono stato molto felice dell'acquisto: il racconto m'è piaciuto parecchio!
Complimenti all'autore e grazie ancora per la recensione! :)
p.s. Ho dovuto leggere due volte il finale... la prima volta non l'avevo mica capito! Ma so bene che questo è un limite mio personale (la scarsa intelligenza, dico ^____^).
Un abbraccio.
@ Glò
Ho linkato molto volentieri la tua e le altre recensioni, una volta lo facevo molto più spesso ma adesso voglio ricominciare a farlo con una certa frequenza. L'importante in internet è la condivisione delle informazioni e quando queste vengono scritte con intelligenza come la tua e quelle degli altri allora è un piacere segnalarle.
Ciao!
@ Fumetti di Carta (Orlando Furioso)
Ma noooo!Non dirlo nemmeno, in realtà il finale è davvero molto spiazzante, rispetto a quanto letto nelle pagine precedenti è normale rimanere sorpresi di fronte a come evolve e termina la vicenda.
Alla prossima
Non conoscevo questo autore ma mi risulta molto affascinante e coinvolgente..
Chissà essere immersi in una macchia biancastra ma a forma di freccia deve produrre un sensazione alquanto intrigante.
Grazie come sempre Nick caro!
@ Nella Crosiglia
Beh, io di sicuro non ci andrei mai al centro di quella macchia, preferirei starne molto ma moooolto lontano.
La prevenzione non è mai troppa.
Fai sempre delle interessanti segnalazioni (ho messo il libro nella mia wishlist). Complimenti!
@ Long John Silver
E a proposito delle mie scoperte...credo proprio che nel fine settimana inserirò il tuo blog nel mio blogroll
@ Nick Parisi
Grazie mille! :)
@ Long John Silver
Te l' avevo promesso ed io le promesse cerco di mantenerle.
E poi il tuo è davvero un bel blog.
@ Nick Parisi
Ancora grazie. È sempre bello quando si viene apprezzati per il proprio lavoro (per quanto piccolo).
@ Long John Silver
È stato un piacere.
Alla prossima.
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