LA GENERAZIONE PERDUTA : JONATHAN BRANDIS .




Tutti noi abbiamo abitato dalle parti di Derry. Ognuno di noi lo ha almeno desiderato.
O temuto.
In fondo anche se oggi diciamo no, molti di noi sono cresciuti con i romanzi dell'(ex) maestro del terrore Stephen King.
E, lo ammetto, per me l'araba fenice fu IT. Naturalmente, un altra cosa che ben pochi di noi saranno disposti a riconoscere IT lo abbiamo conosciuto ed apprezzato prima ancora che dalla carta stampata dalla miniserie televisiva del 1990.





Bellissima nella prima puntata, quella con i protagonisti bambini noiosa e trascurabile nella seconda con gli stessi protagonisti ormai cresciuti che tornano a Derry per affrontare nuovamente l'oscuro e malefico Pennywise.

La ABC quella volta cannò alla grande, e con lei Mediaset che ne curò l'edizione italiana, in fondo sarebbe bastata la prima puntata per creare la magia.
la seconda parte nonostante ottimi attori come Annette O' Toole e Jason Ritter risultò troppo insipida quasi un simbolo dell'incapacità di ricreare gli effetti positivi e negativi dell'incanto e della fascinazione.
Ma non è di questo che vorrei parlare oggi.

Ma l'incanto per me veniva principalmente da un personaggio: il mio preferito era il piccolo insicuro e balbuziente Bill Dembrough.
Non so il perchè, o meglio lo so, troppe cose in cui riconoscermi nel personaggio.
Anche io balbettavo da bambino, anche io ero dovuto crescere troppo in fretta.
Ma non è nemmeno di questo che vorrei parlare oggi.



Bill Dembrough, il Bill Dembrough di dodici anni era interpretato da una delle giovani promesse Hollywoodiane, un vero e talentuoso bambino prodigio: Johnathan Brandis.
Uno di quelli, a vederli dall'esterno, a cui sembrerebbe garantita una carriera lunga, proficua e felice.
Le cose non sempre, anzi quasi mai vanno così.

Johnathan Brandisnel 1981 è un comunissimo bambino proveniente dal Connecticutuno degli stati alla periferia dell'Impero quando un regista lo nota per la pubblicità della FisherPrice.
E il Connecticut non esisterà più.
I suoi genitori, due tranquilli appartenenti alla middle class americana lo accompagnano a Los Angeles.

Cinema, Televisione ancora pubblicità. Diversi ruoli in tanti serial, per i temi che trattiamo su Nocturnia citerò solo le sue apparizioni nei serial
ALIEN NATION e FLASH nonchè il ruolo del protagonista Bastian
nel film LA STORIA INFINITA 2 del 1989.

Arriva il momento in cui il sogno s'incrina.
Nel 1993 la Fantascienza Televisiva è in gran spolvero; da poco, contrariamente a tutte le previsioni degli esperti, X-FILES una sconosciuta serie programmata dal network FOX sta riscontrando un enorme successo.
Comincia la corsa delle altre emittenti nel tentativo di seguirne le orme.
Lo sceneggiatore Rockne S. O' Bannon ottiene campo libero dalla NBC per una serie di ambientazione sottomarina chiamata SEAQUEST DVS, la serie si avvale della coproduzione dai Steven Spielberg e di attori di primo piano come Roy Scheider e Stephanie Beacham.
Brandis ottiene un ruolo di primissimo piano, tutto sembra procedere bene.




SEAQUEST passerà alla storia come una delle serie più travagliate di tutti i tempi.
Nella prima stagione un terremoto distrugge il set, avvengono numerosi cambi di sceneggiatura, di ruolo e di attori in corsa che minano la tranquillità delle riprese.
Alcuni attori abbandonano le scene in polemica con la produzione, altri che vorrebbe rimanere vedono i loro personaggi cancellati senza alcuna motivazione credibile.

Nella seconda stagione viene deciso di accantonare i temi ambientalisti per calcare una mano sui temi fantascientifici.
Alcuni attori abbandonano le scene in polemica con la produzione, altri che vorrebbero rimanere vedono i loro personaggi cancellati senza alcuna motivazione credibile.
E se in alcune situazioni come nel caso di Roy Scheider, dimessosi in polemica con la produzione, al suo personaggio viene data la possibilità di concludere il percorso del suo personaggio molti altri ruoli vengono semplicemente annullati.
Stesso Spielberg ritira il suo appoggio.



Sia come sia la rete decide di provare un ultima volta, verrà prodotta una terza stagione; il nome viene cambiato in SEAQUEST 2032. Come verrà cambiata per l'ennesima volta ambientazione e tono delle storie.
gli albori della terza serie solo tre attori del cast originale sono rimasti nella produzione. Jonathan Brandis è uno di loro.
Per la cronaca un altro dei tre è Ted Raimi, figura ricorrente in numerosi film e show horror e fantasy (è stato Corilo in XENA, ad esempio) spesso diretti dal fratello regista Sam.

Il pubblico però è stanco delle numerose trasformazioni subite da SEAQUEST e al tredicesimo episodio della terza stagione la serie viene cancellata per scarsi ascolti.

Da quel momento per Brandis comincia un periodo nero, reciterà ancora ma in ruoli sempre più piccoli, spesso e volentieri le sue parti verranno cancellate.
Il successo non tornerà più.

I media torneranno ad occuparsi di lui nel novembre del 2003 per parlare del suicidio dell'attore trovato impiccato da alcuni amici.
La famiglia con cui aveva passato gli ultimi giorni non ne saprà spiegare i motivi, gli amici parleranno di depressione dovuta agli insuccessi della sua carriera, altri ancora parleranno di effetti di droga e alcol, o peggio d'intontimento dovuto a farmaci.

In definitiva però, non sono importanti i motivi: sentire di un essere umano che si è tolta la vita è sempre un qualcosa di triste, di pesante che condanna anche noi che rimaniamo, qualsiasi sia l'età della persona che lo compie.
O chiunque sia la persona in questione.





ma cosa possiamo dire quando a compiere questo gesto è un ragazzino?
Cosa possiamo pensare quando un giovane di nemmeno ventotto anni come Jonathan Brandis pensa di aver fallito?

Ventotto anni, quando in realtà dovresti cominciarla la vita.
Qualcosa se l'è preso e se l'è mangiato, e chi gli era vicino non ha potuto fare niente.
Rimangono le scene girate, i ruoli interpretati. Come il suo Bill Dembrough in IT.

Che l'abbia potuta trovare alla fine la sua Derry.
Senza Pennywise ed altri mostri, stavolta.

24 commenti:

Melinda ha detto...

Grazie immensamente per questo post!
Queste storie tristi, di attori morti così giovani, mi colpiscono molto.Ma è un post isolato o ce ne sono/saranno altri?

Nick ha detto...

Ciao Melinda.
Guarda si tratta di contesti diversi ma se vuoi: http://wwwwelcometonocturnia.blogspot.com/2011/06/destini-sbagliati.html
Ce ne sono stati e ce ne saranno altri in futuro comunque.
Felice che ti sia piaciuto.
Ciao di nuovo.

Artemisia1984 ha detto...

Io lo ricordo nella Storia Infinita, non sapevo che quello che nella mia mente ricordo come Bastian oggi non c'è più, e soprattutto in un modo così tragico. Una colonna spezzata...

Nick ha detto...

@ Artemisia.
Una vera colonna spezzata, davvero.
Sopratutto in maniera così tragica.

TIM ha detto...

bel post, davvero. l'argomento non è di quelli che mi fanno perdere il sonno (che già è poco in questo periodo), ma l'ho letto molto volentieri, perché tratta un tema importante senza cadere nell'eccesso. Ma la ripetizione della frase "Alcuni attori abbandonano...") è voluta?

Michela ha detto...

Gran post Nick, di nuovo a spaziare in tutte le forme di produzione artistica, e soprattutto capace di parlare delle persone che ci sono dietro.
Forse se Brandis fosse rimasto un ragazzino qualsiasi e non avesse mai iniziato a recitare, non sarebbe cambiato niente, forse si sarebbe ucciso lo stesso, solo con motivazioni diverse. Varrebbe la pena di capirlo.

Nick ha detto...

@ TIM.
Certo amico mio, puramente voluta.
@ Michela.
Dietro ad ogni forma di produzione artistica ci sono persone che ci lavorano dietro. io non so se Jonathan Brandis avrebbe avuto una vita più felice o meno, ho voluto parlare di una sconfitta che è ancora più amara quando capita ad una persona che, in linea puramente teorica, avrebbe potuto avere tutto.

Lady Simmons ha detto...

L'insuccesso della carriera può essere stata sicuramente la sua motivazione. Aveva tutti i numeri per diventare "qualcuno", ma è stato un aereo mai decollato.

Certo, se sei cresciuto dalla tua famiglia in quell'ottica, se pensi e credi che la tua unica strada sia quella allora è più facile non vedere alternative.

Penso ci voglia molto coraggio per porre fine alla propria vita, e non so se le persone attorno possono farci qualcosa. Certo è sbagliato crescere un ragazzino con un'unica grande aspettativa, quella di essere qualcuno o niente.

Nick ha detto...

@ Lady simmons.
Hai amaramente ragione.

ilgiornodeglizombi ha detto...

Un post stupendo...davvero, mi sono commossa, tanto.
E Bill, nella miniserie, faceva tanta tenerezza anche a me.
La faccia di Bradis è una di quelle con cui siamo cresciuti un po' tutti.
Grazie davvero.

Nick ha detto...

@ Ilgiornodeglizombi.
Sono commenti come i tuoi (e quelli di chi ti ha preceduto) che mi fanno trovare trovare un senso alle mie giornate.
Con Brandis siamo cresciuti davvero tutti, sono quelle faccie che pensi ti accompagneranno per tutta la tua vita, poi improvvisamente non le vedi più, scompaiono dagli schermi.
Magari non ti chiedi nemmeno il perchè, non ti ci soffermi a pensare nemmeno.
Poi una volta cresciuto, per curiosità vai a cercare.
E ti trovi davanti a notizie che non avresti voluto leggere.
Un abbraccio.

angie ha detto...

Bellissimo dettagliato Nick sei grande e lo dico con tutto il cuore.
E' il tuo mestiere Nick...
Un abbraccio
Angie

Nick ha detto...

@ Angie.
Mi credi se ti dico che quello del recensore\articolista mi piacerebbe tanto come lavoro?
Anni fa, all'epoca delle fanzine cartacee ci provai, ma fui massacrato da "amici" ed editori?
Per questo adesso lo faccio per passione.

angie ha detto...

Credimi chi ti ha massacrato dovrà ricredersi, è il tuo mestiere e vai avanti, hai passione, grande sensibilità, sai scrivere e hai una vasta conoscenza,
Devi solo fidarti maggiormente di te stesso...segui il tuo filo interiore,
E proponiti...senza paura.
Un abbraccio
Angie

Nick ha detto...

@ Angie.
In parte sto già cominciando....teniamo le dita incrociate. ;)

LadyGhost ha detto...

bel post zietto, bel post, ma del resto questa è la tua materia e vai sempre forte!

Nick ha detto...

@ LadyGhost.
Si fa quel che si può. ;)

Lady Simmons ha detto...

Anche io confermo che sia il tuo lavoro, non mollare Nick!

occhio sulle espressioni ha detto...

Ed io sono uno di quelli che IT l'ha visto prima in TV! Ed uno delle migliaia che concorda sulla seconda parte, finale in primis.
Quello di Brandis è il destino comune a tante star, e per noi viene molto difficile accettare la cosa, più che per l'attore che ha avuto soddisfazioni dalla vita, per via del personaggio che immaginavamo.

Nick ha detto...

@ Lady Simmons.
tranquilla, mica ho intenzione di mollare. :D

@ Occhio.
La ABC, cannò totalmente in sede di sceneggiatura creando una spaccatura troppo netta tra l'avventura dei bambini e quella degli adulti.
Riguardo Brandis, ritengo che sia esemplare come esempio, molti, troppi altri sono stati i bambini prodigio rovinati dallo "Star-system". :(

Angelo ha detto...

Ho sempre considerato con una punta di disagio il destino / percorso degli attori bambini, spesso stritolati da cose per cui non sono pronti o mandati al macello da genitori interessati solo ai soldi. Mi viene in mente Macauley Conklin, te lo ricordi?
Di questo ragazzo non sapevo che fine avesse fatto, forse era meglio così.

Nick ha detto...

@ Angelo.
Non è un destino invidialbile quello dei "bambini prodigio", ricordo bene Makauley Culkin, le ultime informazioni che ne avevo non erano molto incoraggianti.
Ciao.

Babol ha detto...

Povero Jonathan.
Penso a lui e poi penso ad un altro protagonista di IT, quel Seth Green attore fin da bambino che non si è fatto stroncare dalla mania del successo a tutti i costi, anzi.
Ha cavalcato l'onda rimanendo "in ombra", spesso preferendo sceneggiature, creazioni geniali e regie... e ce l'ha fatta.
Sarà banale, ma il mondo dello spettacolo è davvero impietoso con chi non ha la forza di reinventarsi in qualche modo.
Peccato, ma Brandis rimarrà sempre e comunque una colonna portante della mia infanzia e adolescenza.

Nick ha detto...

Bentornata cara Babol!
Green è l'immagine speculare di Brandis è l'emblema di colui che c'è l'ha fatta senza rovinarsi, la prova che un altro destino è possibile.
Non so dirti se rappresenta la norma o l'eccezione nel campo dei "giovani attori", però è consolante sapere che ci siano casi come il suo.
Ciao e alla prossima.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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