IL LABIRINTO DEL FAUNO (2006).

Spagna, 1944.
Mentre nel resto d'Europa ancora infuria la seconda guerra Mondiale.
Carmen accompagnata dalla figlia Ofelia si trasferisce in campagna per essere più vicina a Vidal un militare sposato in seconde nozze. Vidal, il cui incarico è quello di eliminare gli ultimi focolai di ribellione contro il regime di Francisco Franco, si rivela presto una persona gretta e crudele.
Ofelia per sfuggire al clima di terrore che incombe tutto attorno a lei, si rifugia in un mondo di sogno di cui solo lei possiede la chiave.
Un giorno in mezzo a delle rovine di un antico labirinto incontra un Fauno che le rivela la sua vera natura: Ofelia in realtà è la figlia del Sovrano del Re delle Fate.
Ci saranno però delle prove da affrontare.
E un prezzo da pagare.



El Laberinto del Fauno, coproduzione tra Spagna e Messico, è stato a lungo l'oggetto del desiderio del regista messicano Guillermo del Toro; uno che quando deve descrivere la sua attività di cineasta a in produzioni Holliwoodiane utilizza la metafora del " tentare di inserire caviale negli hamburger.
Il Cinema di del Toro, infatti è ancora un cinema pensato per dar spazio all'immaginazione, alla dimensione del sogno magari "dark", magari per niente consolatorio.
A differenza di molti altri suoi colleghi l' oversize cineasta latinoamericano non si è svenduto completamente. Spesso anzi rinuncia a progetti più remunerativi per lavorare ai film e alle storie che lo appassionano di più.
Così è stato anche in questo caso.


Del Toro ha creduto talmente tanto nel suo IL LABIRINTO DEL FAUNO da presentarlo in concorso a Cannes, al festival francese però il film fu programmato dagli organizzatori solo l'ultimo giorno utile però, quando i giochi per le assegnazioni dei premi erano già fatti.
Al regista, nonostante alcune nomination fu fatto anche capire esplicitamente di non sperare in alcun risultato data la natura prettamente fantasy della pellicola. Questo però non impedi alla pellicola nel corso dell'anno successivo, di vincere numerosi premi importanti come i Goya in Spagna, i BAFTA in Inghilterra o le tre statuette conquistate ai più commerciali Oscar.


Certo IL LABIRINTO DEL FAUNO, non è un film fantasy nel senso classico del termine, la trama ha più sottotesti di quanti si potrebbero immaginare per un film del genere, già dalla prima inquadratura assistiamo all' agonia di una bambina mentre la voce fuori campo ci introduce nel mood della sottotrama fantasy, quella bambina scopriremo poi è Ofelia la protagonista della storia.
E già con quelle immagini iniziali capiamo che tutto gli eventi a cui assisteremo ci porteranno verso un finale che potrebbe anche non piacerci.

Questo è il biglietto da visita de El Laberinto del Fauno, questo è quello che promette di darci:una fiaba nera poco consolatoria lontana anni luce dalle solarità Disneiane. In questo film il Lupo cattivo esiste veramente, quello che manca è il prode Cacciatore.
O il principe Azzurro.
Nella pellicola si torna alla concezione originarie della fiabe, quando erano storie cupe e sanguinarie prima della ripulitura più tarda effettuata dai Fratelli Grimm o Charles Perrault, quando veramente lo scopo era quello di spaventare a morte chi le ascoltava.


L'ambientazione viene divisa su due livelli, quello della "nostra realtà" descritto con colori cupi e sporchi e quello della "presunta realtà alternativa" leggermente più colorata ma non per questo meno crudele e spietata entrambe ossessionate dal tempo, inteso come entità e come minaccia verso i personaggi. Entrambe le realtà conservano comunque al loro interno una dicotomia bene \ male, sia pure in forme più sfumate. Il patrigno di Ofelia, il Capitano Vidal, interpretato qui da un grandioso Sergi Lopez, è indubitabilmente un criminale, un uomo sadico e senza umanità, i soldati franchisti suoi sottoposti sono solo assassini senza volto, meri esecutori materiali delle depravazioni del loro comandante.


Per converso però i ribelli, i "buoni" del film sono un coacervo di tutte le peggiori forme di disorganizzazione che per quasi tutta la pellicola li porteranno a compiere errori su errori.

Saranno solo poche figure quelle che riscatteranno col loro comportamento i destini degli esseri umani: una sarà la Governante Mercedes ( Maribel Verdù), un altro sarà ilil Dottor Ferreiro (Alex Angulo)
, il medico passato dalla parte dei rivoltosi. Sarà lui infatti a pronunciare alcune delle parole chiave del film, quando in una delle scene fondamentali del film risponderà ad un deluso Capitano Vidal che il motivo per cui ha seguito gli antifranchisti è solo perchè non vuole diventare come lui.
Ma saranno le eccezioni; le poche figure veramente positive dall'inizio alla fine della pellicola.


Perfino Ofelia(la giovane attrice di Barcellona Ivana Baquero) la protagonista è un personaggio imperfetto,sempre in bilico tra i due mondi. Sempre ad un passo dal fallimento ed al perdere entrambe le realtà.
Un suo sbaglio infatti determina la morte di due fate, ma a rifletterci bene quello che accomuna tutti ma proprio tutti i personaggi, l'elemento comune è il compiere continuamente errore. Pagandoli tutti col dolore
.

Sbaglia la madre di Ofelia quado getta nel fuoco il feticcio con la Mandragora che avrebbe dovuto proteggerla, finendo così per pagare il gesto con la propria vita. Sbaglia Ofelia in continuazione; sbagliano i ribelli quando perdono i medicinali forniti da Ferreiro facendo così scoprire l'uomo da Vidal e dai franchisti.

Dall'altra parte, il regno fatato, quello a cui la protagonista aspira, è un mondo altrattanto pericoloso.
Il Fauno che dovrebbe guidare la bambina ha movenze e toni volutamente ambigui,
è una figura che rappresenta un regno antico ma malato e decadente.
Forse la figura più riuscita del film, quella da Fauno, aiutato in questo dall' ottima interpretazione dell'americano Doug Jones famoso per essere stato Abe Sapien nei film di HELLBOY.
La mimica di Jones è perfetta, sia nel ruolo del Fauno sia quando interpreta l'Uomo Pallido, l'orco nella cui casa Ofelia viene mandata a compiere una delle prove.


E come in un percorso iniziatico alla fine Ofelia riscatterà sè stessa nell'ultima prova quando si rifiuterà di sacrificare il fratellino appena nato,compiendo così la vittoria dell'innocenza e dell'infanzia sulle brutture del mondo, Vidal pagherà i suoi crimini e assisterà alla vittoria dei ribelli ( vittoria che ci sarà solo nella pellicola dato che nella realtà storica le cose sono andate in manierà un pò diversa)e per un istante, solo per un istante, entrambi i mondi si fonderanno.
Un pezzo del colore del mondo delle fate ariverà nel nostro e Ofelia si ricongiungerà col suo vero padre.
Solo per un istante, il tempo di un respiro.
O di un sogno.

21 commenti:

Fra Moretta ha detto...

Un film bellissimo che però spesso viene poco capito o apprezzato (perlomeno così ho avuto l'impressione parlandone con alcuni conoscenti).Vergognoso il comportamento degli organizzatori di Cannes,svilire così un ottimo film solo perchè fantastico...
Ottimo articolo Nick:-)

Matteo Poropat ha detto...

Gran rece fratello Nick, per un film che ho visto la prima volta, indovina indovina... al festival della fantascienza a Trieste, in lingua originale. Ed è stato un viaggio fantastico, oltre alla bellezza della pellicola, proprio grazie al parlato in spagnolo.

Nick ha detto...

@ Fra.
Il comportamento degli organizzatori e della giuria di Cannes nel 2006 fu quantomeno schizofrenico: da un lato invitarono del Toro e, se non ricordo male, gli diedero anche una nomination, dall'altro lo snobbarono, lo fecero visionare solo l'ultimo giorno del concorso ufficiale, in più il regista venne avvertito che, nonostante il film fosse bello, era troppo ascrivibile al genere fantasy per poter concorrere veramente a qualche premio.
@ Matteo Poropat.
Ciao fratello Matteo. Meno male che il Science + Fiction esiste.
Ormai è uno dei pochi luoghi di ritrovo per appassionati.
Sulla bellezza della linguia in edizione originale hai ragione: una cosa che non ho messo nell'articolo è che IL LABIRINTO DEL FAUNO, è il film in lingua spagnola più visto la mondo.
Ciao.

Salomon Xeno ha detto...

È uno dei miei film preferiti. Ogni volta mi stupisce per la complessità delle interazioni tra fantastico e reale, e devo dire che ne hai dato una lettura piuttosto completa. Il fauno l'ho trovato molto inquietante (anche le fate, nel loro piccolo).
Inoltre hai ragione, non è un mondo da classico Disney. È una fiaba creata con tutta la sofferenza e il rigore delle fiabe originali. E Ofelia ne passa di tutti i colori, tanto in un mondo quanto nell'altro, imparando gli effetti delle sue azioni, forse in vista dell'ultimo atto.

Eddy ha detto...

Una meraviglia che avrò visto mille volte. E pensare che del toro non mi è piaciuto negli hellboy. Però qui ha saputo proporre in europa qualcosa che quasi nessuno aveva mai tentato prima.

Ho letto i primi due episodi della sua saga vampiresco-fantascientifica (ti piacerà anche il nome: "Nocturna") in coppia con Hogan e mi sa che sono l'unico (o poco più) ad averla apprezzata. Te la consiglio vivamente. Anzi, visto che devo ancora leggere i libri che mi hai prestato, coglierò la prima occasione per portarteli.
Se vuoi, chiaro!

maxciti ha detto...

Un film meraviglioso. Visto da solo, in compagnia, di notte, di giorno, di sfuggita e con intenzione. Miracoloso l'equilibrio tra il fantastico e il reale, tra la lotta politica e un mondo fantastico che, non troppo curiosamente, non è un luogo felice. Bravo Nick, ottima scelta.

Matteo ha detto...

Un film che ho amato dai primi frame e che ho riguardato più volte.

Nick ha detto...

@Salomon Xeno.
Credimi, è da tempo che un film non mi colpiva così tanto.
Del Toro ha saputo creare due universi completamente inquietanti, e la piccola protagonista ne passa di tutti i colori proprio in virtù di una sua possibile evoluzione finale.
@ Eddy.
Il primo libro della saga Nocturna l'ho letto e mi è piaciucchiato.
Vieni pure a trovarmi quando vuoi, sei il benvenuto.

Nick ha detto...

@ MaxCiti.
E' un film da rivedere più volte, solo così lo si apprezza e si scoprono nuove sfumature.
@ Matteo.
Grazie, prometto che sarò più presente sul tuo blog.

Lady Simmons ha detto...

Splendido.
E come dici tu finalmente le favole tornano alla matrice originaria, quella cupa, oscura e crudele. Niente principi azzurri o fatine. Niente canzoncine in tutù.

Amo questo genere di film.

Nick ha detto...

@ Lady Simmons.
Splendido davvero.
Il merito di del Toro in questo film è stato il suo ritorno alle origini, alla matrice originaria della fiaba.

Melinda ha detto...

Bel post, Nick!
Tra l'altro leggendo questo post mi hai fatto pensare a due serie tv che ho iniziato a seguire, Once upon a time e Grimm, dove le fiabe vengono viste proprio come dici tu, cupe e sanguinarie. Le conoscevi?
Buona serata! :)

Nick ha detto...

Si Melinda, conosco in particolare la prima: ONCE UPON A TIME, che sta diventando una delle mie preferite.

LadyGhost ha detto...

bella recensione zietto!

Nick ha detto...

@ Lady Ghost.
Bentornata nipotuzza! :D

angie ha detto...

Caro Nick, bellissima recensione, in fondo questa favola, non è poi così lontana dalla nostra realtà.
Errori su errori, mi ricorda qualcosa..
ognuno di noi in qualche modo cercherà di riscattarsi.
Ciao e grazie
Angie

Nick ha detto...

@ Angie.
Infatti è solo dagli errori che impariamo e poi ci miglioriamo.

occhio sulle espressioni ha detto...

Per non amante dei fantasy, piaciuto, mi ci sono davvero immerso ma non all'eccesso; per giudizio obiettivo è un gran film, una visione originale e cross-over.
A merito, viene ricordato come una delle migliore cose fantastiche cinematografiche fatte negli ultimi anni.

Nick ha detto...

@ Occhio.
Neanche io sono un grande amante dle Fantasy, questo film però ha un suo valore, sul quale possiamo anche discutere volendo,in cui secondo me il merito più grande è stato quello di riportare il focus al significato originale della fiaba.
Intervento sopraffino come sempre il to, grazie.

ilgiornodeglizombi ha detto...

GRandissima recensione, solo leggendola mi sono venuti i brividi a ricordare la prima visione di questo capolavoro.
Sì, ho detto capolavoro. Il Labirinto del Fauno è uno di quei film che tra mezzo secolo saranno conservati nelle cineteche come pezzi rari da custodire gelosamente. O magari tra un secolo, forse sono stata troppo ottimista. :D

Nick ha detto...

@ Il giorno degli Zombi.
Credo proprio che IL LABIRINTO sarà ricordato come uno dei migliori film di questi anni, magari è stato sottovalutato alla sua uscita, ma pian piano, zitto zitto si è guadagnato un discreto seguito.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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