PERCHE' NULLA VADA PERDUTO (2013)- Racconti dal XIX Premio RiLL

Parlare della RiLL significa parlare di un piccolo pezzo di storia del fantastico italiano.
 RiLL sta per Riflessi di Luce Lunare e già questa sigla svela tutto sull'universo d'azione di questa associazione culturale.  Quando RiLL nasce 1992 si rivolge principalmente al mondo ludico, lentamente però si sposta verso ambiti sempre più letterari.
E il battesimo del Premio nel 1994 dell' omonimo Trofeo RiLL per il Miglior Racconto Fantastico ne testimonia perfettamente  le aspirazioni.

Poco alla volta la manifestazione cresce, acquista sempre maggiore importanza col passare del tempo finendo anche per lanciare nuovi scrittori.
Col 2003 si compie anche un ulteriore evoluzione: nasce Mondi Incantati, una collana di antologie per poter pubblicare anno per anno  il racconto vincitore assieme a quelli finalisti .

Perché Nulla Vada Perduto è, per l'appunto, l'ultima nata nel campo di queste antologie ( in questo caso RiLL si è appoggiata per la stampa alle Edizioni WildBoar, specializzate solitamente nel campo dei giochi di ruolo). Sempre quest'anno si  compie l'ultima trasformazione.
E' l'inizio di una serie di collaborazioni e di gemellaggi internazionali.
In Perché Nulla Vada Perduto  sono presenti in tutto 13 racconti di tutte le aree del fantastico, dal fantasy al' ucronia, dal' horror alla fantascienza in un tentativo  di dar voce a storie al di fuori del reale senza distinzione di nessun genere.

Ecco, la domanda da farsi, la domanda che IO mi faccio ogni volta in presenza di raccolte di Premi come questi è se il tentativo possa dirsi riuscito oppure no.
Il rischio sempre presente in progetti similari è infatti quello di confezionare un progetto disomogeneo, un accozzaglia, un amalgama di racconti riusciti assieme ad altri deludenti.
In questo caso, però questo non avviene. Perché Nulla Vada Perduto si rivela una ottima antologia, una raccolta di grande qualità, con alcune eccellenze e alcune opere di gran rilievo.

Davide Camparsi
C'è un altra cosa  da dire, quando una qualsiasi persona affronta la recensione di un antologia sorge un secondo rischio, anzi un secondo dubbio su come affrontare la recensione stessa.
Un dubbio che riguarda sia i "cvitici", quelli bravi e certificati sia i cialtroni come me: nel parlare di un a raccolta si dovrebbero affrontare tutti i racconti parlandone oppure si dovrebbe affrontarne solo una manciata scegliendoli random tra quelli che sono piaciuti di più e quelli che invece hanno deluso maggiormente ?
Entrambe le strade presentano rischi e pongono dei limiti.
In questo caso, ve lo assicuro, sarei tentato di scegliere la prima strada anche perché i racconti sono tutti validi e tutti meritevoli di segnalazione, ma questo farebbe venir fuori un articolo troppo lungo, perfino per gli standard di Nocturnia quindi sceglierò una soluzione intermedia.
E me ne scuso con tutti i validi autori che magari non segnalerò.

Tecnicamente il volume è suddiviso in tre sezioni.
 I quattro racconti iniziali dei sono i primi classificati del XIX Trofeo RiLL a cui seguono quattro  racconti di provenienza straniera (vincitori dei premi europei gemellati col RiLL ) per finire con ulteriori cinque premiati di un altro contest parallelo chiamato SFIDA – altro premio organizzato dalla stessa associazione e riservato ai finalisti delle passate edizioni del concorso principale.


Si parte col racconto vincitore del'edizione che dà anche il titolo al volume: Perché Nulla Vada Perduto viene scritto dall'avvocato veronese Davide Camparsi, qui alla sua prima pubblicazione. Camparsi confeziona una buona storia di fantascienza con risvolti filosofici anche se in alcuni punti il linguaggio impiegato risulta un po appesantito. Tutto sommato una piacevole scoperta ed un autore da tenere d'occhio per il futuro.
Molto belli anche l' horror Il Tanatofono  del secondo posto Davide Carnevale e l'ucronico Parole Proibite scritto da Luigi Rinaldi che si aggiudica la terza piazza.
Nel primo dei due racconti citati, l'invenzione di un meccanismo che permette di comunicare con le persone appena decedute crea situazioni bizzarre e poco piacevoli, mentre il racconto di Rinaldi presenta una Roma alternativa in cui la vittoria del' Asse della Seconda Guerra Mondiale apre scenari inquietanti: ma se c'è una cosa che non cambia mai sono gli abissi e le vigliaccherie dell'animo umano.
Perlomeno di "certi" esseri umani.
Il pezzo più bello della raccolta però si rivela (almeno per me )  il racconto classificatosi al quarto posto I Silvani Non Dimenticano del veterano Luigi Musolino. Musolino sa toccare i tasti giusti confezionando un racconto a metà tra il fantasy e l 'horror lovecraftiano impreziosito anche dall'ambientazione nostrana ( i boschi del Piemonte e Torino in questo caso )

Luigi Musolino
Interessante anche la seconda sezione quella che presenta alcuni scritti trionfatori ad alcune manifestazioni internazionali nel' ordine: il Prix Masterton (Francia)   poi il premio NOVA (Finlandia), l’Aeon Award Contest (Irlanda) e il James White Award (Regno Unito).

Devo dire che questa è stata la sezione che mi ha sorpreso positivamente più di tutte, se ad esempio, conoscevo già di fama la coppia francese Sylvie MillerPhilippe Ward  autori del' orrorifico Sopravvissuto (racconto che cita ed omaggia il blues ed anche il Robert Johnson di cui abbiamo parlato Qui e Qui ), devo dire che la soddisfazione maggiore è arrivata da Blu Urali  scritto dal finlandese Tomi Jänkälä, un dark fantasy che ipotizza un mondo alternativo in cui i draghi esistono davvero e condividono il loro spazio vitale con gli uomini.
Convivenza che non lascia nessuno spazio alla poesia e dove ogni lezione di vista risulta clamorosamente amara.


Andrea Viscusi

Veniamo adesso a SFIDA, il Concorso parallelo, altri cinque racconti perfettamente godibili, tutti con lo stesso tema e titolo (quest'anno era La Conquista ). Dovendone sengalare uno tra tutti, cito quello dell'amico Piscu, al secolo  Andrea Viscusi.
Viscusi è un altro di quei pochi autori che con poche pennellate riesce a costruire una storia completa, in questo caso riesce a confezionare una storia con protagonisti personaggi decisamente fin troppo sfruttati (e spesso mal gestiti) come Ettore Majorana e Nikola Tesla riuscendo a dire qualcosa di nuovo, senza massacrare la sospensione dell'incredulità  del lettore.
Considerando il fatto che ormai sia Tesla che Majorana sono assurti al rango di eroi pulp  anzi di vere e proprie icone del più becero  complottismo (quello alla Mistero, per intenderci ) dove su di loro si è detto tutto ed il contrario di tutto, non era una cosa facile ottenere una storia che non avesse l'aurea del "già visto, già sentito e già letto" ed il risultato non era per niente scontato.
Viscusi però ci riesce, quindi complimenti a lui.

Perché Nulla Vada Perduto si rivela quindi una proposta valida su due livelli: da un lato riesce a dimostrare come nel nostro paese si riesca (ancora) a scrivere una buona narrativa fantastica, magari segnalando anche talenti locali che oltretutto (come nel caso di Musolino) spesso lavorano su ambientazioni e temi locali, dall'altro un tentativo, raro anch'esso qui da noi, di porsi come ponte tra quanto accade nel nostro paese e le realtà europee,  riferendosi in questo anche a mercati poco frequentati dagli editori italiani specializzati  come Finlandia; Irlanda Francia.
Insomma, un Antologia da tenere in considerazione.
.Con questo chiudo definitivamente questo lunghissimo post, invito comunque- se ne avessero voglia- gli autori pubblicati, ad intervenire e a dire la loro.

AA. VV.

PERCHE' NULLA VADA PERDUTO

PAG. 176, Euro 9.50


Edizioni RiLL \ WILDBOAR

ISBN 978-88-95186-41-2

Copertina  : Valeria De Caterini

6 commenti:

MikiMoz ha detto...

E sai una cosa? La terrò in considerazione!! :)

Moz-

Nick Parisi. ha detto...

@ MikiMoz
Non ci credo! Ti sto convertendo alla fantascienza? :D :D :D

occhio sulle espressioni ha detto...

Antologia da Nocturnia, marchio per entrambi.

Nick Parisi. ha detto...

@ occhio
Vero! Un antologia adatta per questo blog. ;)

Obsidian M ha detto...

Davvero interessante. Ho già letto qualcosa di Musolino e posso confermare che quello che scrive mette davvero i brividi.

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian Mirror
Io di Musolino finora avevo letto solo alcune traduzioni, ad esempio "I Vermi Conquistatori" di Keene fatta a suo tempo per le defunte edizioni XII, come scrittore è stata una piacevole sorpresa.

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