AGENTS OF S.H.I.E.L.D: LA PRIMA STAGIONE. - Seconda parte

Riprendiamo la nostra lunga analisi di Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D; se nel post PRECEDENTE ho affrontato una lunga ( e forse eccessiva ) digressione sulle premesse dietro alla produzione, se ho snocciolato un mare di dati ed  ho anche insistito molto sui nomi di molte delle guest star provenienti sia dall'Universo filmico della Marvel, sia dalle precedenti produzioni di Joss Whedon è stato semplicemente per inquadrare meglio la serie ed anche per far comprendere meglio molte delle aspettative che la messa in onda della prima stagione aveva generato nei fan.
Adesso però è arrivato il momento di arrivare al succo del discorso.
Cioè comprendere se la serie sia da considerarsi riuscita o meno.
Ecco, la risposta da dare può solo avere toni agrodolci, con una preponderanza della parte agra perlomeno per quanto riguarda la prima metà della stagione.

Cominciamo dall'inizio.

Uno degli elementi che determinano il gradimento o l'insuccesso di un serial sta nella composizione del cast, nella simpatia o antipatia che  tutti i personaggi generano nello spettatore e sopratutto nell'alchimia che si crea dall'interazione dei vari personaggi (e dei vari attori, questo non scordiamocelo mai)  tra loro.
Ora, se c'è stato uno sceneggiatore che in passato ha dimostrato di essere abilissimo nel gestire serie corali, questo è stato proprio Joss Whedon .
Lo scrittore newyorkese -se ci fate caso- nelle sue serie di maggior successo (ed anche quando gliel'hanno lasciato fare ) ha sempre seguito il medesimo schema: Buffy; Angel e- in misura minore - Firefly altro non sono che apologie della "famiglia allargata", in cui gruppi di adulti, non importa quanto diversi l'uno dall'altro, per un motivo o per l'altro decidono di condividere gli stessi interessi e gli stessi moduli abitativi.
 In più ogni personaggio whedoniano ha sempre avuto al suo interno un giusto mix tra ironia e fragilità. Nonché una certa dose di follia ed originalità.



Ma in questo caso, non solo molti dei personaggi, come lo stesso Coulson non sono farina del sacco di Whedon ma bensì creazioni di altri, sia perché come detto nel precedente articolo, va poi considerato anche che l'artista decide di lasciare le redini dello show al fratello Jed ed alla sua collaboratrice Maurissa Tancharoen ( e mi domando anche di quanta libertà creativa i due abbiano effettivamente goduto)
E la cosa risalta anche nella gestione dei personaggi principali dello show.
Ma vediamoli questi personaggi.

 Oltre al Phil Coulson interpretato da Clark Gregg, gli altri Agenti, anzi gli altri membri del main cast (come direbbero gli amerregani) sono: Chloe Bennet che interpreta Skye la bella hacker dal passato sconosciuto, Brett Dalton nel ruolo dell'Agente Grant Ward e per, quanto riguarda gli scienziati del gruppo, cioè il collettivo Fizt and  Simmons ad occuparsi di loro troviamo l'attore inglese Iain De Caestecker e la bella Elizabeth Henstridge. Mentre l' unico altro agente esperto del gruppo, ossia la glaciale Melinda May  i suoi panni vengono vestiti da quella che è forse l'attrice più conosciuta  al pubblico generalista, sto parlando della cino -americana Ming -Na Wen, qui  comunque lontana anni luce dalle atmosfere e dai toni di E.R.

Ilshowrunners decidono inizialmente di concentrare i loro sforzi principalmente sul mistero legato al mistero del ritorno dell' Agente Coulson dando il via prima ad un pilot, piacevole e coinvolgente quanto si vuole ma che non fa certo gridare né al miracolo né al capolavoro e poi ad una decina di episodi auto-conclusivi che risultano decisamente piatti ed impersonali.

E questo limite, sempre all'interno della prima decina degli episodi, si riflette nella gestione dei personaggi.
Assistiamo così ad una  caratterizzazioni così rigida e manichea da far sembrare le personalità di ogni personaggio  tagliate con l'accetta. Anzi peggio, quasi come se ognuno di loro fosse stato pensato tenendo conto del Manuale Cencelli per il Perfetto Personaggio Scontato.
Per cominciare, Fitz e Simmons sono i classici prototipi del genietto disadattato, due tipi"secchioni" quanto basta, con lui immancabilmente innamorato di lei.
Come se non bastasse questi characters dovrebbero rappresentare lo sguardo nerd che Whedon ama inserire nelle sue serie.
Peccato che questa volta lo "il punto di vista nerd" risulti quasi parodistico ed assolutamente controproducente ai fini della fascinazione del telespettatore.
  Invece Skye altro non è che l'ennesimo esempio di idealista e ribelle all'autorità, senza dimenticare il piccolo particolare che la ragazza risulta segnata però dall'abbandono familiare (lo stereotipo degli stereotipi televisivi) e portatrice sana dell'ennesimo mistero legato ad eventi passati,.
Mentre il giovane e mascellone Agente Ward viene descritto inizialmente come il prototipo del difensore con ogni mezzo dell' American Way of Life.
Insomma, la resa totale e e interpretazioni  risultano decisamente anonime, con l'unica eccezione del già ricordato Clark Gregg, che praticamente da solo regge le sorti della maggior parte delle prime indagini. Quello che manca totalmente, che anzi sembra forzato quando provano ad immetterla  è l'alchimia tra i personaggi, per una volta quindi il miracolo dello"schema da famiglia allargata" whedoniano, sembra non ripetersi.
Perlomeno non subito.
Perlomeno non all'inizio.



Non che la serie risulti fallimentare o peggio brutta, anzi nella prima decina di episodi ve ne sono comunque alcuni decisamente dignitosi, così come ce ne sono un paio anche abbastanza ironici peccato che ci siano anche - ed in misura maggiore - diversi momenti noiosi e disequilibrati.

Però, ed è giusto dirlo, quando sembra che tutto si sia assestato verso un determinato status quo, quando sembra che i binari si siano assestati sul livello di un aurea mediocritas,  nel momento in cui gli spettatori sono ormai convinti di sapere tutto quello che c'era da sapere nei confronti della serie e dei suoi protagonisti..ecco che tutto questo viene improvvisamente stravolto.
E sarà uno stravolgimento clamoroso, totalmente inaspettato.
Quanto questo stravolgimento fosse stato previsto fin dall'inizio o quanto invece sia dovuto alle numerose critiche ricevute (e ai cali di ratings televisivi americani) questo non è dato sapere, resta il fatto che a partire dalla seconda metà della stagione produttori e sceneggiatori cambiano completamente ritmo.
E se la giocano bene.

Quello che di sicuro aiuta sono i collegamenti con le vicende di Captain America : The Winter Soldier, il che permette la creazione di numerose sottotrame ulteriori,  compreso il coinvolgimento dell' HYDRA cosa che fornisce una giustificazione a diversi degli eventi avvenuti in precedenza, in più grazie a questo espediente la gestione dei personaggi cambia, approfondendosi verso livelli finalmente meno anonimi e scontati.
Per non parlare del valore aggiunto - e conseguente giustificazione della sua esistenza - che gli utimi episodi  forniscono al villain della stagione, il misterioso Chiaroveggente ( "Clairvoyant" nella versione originale)  decisamente anche questo gestito in maniera non propriamente brillante fino a quel momento.
Insomma, non siamo sicuramente al bruco che si trasforma in farfalla, ma un certo positivo miglioramento c'è.
Ed al contempo vengono messe le basi per successive evoluzioni.
Evoluzioni, per Coulson, per Skye, Per Fitz,  per Ward più degli altri ma principalmente per lo S.H.I.E.L.D stesso che si ritrova minato nelle sue stesse basi




In definitiva, Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D . è una serie che merita di essere seguita?
La risposta è contemporaneamente positiva e negativa anche in questo caso.
Se siete appassionati  dei comics della Marvel sicuramente avrete qualche motivo in più per apprezzarla, se aggiunto a questo siete spettatori del Marvel Cinematic Universe e volete seguire i collegamenti che la serie ha con esso allora l'interesse potrebbe aumentare.
Anche in quel caso però dovrete comunque tenere conto che vi troverete davanti ad un prodotto non certamente perfetto e che si è preso il suo tempo per ingranare.
Piacevole quanto si vuole, ma con le sue pecche.

Per tutti gli altri...beh almeno all'inizio ci sarà da avere un poco di pazienza in più, pensando ad un qualcosa che poteva essere ma che ha raggiunto solo in minima parte e solo verso il finale i suoi scopi iniziali.
Per conto mio una possibilità alla seconda stagione gliela darò volentieri.

8 commenti:

Tenar ha detto...

Devo dire che a me la serie, pur con i limiti che hai sottolineato, non dispiace, sopratutto dal cambio di ritmo di fine prima stagione.

Obsidian M ha detto...

Pur appassionato del mondo Marvel non sono mai riuscito ad entrare in sintonia con le vicende dello SHIELD. Nn sono mai riuscito a farmi coinvolgere da Nick Fury e company e, anzi, spesso e volentieri mi sono sempre chiesto il significato della loro esistenza nel mondo supereroistico. E pensare che per un lungo periodo (almeno tre anni) ho speso un sacco di soldi nei Marvel, comprando regolarmente tutte ma proprio tutte le serie...

Nick Parisi. ha detto...

@ Tenar
Ciao e benvenuta sul blog!
Io sono convinto che sia stato quel cambio di ritmo a salvare la serie; un dettaglio interessante lo racconta lo stesso Brett Dalton, l'attore che interpreta Ward nelle parti speciali del DVD che raccoglie la prima stagione. L'attore racconta infatti di essere stato convocato in tutta fretta dai produttori praticamente poco prima che fossero consegnati i copioni ed allora e solo allora di aver saputo cosa intendevano fare del suo personaggio. Quindi penso che la scelta di far trasformare Ward non fosse pianificata ma sia venuta improvvisamente per dare uno scossone a tutto quanto.
Ad ogni modo è stata davvero una idea geniale.

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian Mirror
Nick Fury è uno di quei personaggi nati durante la Guerra Fredda in chiave propagandistica, diciamo che all'epoca poteva avere un senso maggiore col tempo logicamente hanno dovuto adattare la cosa ai tempi che cambiavano, non sempre ci sono riusciti....

PiGreco ha detto...

Premetto che non sono un appassionato dei comics della Marvel e ho seguito praticamente tutto il Cinematic Universe (Iron Man vince tutto!), ma, all'inizio, ho mantenuto le distanze da questo telefilm. Non per motivi di chissà quale profondità, più che altro per l'impegno di star dietro ad una serie a puntate (tempus fugit).

Poi mi son lasciato convincere e me la sono abbastanza sbranata :D

Non per sminuire quanto da te scritto specialmente nel precedente post*, ma il mio approccio è stato del tutto svincolato dalle considerazioni fatte. È una mia abitudine farlo, proprio per non partire in qualche modo prevenuto, cercando di godermi passo per passo quanto mi viene proposto.

Detto questo, per rispondere alla tua domanda finale, direi che questa serie merita sì di essere seguita, si lascia guardare nonostante i punti morti citati, proprio perché vengono annullati in un attimo dalla sorpresa e dai nuovi innesti improvvisi.

Sarebbe bello discutere anche di qualche fail sparso qui e là più nel dettaglio, rischiando clamorosamente di spoilerare "robbbbba buona", ma rimanderei a data da destinarsi. Leggo infatti che ti manca la seconda stagione...

Beh, affrettati che sta per iniziare la terza :D


*precedente post per cui vanno a te i miei complimenti: dettagliatissimo e con qualche input che non avevo considerato (post visione e trattazione con amici appassionati). Attenderò impaziente l'analisi della seconda stagione ;)

Nick Parisi. ha detto...

@ PiGreco
Tanto per cominciare, scusa per il ritardo nella risposta, ma solo adesso sono riuscito a liberarmi!
Per quanto riguarda le tue osservazioni: figurati altro che sminuire! :)
A me fa sempre piacere il confronto sopratutto quando è civile e motivato!
Io penso che tutta la differenza di vedute sta proprio nella differenza di approccio, che ogni persona applica.
Ti dico anche che, io personalmente, da vecchio appassionato di serie televisive "tout court" ( dai tempi di UFO e Il Prigioniero, per capirci) ero partito assolutamente neutro, proprio perché ogni serie fa storia a se ed è frutto dell'apporto di centinaia di persone.
Io penso che, per quanto riguarda il caso specifico di Agents of S.H.I.E.L.D gli sceneggiatori ed i produttori fossero partiti con l'intenzione di seguire una data linea narrativa, poi in corso d'opera si sono resi conto che quella linea non piaceva e non convinceva gli spettatori e hanno dovuto trovare una soluzione alternativa.
In questo sicuramente sono stati geniali, questo si.

Per quanto riguarda spoiler e fail, di solito preferisco non farne nei miei post, però se vuoi ne possiamo parlare nei commenti.
Uno dei miei difetti è che seguo numerose serie contemporaneamente, per questo sono in arretrato con la seconda stagione. ;)

PiGreco ha detto...

@nick: ritardo? ma ci mancherebbe, mica c'è una scadenza :P

Può anche essere che avessero studiato tutto a tavolino prima, ottenendo l'effetto sperato... mi sa che non lo sapremo mai :D

C'è sempre tempo per recuperare le serie (perlomeno è questo che mi ripeto spesso e volentieri :P), come ce ne sarà per notare gli inciampi o gli escamotage che vedremo man mano ^_- aspetto tue nuove alla fine della seconda stagione :D

Nick Parisi. ha detto...

@ PiGreco
Tutto è possibile, probabilmente non sapremo davvero mai la verità---:D
Una cosa interessante, però l'ha raccontata lo stesso Brett Dalton (come dicevo prima a @ Obsidian M.) gli attori hanno saputo solo all'ultimo momento del cambio di strategia, certo gli attori sono sempre gli ultimi a saperlo, ma il dettaglio rimane interessante. ;)

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