STAR TREK ACADEMY: ROTTA DI COLLISIONE.

Siamo nell'estate del 2249 nella nebbiosa San Francisco del futuro.
Colui che diventerà il capitano James Tiberius Kirk al momento è solo un diciassettenne indisciplinato e pieno di rabbia, bersaglio del rancore del giovane è sopratutto la Flotta Stellare, che agli occhi di Kirk, è stata totalmente incapace di fermare il massacro di civili su Tarsus IV dal crudele governatore Kodos durante la peggiore carestia che l'umanità ricordi.
Kirk, lui stesso uno dei pochi sopravvissuti di Tarsus IV ha giurato a sé stesso che non metterà mai più piede nello spazio.  Per amore di una giovane cadetta della Flotta Stellare  Kirk e il suo imbelle fratello Sam decidono però di investigare su un misterioso furto.
Nella stessa San Francisco muove i primi passi un confuso Spock ossessionato da tutta una serie di crimini all'ambasciata vulcaniana, furti che potrebbero coinvolgere il suo stesso padre: l'ambasciatore Sarek.
Sarà solo una misteriosa minaccia che potrebbe mettere fine alla stessa esistenza della Federazione a costringere due ragazzi che a stento si sopportano ad unire il loro cammino.


Provo sensazioni ambivalenti nei confronti dei libri tratti da serie televisive, in particolar modo da quelli basati sul franchise trekkiano. Al loro peggio le novellizzazioni e i tie-in stravolgono completamente i  personaggi, le ambientazioni e la filosofia di base dell'universo creato da Gene Roddemberry risultando così solo vuoti contenitori frega-soldi.  Nei casi milgiori invece,  quando sono scritti bene, quando l'autore dimostra di conoscere appieno tutti i meccanismi e la continuity di Star Trek o  nei casi in cui lo scrittore riesce ad innestare le sue idee al tessuto preesistente senza entrare in conflitto con quanto già avvenuto prima ( ad esempio Peter David con la sua New Frontier ) allora vengono fuori degli onesti e godibili romanzi in grado di divertire e di far passare qualche ora di svago al lettore.
 E Poi, a metà del guado ci sono i romanzi scritti da William Shatner.



Infatti da quando ha alternato la scrittura alla sua attività di attore, l'ex capitano Kirk ha sfornato una manciata di volumi dedicati alla serie che lo ha reso famoso. Molto spesso in collaborazione con i coniugi Judith e Garfield Reeves-Stevens.
Ora il pregio maggiore del terzetto di autori è senza dubbio la loro sinergia: Shatner è indubbiamente un discreto ed alle volte anche buon plotter, se la cava egregiamente anche nella costruzione dei dialoghi, ma ha dei limiti come writer.
Ed è in questo che suppliscono i coniugi Reeves-Stevens -  scrittori,  produttori e sceneggiatori di molte serie televisive- che invece nonostante le entusiastiche dichiarazioni di ammirazione da parte colleghi come Stephen King, invece hanno il problema opposto.

Ma la scrittura di Shatner ha anche un altra evidente peculiarità: è -ed è quasi scontato dirlo- estremamente kirk-o-centrica. Il personaggio da lui interpretato diventa nei suoi romanzi, quasi un deus ex machina immortale ed invincibile, gli altri personaggi letteralmente scompaiono, diventano al massimo comprimari o semplici spettatori.Un esempio lampante di questa tendenza è la trilogia Figli del Paradiso di qualche anno fa, in cui Shatner evidentemente scontento per la morte di Kirk avvenuta nel finale del film GENERAZIONI  fa risorgere  il personaggio e gli fa sconfiggere praticamente da solo i temuti Borg . 
Idea questa, della resurrezione di Kirk, che se da un lato ha deliziato i trekkie duri e puri, dall'altra ha costretto la Paramount  (nonché la Pocket Books, oltre a chiunque altro sia depositario della "continuity Trek) a rilasciare dichiarazioni tese a chiarire che, "pur apprezzando le opere in questione si trattava solo della personale visione dell'autore". Questo mentre altri lettori, più pragmaticamente, si sono limitati a coniare la definizione di Shatnerverse per il corpus delle opere letterarie di Shatner e dei coniugi Reeves-Stevens.


Veniamo adesso a questo STA: Rotta di Collisione (Titolo originale Collision Course del 2012 ):  in un certo senso lo possiamo considerare la risposta di Shatner allo STAR TREK di J.J. Abrahams: infatti  vengono recuperate le origini di Kirk e di Spock, e contemporaneamente vengono infrante molte delle certezze precostituite dagli appassionati della serie classica riguardo alle idee che ognuno si è fatto sul primo incontro tra i due, questo in una versione che al tempo stesso ricostruisce e decostruisce sia la serie classica sia il film di Abrahams.



Operazione rischiosa, perchè se un James T. Kirk adolescente ed indisciplinato può anche risultare credibile, se anche può risultare quasi ovvia la ricreazione di uno Spock diciannovenne, non ancora pienamente maturato nel suo lato vulcaniano ed in pieno conflitto col padre Sarek, risulta meno credibile l'idea di un Kirk mago dei computer e della tecnologia in grado di hackerare qualsiasi ogni tipo di apparecchiatura incontri per tutta la durata del volume
(la visione Kirk-o-centrica, remember ?)

Star Trek Academy: Rotta di Collisione ha comunque i suoi punti di forza: è un discreto romanzo d'azione (ed in questo ritengo che vadano riconosciuti grandi meriti ai coniugi Reeves-Stevens ), ha un ottima caratterizzazione di tutti i personaggi, anche quelli più secondari, anzi potrebbe essere letto benissimo anche dai non appassionati di Star Trek.
In più per la gioia dei fans ecco numerose citazioni ed omaggi alla serie Enterprise, ecco anche un cameo del Comandante Pike, nonché dell'astronave più famosa di tutta la storia della fantascienza.
  Rotta di Collisione in definitiva è una sorta di romanzo di formazione, una vicenda che porterà sia Spock che Kirk a riconsiderare le proprie idee iniziali nei confronti della Federazione. Il secondo passerà da un iniziale rancore nei confronti della Flotta Stellare considerata come una organizzazione ipocrita e fallimentare -un odio fomentato dalle vicende e dalle stragi di Tarsus IV, un episodio fondamentale della serie classica e che qui riviviamo  pagina dopo pagina tramite i ricordi di Kirk stesso fino all'ammirazione ed all'accettazione dei valori della stessa nel momento in cui per la prima volta si trova a difenderla.
 Mentre il vulcaniano dovrà affrontare il primo dei tanti confronti tra la sua natura aliena e le materne eredità terrestri. Senza contare l'evoluzione del rapporto tra i due: dal' iniziale fastidio, se non vera e propria antipatia, con cui Spock considera Kirk con cui è costretto ad allearsi mentre investiga su degli strani furti all'ambasciata vulcaniana sulla Terra, fino a concludersi con una sorta di rassegnata ammirazione del vulcaniano nei confronti del terrestre.
Ancora lontani dall'amicizia che sarà, ma già incamminati, se non altro nel cominciare a comprendersi.

NOTA: A lungo nei primi anni 2000 si era vociferato sulla possibilità di mettere in cantiere di una serie televisiva dedicata al'Accademia della Flotta Stellare. Lo stesso Shatner aveva proposto ai vertici della Paramount alcuni concept poi riciclati in questo  Star Trek Academy: Rotta di Collisione. Visto però il fallimento commerciale degli ultimi film della saga e, complice anche il naufragio della stagione finale di Enterprise, il progetto non è mai andato in porto.
NOTA 2: Di Rotta di Collisione  è già stato anche annunciato almeno un seguito in America.

STAR TREK ACADEMY: ROTTA DI COLLISIONE
Autori: William Shatner con Judith & Garfield Reeves-Stevens
Edizioni ULTIMO AVAMPOSTO. Pagine 338 in volume cartaceo.
 Anno 2013             Euro: 14,00 ISSN 1594-1884.

4 commenti:

Argonauta Xeno ha detto...

Quando la Paramount decise di accantonare per alcuni anni il franchise, furono rese noti alcuni progetti presentati per nuove serie ST. Uno era questo, che sinceramente non avrei apprezzato. Un altro era quello di Rick Berman & allegra combriccola, ambientato durante la guerra tra Federazione e Impero Romulano, che avrebbe dovuto prendere una piega un po' più bellica. Forse ce n'era anche un terzo. La proposta di Shatner ricorda un po' il tentativo di Richard Hatch di resuscitare Battlestar Galactica - inutile ricordare che poi lo fecero con un remake che ha avuto un grande successo. Forse è un bene che ST abbia preso un'altra strada, anche se spero che un'eventuale nuova serie televisiva scelga di andare oltre, e non ripetere le stesse storie idee come i due film di Abrams e l'ultima stagione di Enterprise.

Nick Parisi. ha detto...

@ Salomon
Mi dai l' occasione per poter dire la mia su Enterprise e sui film di J.J. Abrahams.
Per quanto mi riguarda Enterprise è stata un occasione sprecata. Certo molti singoli episodi erano piacevoli ed i personaggi ben fatti. Però l' intero impianto della serie è stato totalmente lacunoso in più parti.
Mentre - e qui molti appassionati duri e puri mi linceranno- non sono un grande fans della versione alternativa fornita dai due film di Abrahams.
Riguardo a Galactica, non tutti sanno che anni prima che arrivasse Ron Moore l' attore Richard Hatch effettivamente girò (pagandole di tasca sua e convincendo alcuni attori della prima Galactica ad interpretarle) alcune scene di una sua versione per un remake di Galactica.
Per quanto ne so Hatch ha passato anni a proiettarle alle varie convention nel tentativo di raccimolare fondi.
Ho amato la versione di Moore, però sarei stato curioso anche di capire cosa sarebbe stato in grado di produrre Hatch.
Ad ogni modo è bello scoprire quanto attori come Shatner e Hatch siano legati alle serie che gli hanno dato notorietà.

Il Moro ha detto...

Io sono uno di quelli che adora i romanzi di Shatner, pur riconoscendo la loro kirk-centicità. Questo non l'ho ancora letto, quindi credo proprio che lo cercherò!
Il Moro

Nick Parisi. ha detto...

@ Moreno Pavanello
Di Shatner ho apprezzato molto la trilogia de I Figli del Paradiso, il "nostro" non scrive male, basta per l' appunto, passar sopra a quei momenti in cui la Kirkocentricità diventa eccessiva.
Sono contento di averti fornito un consiglio per le tue letture.

Ricordando il passato

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