INTERVISTA CON FABIANO AMBU

E' con un enorme piacere che vi presento l'intervista concessami dal disegnatore Fabiano Ambu.
Con questa conversazione il blog ottiene un altro risultato importante, ringrazio quindi il mio intervistato che, pur essendo oberato di lavoro, è riuscito a ritagliarsi uno spazio per poter rispondere alle mie domande - e sapete bene che le mie interviste non sono certo né brevi né leggere, anzi semmai sono fin troppo corpose. Però ogni volta che si arriva alla fine mi rendo conto di come la soddisfazione sia sempre reciproca, che non solo io ma anche il mio intervistato di turno,  si consideri sempre estremamente contento del risultato finale. Così è stato anche oggi, grazie ad Ambu ( o Capitan Ambù, come piace farsi chiamare sul suo blog)
Potrete trovare un piccolo ritratto del disegnatore proprio QUI,
Come sempre buona lettura. ..e alla prossima!


Nick: Ciao Fabiano, benvenuto su Nocturnia e grazie per aver accettato l'intervista. Per cominciare ti chiedo di parlarci dei tuoi inizi:: quand'è che hai capito che avresti voluto fare il disegnatore?

Fabiano Ambu : Fare il disegnatore è una scelta di vita, sopratutto agli inizi è molto dura da affrontare a causa dei pregiudizi riguardo a tutte le professioni legate all'Arte ed all'intrattenimento. L'esprimersi e comunicare attraverso le arti è un'esigenza che fa parte della natura umana, se la vita fosse concepita solo per accumulare “cose” non avrebbe senso di essere vissuta. Faccio fumetti da quando ho iniziato a leggerli, mi ritengo un buon professionista, trovo che il mestiere di intrattenere e far sognare altre persone sia più importante di quello di un giocatore in borsa.

Nick:  Quali sono stati i disegnatori e i fumetti che ti hanno maggiormente influenzato, naturalmente puoi citare anche libri, film serie televisive e tutto quanto ti venga in mente.

Fabiano:  Ho iniziato a leggere gli albi americani della storica Editoriale Corno, ho iniziato copiando i disegni di John Romita, Ross Andru etc. La mia curiosità non si è mai fermata, sono passato alla lettura dei fumetti della Sergio Bonelli Editore iniziando con Zagor, poi Dylan Dog, Martin Mystere, Nathan Never fino a Dampyr. Non mancavo mai di acquistare la rivista Corto Maltese è proprio grazie a questa che ho conosciuto i miei autori di riferimento. Rientrano nella mia formazione professionale, Dino Battaglia, Sergio Toppi, Gianni De Luca. Ultimamente osservo con attenzione Sean Gordon Murphy, J.H.Williams III, Matteo Scalera, Luca Rossi, Corrado Mastantuono, Massimo Carnevale e naturalmente il mio collega dell'Artists Alley² Alessandro Bocci.


Nick:  Il tuo esordio professionale avviene nel 2006 quando realizzi il numero 7 de L'Insonne . Come sei arrivato a disegnare il personaggio di Giuseppe Di Bernardo? E come ti sei approcciato al personaggio di  Desdemona Metus ?

Fabiano:  Ho iniziato a lavorare su l'Insonne passando attraverso le prove per Dampyr, ma non essendo ancora pronto per il grande salto, fui proposto a Giuseppe Di Bernardo come disegnatore per la sua serie. Giuseppe ha un grande talento per far crescere dei professionisti solidi grazie al suo amore per il media fumetto. Desdy Metus è un personaggio con grandi potenzialità, purtroppo è incappato in realtà editoriali sbagliate, mi auguro che prima o poi possa essere recuperato da qualche editore illuminato che dia il giusto merito a questo fumetto tutto italiano.

Nick:  In seguito lavori per la "Star Comics", in particolare per  Nemrod la serie realizzata da Fabio Celoni e Andrea Aromatico. Ci vuoi raccontare come sei entrato a far parte dello staff della serie?

Fabiano :  Nemrod mi venne proposto da Fabio Celoni durante una Mantova Comics. Fabio dopo aver visto il mio lavoro su l'Insonne mi propose di fare una prova, superata questa mi sono ritrovato con la grande responsabilità di lavorare sul secondo numero immediatamente dopo il suo. Fabio come Giuseppe ha la grande capacità di trasmettere la sua esperienza, per quanto i ritmi fossero frenetici ed il tempo tiranno, il risultato, con tutte le ingenuità del caso, fu abbastanza buono. Il successivo albo Nemrod numero otto Shaman ha decretato il mio ingresso in Bonelli come autore di Dampyr.


Nick:  Nemrod , pur con alcune evidenti ingenuità, ha rappresentato la prova che è possibile un fumetto popolare di qualità  al di fuori dalla Bonelli. A distanza di anni che ricordi ti ha lasciato quella serie?

Fabiano:  Nemrod mi ha lasciato dei bei ricordi, dovuti ad una splendida collaborazione professionale e una grande crescita tecnica grazie ai consigli di Fabio Celoni. Ma il maggior pregio di quella collaborazione è stata l'amicizia nata con Fabio.


Nick:  Nel 2009 entri a far parte della Bonelli, di cui hai sempre dichiarato di apprezzarne i fumetti realizzati, in particolare Dampyr. Di Dampyr l'anno successivo ne realizzi il numero 121 (La Casa di Faust). Cosa ha significato per te il poter disegnare un personaggio tanto amato?

Fabiano:  Disegnare Dampyr è stato la realizzazione di un sogno, un traguardo che è costato tanta fatica e rinunce. Una soddisfazione data dal raggiungimento di un obbiettivo ottenuto con il merito, senza i classici sorpassi all'italiana e per questo motivo me ne vanterò sempre. Ho scelto di disegnare Dampyr, volevo lavorare con Mauro Boselli mi piace molto il suo modo di scrivere trovo che sia una vera superstar del fumetto italiano, una di quelle che lo dimostra con i fatti e non le chiacchiere.

Nick:  Tra quelli realizzati da te il mio preferito rimane però il 148, ( Nella Fortezza dei Naphidin)Il tuo tratto ben si adatta alle atmosfere spesso molto oniriche della serie, quindi ti vorrei chiedere qual'è il tuo personaggio preferito all'interno della saga e perché?

Fabiano:  Se proprio mi trovo costretto a fare una scelta Tesla è sicuramente il personaggio che prediligo. Trovo che Kurjac sia quello più vicino al mio carattere, invece Tesla è sempre capace di sorprendermi, decisa, forte ed intelligente, una vera donna da fumetto.


Nick:  Veniamo al lato tecnico del tuo lavoro: che tipo di carta utilizzi? Preferisci usare il pennino o il pennarello o usi tecniche digitali? E quanto tempo impieghi mediamente a realizzare una tavola?

Fabiano:  Utilizzo qualsiasi mezzo ritengo utile per raccontare, preferisco una carta un po' ruvida per il disegno a china, tendo ad avere un disegno sporco ed istintivo, mi piace che ogni tanto il caos prenda il sopravvento sul disegno, adoro le sorprese. Uso pennelli in martora, pennini, pennarelli, spugnette, carta, dita e tutto quello che trovo sul mio tavolo. Uso anche il digitale trovo che ogni tecnica possieda un suo fascino e tendo a essere incuriosito dall'utilizzo. Per realizzare una tavola occorrono tempi che variano molto dalla complessità, in quest'ultimo periodo in un giorno o due chiudo una tavola, su La Fortezza dei Naphidim ho realizzato una tavola anche in tre giorni.


Nick:  Ci descrivi una giornata "tipo" di Fabiano Ambu?

Fabiano:  Mi alzo, rispondo a mail e sbrigo i soliti impegni di routine poi vado in Pseudostudio (lo studio in cui lavoro con altri colleghi) e disegno, cerco di stabilire un ritmo di lavoro tra Dampyr e altri impegni in modo da non tralasciare nulla. E' sempre difficile gestire il tempo per un disegnatore ma occorre un po' di disciplina, purtroppo all'ultimo ci si ritrova sempre a correre. Poi si torna a casa, a fasi alterne gioco a basket, vedo film, leggo e faccio corsi di fumetto. Ho calcolato che il giorno più libero della settimana è il venerdì dopo le 20.


Nick: Tra tutti i disegnatori italiani sei uno di quelli più attivi sul web, secondo te cosa ha portato in meglio o in peggio la rete nell'attività quotidiana di un artista? E qual'è il tuo personale rapporto con la rete?

Fabiano:  La rete c'è ed io faccio comunicazione ed intrattenimento, non posso fingere che internet non ci sia, devo conoscerla e mi diverte utilizzarla. Il web è una grande risorsa e proprio grazie ad esso che sono riuscito a promuovermi e realizzare tanti progetti, come Artists Alley² , Pseudostudio, mostre e auto-produzioni.

Nick:   Molti tra i tuoi colleghi disegnatori e sceneggiatori affermano di non riuscire ad avere più tempo di seguire la produzioni altrui con regolarità, una volta diventati professionisti, tu invece come ti regoli? E quali tra i tuoi colleghi segui con maggiore attenzione ed interesse?



Fabiano:  Che il tempo si riduca col passare degli anni è un dato di fatto, che questo però incida sulla possibilità di seguire le produzioni altrui è ridicolo, più che al tempo il problema va imputato alla pigrizia, o all'ego, quello vero non quello nascosto dalla maschera della bontà e della gentilezza. Io mi regolo acquistando fumetti di tutti i generi, a volte non riesco a leggerli tutti, ma osservo il lavoro dei miei colleghi e mi aggiorno sulle tecniche. Seguo come ho gia detto Sean Gordon Murphy con molta attenzione e trovo molto interessante il lavoro di Matteo Scalera, mi piace l'uso del dinamismo, ma ne seguo talmente tanti da non riuscire ad elencarli tutti.

Nick:   Da anni non si fa altro che parlare di crisi del fumetto italiano, e i segnali anno per anno non sono certo molto incoraggianti con la diminuzione  delle tirature e la chiusura di diverse testate che ha colpito negli anni scorsi anche la Bonelli. Qual è la tua opinione sullo stato di salute del Fumetto Italiano?

Fabiano:  Siamo messi maluccio, viviamo un in un Paese non paese, fatto di esterofilia, superficialità e degrado culturale. Tutto quello che pone in condizione di far lavorare la testa viene visto come noioso, a partire da chi dovrebbe educare. C'è una corsa al ribasso, all'utilizzo di linguaggi sempre più semplici e indirizzati verso un analfabetizzazione della comunicazione. Il fumetto è parte di tutta una serie di media in crisi dovuti a questo degrado, le persone non leggono per pigrizia e non riescono a comprendere che in questo modo si impoveriscono, diventiamo sempre più provincia del mondo. Il fumetto italiano vive nel terrore della perdita di lettori e quest'immobilità non aiuta affatto, si investe troppo poco sul prodotto italiano e spesso male. Si cerca sempre di scimmiottare generi o stili, facendo corsi di fumetto vedo numerosi talenti standardizzati in un gusto orientale mediocre e privo di gusto artistico, senza anima e personalità. Non amo le scimmiette, quelle che scelgono la strada facile, fatta di disegni mediocri e facilmente riproducibili per farsi dire bravi da amici e parenti, purtroppo il loro disegno è sempre un sottoprodotto che fa provincia. L'Arte, termine ormai abusato, è fatto di curiosità e sperimentazione e non di mera riproduzione di canoni già abusati, e aggiungerei mediocri. L'Italia ha un panorama artistico di tutto rispetto ed una storia che fa scuola in tutto il mondo, oggi manca il carattere e l'intelligenza per riprendere quel discorso. Temo che tutta questa becera esterofilia e scimmiottamento ci porteranno ad una periferia artistica che potrebbe cancellare la nostra identità rendendoci sempre più mediocri. Il fumetto italiano è fatto di grandi autori e tanta qualità, se uccidiamo questo patrimonio saremmo ancora più poveri. Sarebbe opportuno ricordarsi delle nostre origini e delle nostre peculiarità, forse potremmo dare nuovamente lustro al nostro fumetto.

Nick:  Quale tra le tue opere consiglieresti a qualcuno che non ha mai letto niente di tuo e quale tra le tue opere oggi, col senno di poi, non realizzeresti più?

Fabiano:   Oltre i miei Dampyr consiglierei vivamente di recuperare Il Massacro del Circeo realizzato con Leonardo Valenti, un fumetto molto ben riuscito per quanto mi riguarda. Poi tutte le mie auto produzioni, Storie Metropolitane e Claudio Re, fumetti realizzati in degli sketchbook in metropolitana a Milano e in teatro mentre lavoravo come tecnico luci. Consiglio vivamente le matite di Dampyr la Casa di Faust volume speciale in formato A4 in tiratura limitata, Pop- Storia Di Un Marinaio rivisitazione del personaggio di Popeye e Josif testimonial di Cartoomics 2014 diventato un fumetto scritto da Davide Barzi e colorato da Rosa Puglisi. Realizzerei tutto ma qualcosa in modo differente, Il Massacro del Circeo ad esempio preferirei quasi averlo auto prodotto, forse avrei ottenuto un miglior trattamento e maggiore padronanza sulle scelte creative. Ogni opera comunque verrà valutata nel tempo e solo allora si vedrà se quello che ho realizzato ha un valore artistico, fino a quel momento occorre realizzare fumetti e credere nelle proprie capacità.


Nick:  Progetti futuri: a cosa stai lavorando adesso? E sopratutto ti rivedremo all'opera su nuovi numeri di Dampyr?

Fabiano:  Ho terminato una storia di Dampyr scritta da Samuel Marolla che uscirà nel Maxi Dampyr quest'estate e sto lavorando ora ad una storia scritta da Mauro Boselli. Sto preparando il seguito di  Pop- Storia Di Un Marinaio e il seguito di Josif il Gorilla Spaziale Russo, oltre a realizzare alcuni manifesti per il Fermo immagine Museo del manifesto cinematografico e per il Wow Museo del fumetto di Milano. Ho in cantiere la partecipazione ad alcune mostre ed eventi legati al fumetto.


Nick:  Sono  molto incuriosito dalla tua attività nel Settore Teatrale. Ti va di parlarcene?

Fabiano:  Il Teatro è stata una delle più belle esperienze di sempre, mi ha formato caratterialmente e mi ha dato un grande insegnamento sulla responsabilità e sulla collaborazione, sull'importanza di raggiungere degli obbiettivi senza mai tirarsi indietro. Ho fatto il tecnico teatrale come attrezzista, macchinista e direttore di scena è stato un bellissimo periodo della mia vita che mi ha fatto conoscere tante persone valide e vere, lo consiglierei come disciplina per tutti. Se alcuni fumettisti facessero un periodo di lavoro a teatro forse avrebbero più a cuore la professionalità del loro mestiere, perché realizzare fumetti non è una fortuna o un gioco ma una professione di tutto rispetto.


Nick:  Bene Fabiano, è tutto. Ti ringrazio per tua disponibilità ed anche per aver "sopportato" questa lunga intervista, nel salutarti mi accomiato da te con la classica domanda finale di questo blog: c'è una domanda alla quale avresti risposto volentieri e che io invece non ti ho rivolto?

Fabiano:  Ringrazio te per l'intervista e mi scuso per l'interminabile attesa a cui ti ho sottoposto. Forse c'è una domanda a cui avrei risposto volentieri, ed è questa:
Quali azioni proporresti per attirare l'attenzione di nuovi lettori sul fumetto italiano?
Regalerei fuori dalle scuole (nel rispetto dell'età e della sensibilità dei ragazzi) i numeri uno dei nuovi fumetti, magari anche gli album delle figurine come si faceva un tempo, perché i nuovi lettori si cercano dove si è più abituati a leggere. Proporrei ai colleghi autori di sporcarsi più le mani e riconquistare gli spazi all'interno delle manifestazioni di fumetto dialogando coi futuri lettori e non giudicandoli con superficialità. Proporre e rischiare su fumetti italiani con tematiche nuove invece di importare tutto dall'estero, perché ora si può far meno degli autori un domani anche degli editori, uccidendo così un mercato fiorente. Spingere sull'esportazione del fumetto di qualità italiano, se importiamo dobbiamo essere in grado anche di esportare altrimenti riempiamo di scimmiette questo paese. Da parte dei grossi editori creare un'etichetta alternativa per poter far crescere i nuovi talenti invece di abbassare la qualità dei propri prodotti, l'unico terreno in cui il fumetto può competere è sulla qualità. Non fissarsi solo sull'autore da vetrina ma cercare nella proposta italiana anche nuovi talenti non per forza la grandezza di un autore è fatta di pollici in su o apparizioni tv. Mostrare in modo capillare attraverso mostre, presenza di autori e case editrici il patrimonio del fumetto nostrano anche a chi non lo conosce o per ignoranza lo ripudia, gli esterofili di oggi sono i disoccupati di domani. Un moto d'orgoglio di noi autori potrebbe salvare da questa profonda crisi più di tante stupidaggini dette sul web.
Con questa provocazione chiudo quest'intervista sperando di non essere stato troppo pedante. Un saluto a tutti ed a presto Fabiano.




Link
Sito: http://www.fabianoambu.com/
Blog: http://fabianoambu.blogspot.it

Per le immagini e copertine presenti in questo articolo, il copyright è degli aventi diritto.

19 commenti:

Ariano Geta ha detto...

I disegnatori mi hanno sempre affascinato perché da bambino avrei voluto diventarlo. Facevo fumetti (ovviamente molto ingenui sia graficamente che contenutisticamente) ma non ho mai provato a insistere e a migliorarmi.
Da quel che dice Fabiano Ambu forse è meglio che io non ci abbia neppure provato, probabilmente non sarei stato in grado di reggere i ritmi o sarei stato un disegnatore mediocre.

MikiMoz ha detto...

Bellissima intervista, grazie Nick!
Come ti ho detto ho conosciuto Ambu su Nemrod... e mi è piaciuto.

Concordo con lui sull'aggiunta finale: dopotutto a scuola ti regalano anche gli sconti per il cinema... perché non puntare sui fumetti?
Ed è vero che gli autori devono farsi vedere di più... Apprezzo l'interattività di Ambu.

Moz-

Massimo Citi ha detto...

Davvero interessante. Non sono un fan dei fumetti, che ho letto di più in gioventù, ma ho apprezzato la risposta di Ambu alla domanda sulla crisi del fumetto italiano. Si potrebbe ripetere parola per parola per il libro, la musica, il cinema... La terrificante pigrizia mentale che ci porterà via tutti.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Anche io da bambino avrei voluto fare il disegnatore...penso che sia stata una fase comune per la nostra generazione. Ho disegnato per un po, solo che a Napoli ho conosciuto troppe persone sbagliate che tendevano a sfruttare ed illudere i giovani. Per questo stimo ancora di più quelli come Ambu che insistono e riescono a sfondare. Inoltre è indubbio che Fabiano Ambu abbia talento, senza di lui il mondo del fumetto italiano sarebbe infinitamente più povero.

Nick Parisi. ha detto...

@ MikiMoz
Grazie a te per la tua presenza costante su questo blog!

Concordo anche io sull'aggiunta finale, io ricordo ad esempio, che negli anni 70s fuori le scuole spesso regalavano album e figurine ai bambini che uscivano dalle lezioni. Molti di questi erano di cartoni animati o di programmi come il benemerito SuperGulp e ti posso assicurare che non solo risultavano molto graditi da tanti miei compagni, ma grazie a quelle figurine si creava un circuito virtuoso per cui solitamente non avrebbe mai letto Alan Ford o i Fantastici Quattro, dopo se li andava a cercare in edicola. Insomma si creava un certo circuito virtuoso. Quindi perché non riprovare adesso, magari con qualche numero Zero o con qualche speciale omagggio?
Temo che purtroppo molti editori non vogliano o non abbiano possibilità economica di farlo. Però sarebbe una strada giusta per educare alla lettura di fumetti molti bambini.

Nick Parisi. ha detto...

@ MaxCiti
Pigrizia mentale è la parola giusta. E questo è un crimine per cui non esiste un unico colpevole, ma nel nostro piccolo, chi più chi meno, siamo un po responsabili tutti quanti.
Voglio continuare a credere però che siamo ancora in tempo per poter, se non altro, invertire queste tendenza.

Salomon Xeno ha detto...

Condivisibile la riflessione finale! Io, purtroppo, sono mio malgrado un esterofilo de facto, nel senso che conosco poco il fumetto italiano al di fuori di Disney, Bonelli (Tex di annata) e poco altro. Mi sembra che qualcosa stiano facendo editori come Tunué, piazzando anche autori (sceneggiatori e disegnatori) italiani nel settore graphic novel. Mi vengono in mente anche la Coconino e un altra di cui mi sfugge il nome - ma sicuramente saranno tante. Non seguo nessuna produzione seriale che non sia "mini" o completata, quindi non saprei portare esempi in questo ambito.

Nick Parisi. ha detto...

@ Salomon Xeno
Purtroppo per un motivo o per un altro siamo stati costretti tutti a diventare esterofili nostro malgrado. Intendiamoci a me piacciono molto i Comics americani, I manga giapponesi, gli album franco-belgi e così via.
E' mancata però da parte di molte parti una seria politica a sostegno del materiale italiano di qualità. Esistono editori che si danno molto da fare in questo senso per fortuna, un paio li hai citati tu.
Per quanto riguarda le miniserie, io credo che- se fatte bene-possano rappresentare un ottima strada per far lavorare bene autori italiani.

Loredana Gasparri ha detto...

Bellissima intervista, e se vi è un disegnatore, l'apprezzo ancora di più. Anch'io avrei voluto disegnare fumetti, da giovane!! Purtroppo, però, Torino non offriva spunti all'epoca per chi aveva voglia di diventarlo, senza costringerlo a emigrare a Bologna e poi a ritornare, per affermarsi con una certa fatica, del resto...

Ivano Landi ha detto...

A me invece piacerebbe, come ho specificato in un post sul mio blog, scrivere (anche) fumetti. Ma con il poco tempo che mi ritrovo forse è meglio così... che non stia succedendo.
Mi piacerebbe molto condividere questa intervista su facebook, perché ho tra gli amici molti appassionati di fumetti, e anche due o tre disegnatori professionisti.

Ivano Landi ha detto...

Fatto, l'ho condiviso (ho visto che c'era il pulsante apposito).

Nick Parisi. ha detto...

@ Loredana Gasparri
Come ho scritto sopra ad Ariano, ti comprendo, so cosa voglia dire vivere in un luogo che offre poche possibilità di sbocco artistico.
Però ritengo che anche come lettori possiamo fare la nostra parte, non credi?
Sono felice di aver reso contenta un appassionata di Dampyr come te.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Vale anche per il futuro, puoi condividere su Facebook qualsiasi articolo mio ti venga in mente, nel frattempo ti ringrazio.

Per curiosità: chi sono i tuoi amici fumettisti? Hai visto mai che ci esca qualche altra intervista. ;)

Donata Ginevra ha detto...

confermo ancor di più che questo blog è una forza! non conoscevo Ambu, ahimè, ma il mestiere di disegnatore è ua delle cose che più ammiro, forse perchè io sono una frana nei disegni...e per qst ammiro moltissimo chi con la matita riesce a creare capolavori incredibili...bravissimi davvero :)

Nick Parisi. ha detto...

@ Donata Ginevra
Per quanto mi riguarda i disegnatori di fumetti spesso e volentieri sono dei veri e propri artisti che non hanno niente da invidiare a pittori o incisori.
Grazie per la tua fedeltà continua a quest blog.

Marco Lazzara ha detto...

A casa ho il primo numero originale di Dampyr, però non è che mi abbia entusiasmato molto. Non so come è proseguita la serie, ma all'epoca continuavo a preferire i vecchi albi di Dylan Dog.

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
Sono due serie molto diverse tra loro. Quello che ti posso dire è che Dampyr da quel numero 1 è molto cambiato e che tra le prime cento uscite si trovano molti gioiellini.

Eddy M. ha detto...

Si nota la passione "estrema" di questo artista.
Mi piacerebbe vederlo su Nathan Never... ;)

Nick Parisi. ha detto...

@ Eddy M.
Per adesso credo che Ambu sia più a suo agio con le atmosfere di Dampyr piuttosto che con quelle di Nathan Never. Mai dire mai, però.
Comunque prima o poi arriverà anche qualche disegnatore di Nathan Never su questo blog.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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